In auto a Napoli? Se trasporti un bimbo, non aprire i finestrini: l’immondizia aggrava i problemi respiratori
L’urlo di dolore che si leva da Napoli, città ormai disintegrata dalla monnezza (con una borghesia che ha la mentalità nordafricana anziché centroeuropea), è straziante. A terra, in quella città fantasma dove il ceto medio pensa alle vacanze a Ischia e a Capri, e alla campagna acquisti del Napoli Calcio, 1.720 tonnellate di immondizia che portano topi, malattie, col rischio colera. Situazione altamente critica nella zona flegrea, Giugliano, Lago Patria e Varcaturo. Ma il dramma partenopeo riguarda soprattutto i bimbi. Stando ai pediatri, sono in notevole aumento le patologie respiratorie dei piccoli: le sostanze tossiche emanate dai rifiuti bruciati penetrano nei polmoni dei piccini causando tosse, asma, difficoltà a inspirare. Siamo a un buon +20% di patologie respiratorie.
Appello ai papà e alle mamme napoletani. Se proprio dovete circolare in auto con a bordo un bimbo, tenete i finestrini chiusi, specie la sera. La diossina sprigionata delle plastiche che bruciano deve stare lontano dall’abitacolo. È vero che l’aria malsana penetra ugualmente in macchina, ma è pur sempre meglio il climatizzatore degli olezzi di Napoli.