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Guerre di potere: in Francia c’è chi ha il terrore del Coyote che becca gli autovelox

diEzio Notte

Perché la Polizia rende note le postazioni autovelox con cartine aggiornate? Per migliorare la sicurezza stradale. Tu leggi la cartina, sai che c’è l’autovelox, e vai piano. Allo stesso modo, perché questo blog è favorevole a Coyote, il sistema che ti dice in auto dove sono autovelox e Tutor? Perché così il guidatore va piano e gli incidenti calano. Si badi bene: non parlo dei dispositivi che rilevano il segnale dell’autovelox. Quelli sono illegittimi. E pericolosi, perché si rischia di danneggiare l’autovelox e di far frenare di colpo il guidatore.

Ma dietro a ogni autovelox, c’è un business che il cittadino neppure immagina. Il Comune piazza la dannata macchinetta per inchiappettarti: vuole i tuoi quattrini per ripianare i debiti e pagare i politicanti. Ci guadagno milioni a palate anche le ditte che gli autovelox li costruiscono e li danno in appalto. Così funziona spesso in Italia. Così è anche altrove, come in Francia.

E proprio Oltralpe, chi ha in mano il business degli autovelox ha fatto pressione sui politici. Si chiama opera di lobbying. Quel diamine di Coyote dà fastidio. Lì in Francia, poi, la comunità di possessori di Coyote (comunicano fra loro dove sono le postazioni: qui sta la chiave del successo del dispositivo) è enorme. Migliaia di automobilisti che prevengono gli autovelox. Che male fanno? Nessuno. Anzi, la sicurezza stradale migliora. Tuttavia, basta un nonnulla per mandare tutto all’aria: una leggina ad hoc. Ed eccola qui: fino a 1.500 euro di multa all’automobilista col Coyote o similare. In galera i fabbricanti.

Occhio, perché qualcosa di simile potrebbe arrivare anche in Italia: gli autovelox portano soldi… Io ho già fatto la mia previsione qui.