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Il giubbotto ad alta visibilità è obbligatorio in auto e quando va indossato?

Regole pratiche su obbligo, uso corretto e sanzioni del giubbotto ad alta visibilità in auto secondo il Codice della Strada

Il giubbotto ad alta visibilità è obbligatorio in auto e quando va indossato?
diEzio Notte

Molti automobilisti tengono il giubbotto catarifrangente nel bagagliaio senza sapere davvero quando la legge impone di averlo a bordo e soprattutto di indossarlo. Il rischio è di usarlo nel modo sbagliato proprio durante un’emergenza, esponendosi a sanzioni e a pericoli reali sulla strada. Chiarire cosa prevede il Codice della Strada, chi è obbligato e in quali situazioni va messo addosso aiuta a evitare errori frequenti nelle soste di emergenza.

Giubbotto ad alta visibilità: cosa prevede il Codice della Strada

Il giubbotto ad alta visibilità è un dispositivo di sicurezza pensato per rendere il conducente ben visibile agli altri utenti della strada in caso di emergenza. La disciplina nasce come integrazione alle norme sulla segnalazione del veicolo fermo e sulla sicurezza durante le soste di emergenza, in linea con quanto richiamato dall’art. 162 del Codice della Strada in tema di veicolo fermo e segnalazione del pericolo. L’obiettivo è ridurre il rischio di investimento quando si scende dal veicolo in condizioni di scarsa visibilità o su tratti pericolosi.

La normativa richiede che il giubbotto (o le bretelle) sia di colore ad alta visibilità (tipicamente giallo, arancione o simili) e dotato di bande retroriflettenti omologate secondo gli standard tecnici indicati dalle autorità. La scheda informativa della Polizia di Stato chiarisce che il dispositivo deve essere conforme alle norme tecniche europee sui dispositivi di protezione individuale ad alta visibilità, così da garantire che il conducente sia riconoscibile dai fari dei veicoli in arrivo a distanza adeguata.

È importante distinguere tra l’obbligo di tenere a bordo il giubbotto e l’obbligo di indossarlo in determinate circostanze. Il giubbotto rientra tra gli oggetti che la legge considera essenziali per la sicurezza, insieme ad altri elementi come triangolo e dispositivi di segnalazione, che vengono spesso elencati tra ciò che è obbligatorio avere in auto. Per un quadro più ampio sugli equipaggiamenti minimi richiesti, può essere utile confrontare anche quanto previsto per cosa è obbligatorio tenere a bordo in auto secondo la normativa vigente.

Quando è obbligatorio avere il giubbotto in auto e per chi

L’obbligo di avere il giubbotto ad alta visibilità a bordo riguarda in primo luogo il conducente del veicolo, che deve poterlo indossare rapidamente in caso di emergenza. La disciplina si applica ai veicoli a motore che circolano su strade extraurbane e autostrade, dove le velocità più elevate e gli spazi di arresto più lunghi rendono cruciale la visibilità di chi scende dal mezzo. In genere, la responsabilità di dotare il veicolo del giubbotto ricade su chi lo conduce, indipendentemente dal fatto che sia proprietario o meno.

Per i passeggeri, la situazione è più articolata: la norma è costruita attorno alla figura di chi scende dal veicolo per posizionare il triangolo o per intervenire sul mezzo fermo. Se, ad esempio, un passeggero scende per aiutare a cambiare una ruota o per segnalare il veicolo in panne, è prudente che indossi anch’egli un giubbotto, anche quando la formulazione dell’obbligo è centrata sul conducente. In un’auto con famiglia a bordo, se più persone scendono contemporaneamente sul margine della carreggiata, il rischio di investimento aumenta e l’uso del giubbotto per ciascuno diventa una misura di buon senso oltre che di rispetto dello spirito della norma.

Va ricordato che l’obbligo di dotarsi di dispositivi ad alta visibilità non riguarda solo le auto private, ma anche altri veicoli a motore che possono trovarsi in situazioni analoghe di sosta di emergenza. Alcuni regolamenti locali e indicazioni delle polizie municipali, come quelle riportate dal servizio di Polizia Locale di Verona, richiamano l’importanza di avere il giubbotto a portata di mano per tutti i conducenti che circolano su tratti extraurbani, proprio per facilitare i controlli e uniformare i comportamenti di sicurezza.

In quali situazioni devi indossare il giubbotto riflettente

Il giubbotto riflettente va indossato ogni volta che il conducente è costretto a scendere dal veicolo fermo in condizioni di pericolo o scarsa visibilità, in particolare su autostrade e strade extraurbane. Tipicamente, ciò avviene quando si deve posizionare il triangolo di presegnalazione, verificare un guasto, cambiare una ruota o comunque muoversi lungo la carreggiata o la banchina. Se, ad esempio, l’auto si ferma in corsia di emergenza di notte e il conducente scende per controllare una gomma, la prima azione corretta è indossare il giubbotto prima di aprire la portiera.

La necessità di indossarlo è strettamente collegata alla visibilità: più è ridotta (notte, pioggia intensa, nebbia, gallerie), più diventa essenziale. Anche di giorno, però, su tratti veloci o con curve cieche, il giubbotto aumenta la distanza a cui gli altri conducenti percepiscono la presenza di una persona a piedi. Se si resta all’interno del veicolo, con le quattro frecce inserite e senza scendere, l’obbligo di indossare il giubbotto non si attiva, ma nel momento in cui si apre la portiera per uscire sul lato esposto al traffico, la prudenza suggerisce di averlo già addosso.

Un errore frequente è indossare il giubbotto solo dopo essere scesi e aver recuperato l’oggetto dal bagagliaio, magari camminando lungo la corsia di emergenza senza alcuna protezione. In uno scenario tipico, se l’auto si arresta in galleria e il conducente deve raggiungere una nicchia di emergenza o un telefono SOS, uscire senza giubbotto significa esporsi a un rischio elevato di non essere visto in tempo dai veicoli sopraggiungenti. Le indicazioni di sicurezza diffuse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sui dispositivi di visibilità per gli utenti vulnerabili, come nella scheda sulla visibilità dei ciclisti, confermano quanto la visibilità artificiale sia determinante per ridurre gli incidenti in condizioni critiche.

Quanti giubbotti servono e dove conviene tenerli in macchina

La normativa individua con chiarezza l’obbligo riferito al conducente, ma non sempre specifica un numero minimo di giubbotti per i passeggeri. Dal punto di vista pratico, è consigliabile avere almeno un giubbotto per chiunque possa scendere in caso di emergenza, soprattutto se si viaggia spesso con più persone a bordo o con bambini che potrebbero dover essere accompagnati fuori dal veicolo. In un’auto familiare che percorre regolarmente autostrade, dotarsi di più giubbotti è una scelta di sicurezza che va oltre il minimo legale, ma che può fare la differenza in situazioni reali di pericolo.

La posizione in cui si tengono i giubbotti è cruciale: se vengono riposti nel bagagliaio sotto i bagagli, diventa impossibile indossarli prima di scendere. La soluzione più efficace è collocarli nell’abitacolo, ad esempio nelle tasche degli schienali, nei vani portaoggetti delle portiere o sotto i sedili anteriori, purché siano facilmente raggiungibili dal posto di guida. Se, ad esempio, il veicolo si ferma in corsia di emergenza e il bagagliaio è esposto al traffico, doverlo aprire per cercare il giubbotto significa esporsi inutilmente al rischio, mentre averlo a portata di mano consente di indossarlo ancora seduti, prima di aprire la portiera.

Un altro aspetto spesso trascurato è lo stato del giubbotto nel tempo: se le bande retroriflettenti sono usurate, sporche o danneggiate, l’efficacia del dispositivo si riduce sensibilmente. In fase di controllo personale dell’auto, insieme alle verifiche periodiche su luci, pneumatici e dotazioni obbligatorie, è utile includere anche un rapido controllo visivo del giubbotto, come parte di ciò che è obbligatorio fare all’auto per mantenerla in condizioni di sicurezza. Se il materiale appare opaco o le cuciture delle bande riflettenti sono compromesse, è prudente sostituirlo con un modello omologato e ben visibile.

Sanzioni e rischi se non hai o non indossi il giubbotto in caso di emergenza

La mancanza del giubbotto ad alta visibilità a bordo, o il mancato utilizzo quando si scende dal veicolo in situazioni in cui è richiesto, può comportare sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada. Le forze dell’ordine, in caso di controllo o di intervento su un veicolo fermo in corsia di emergenza o su strada extraurbana, verificano spesso la presenza del giubbotto e il suo effettivo impiego da parte del conducente. Le indicazioni operative diffuse dalla Polizia di Stato, come quelle contenute nel materiale informativo dedicato ai giubbotti catarifrangenti, sottolineano che la violazione delle norme sulla segnalazione del veicolo fermo e sulla visibilità delle persone a piedi può comportare sanzioni pecuniarie e, nei casi previsti, decurtazione di punti dalla patente.

Oltre all’aspetto sanzionatorio, il rischio principale è di natura fisica: un conducente che si muove a piedi lungo la corsia di emergenza senza giubbotto è molto meno visibile, soprattutto di notte o in condizioni meteo avverse. In caso di investimento, la mancanza di dispositivi di visibilità può incidere anche sulla valutazione delle responsabilità civili e assicurative, perché il comportamento del conducente viene considerato nel complesso delle cautele adottate per evitare il danno. Le cronache e gli approfondimenti dedicati alla sicurezza stradale, come quelli pubblicati da testate specializzate nel settore motori, richiamano spesso casi di incidenti gravi avvenuti proprio durante soste di emergenza in cui non erano stati utilizzati i dispositivi riflettenti.

Un ulteriore rischio è legato alla gestione di situazioni con più persone a bordo: se, ad esempio, un genitore scende senza giubbotto per far uscire un bambino dal seggiolino sul lato esposto al traffico, entrambi risultano scarsamente visibili ai veicoli in arrivo. In questi scenari, l’uso corretto del giubbotto, unito al rispetto delle altre norme di sicurezza come l’impiego di cinture e seggiolini per bambini, contribuisce a ridurre in modo significativo il rischio complessivo. Verificare periodicamente di avere il giubbotto a bordo, in buone condizioni e in posizione facilmente raggiungibile è quindi un’abitudine semplice che tutela sia dal punto di vista legale sia da quello della sicurezza personale.