Giovanni D’Agata: “Rc auto: false le liberalizzazioni del Decreto”
Duro attacco di Giovanni D’Agata, dello Sportello dei diritti, al Decreto liberalizzazioni, almeno per quanto riguarda le Rca. Sentiamo.
“1) Le Assicurazioni riescono anche a inserirsi nel Decreto liberalizzazioni con una norma che lede il diritto danneggiato a ottenere il risarcimento integrale costringendolo a scegliere tra un riparatore imposto dalla compagnia o un risarcimento decurtato del 30% nel caso volesse rivolgersi al proprio carrozziere di fiducia. La conseguenza immediata e devastante dell’approvazione di una norma così ingiusta e infondata sarà la chiusura di migliaia di imprese artigiane non convenzionate con le assicurazioni che, operando in un regime di oligopolio, domineranno incontrastate il mercato della riparazione.
“2) Tale infausto scenario, alimentato anche dalla recente e discutibile fusione tra Unipol e Fonsai, era stato ampiamente previsto, durante l’audizione del 29 settembre 2010, dall’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, allora Garante della concorrenza.
“3) È un un grave errore consolidare la procedura di risarcimento diretto che, a cinque anni dalla sua applicazione, ha:
a) favorito l’abbandono delle migliori tecniche per l’accertamento del danno;
b) ridotto la presenza degli ispettorati sul territorio, il ploriferare di frodi e speculazioni,
c) consentito una “cartolarizzazione” dei risarcimenti e la conseguente l’esplosione dei premi delle polizze.
La strada maestra sia, quindi, quella di rendere il danneggiato libero scegliere il percorso per ottenere l’integrale risarcimento. Ed è necessario ancorare, quale riferimento minimo per la liquidazione del danno alla persona, le tabelle di Milano, come riconosciuto dalla Cassazione. In questo, condivido la battaglia di Stefano Mannacio, del Cupsit“.