Cerca

Il marocchino che uccide sette ciclisti e il razzismo alla rovescia

diEzio Notte

Sette ciclisti morti, in giro in bici per passione: sono stati investiti da una macchina guidata da un marocchino, in un incidente stradale in località Marinella a Sant’Eufemia (Lamezia Terme, Calabria). Il marocchino viaggiava in direzione Gizzeria sulla Strada statale 18: forse ha perso il controllo della Mercedes al chilometro 372 dove, dalla direzione opposta, arrivavano in fila i ciclisti. Il figlio del guidatore, un bimbo di 10 anni, è rimasto lievemente ferito. Il conducente è piantonato in ospedale, in stato di arresto: l’accusa è omicidio colposo plurimo (ci sono anche due feriti gravissimi). Lo ha deciso la Procura della Repubblica di Lamezia Terme.

Com’è successo? Pare che il marocchino stesse effettuando una manovra di sorpasso a velocità elevata. Per la cronaca, era drogato e senza patente.

Il problema vero è che qui si mette la testa sotto la sabbia. Le cose si dicono, si sanno, ma nessun politico fa nulla per risolvere i guai. Tanto per cominciare c’è un numero drammatico: su quattro pirati (automobilisti che causano un incidente e poi scappano), uno è straniero (Nordafrica, Est Europa, Cina). Però non ci pare che su quattro abitanti in Italia, uno sia straniero.

Dopodiché, c’è il terrore di imbattersi in un guidatore straniero (non intendiamo il turista) che non rispetta il Codice della strada. Perché non si sa dove e come lo straniero ha preso la patente, dove e come l’ha rinnovata, se conosce le regole della circolazione del nostro Paese, se teme le multe, se davvero la patente gli viene ritirata o se riesce a scamparla dichiarando che altri guidavano al momento dell’infrazione.

Tantissima è anche la paura di fare un incidente con uno straniero ubriaco alla guida, uno che ha un rapporto tutto suo particolare con l’alcol. E magari anche con la droga. Senza parlare di eventuali complicazioni dovute all’assenza di polizza Rca.

La soluzione? Prevenire. Esami di teoria e pratica, esami medici, una commissione medica che accerti l’idoneità alla guida. Revoca a vita della patente in caso di incidente grave o sotto l’effetto di alcol e droga. Basta inutili autovelox, e maggiori controlli effettivi sulle strade.

Ma guai a parlare di questi problemi con gli schizzinosi che hanno un’accusa sempre facile da estrarre dal taschino: razzismo. In realtà, il razzismo è il loro nei confronti degli italiani e degli stessi stranieri che guidano con prudenza. Razzismo alla rovescia.

foto flickr.com/photos/33678919@N07