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In cosa consiste la prova fonometrica alla revisione auto e quando può dare esito negativo?

Spiegazione tecnica della prova fonometrica in revisione auto, dei limiti di rumorosità previsti e delle modifiche che possono causare esito negativo

In cosa consiste la prova fonometrica alla revisione auto e quando può dare esito negativo?
diRedazione

Molti automobilisti scoprono solo al momento del controllo che un impianto di scarico troppo rumoroso può far fallire la revisione, anche se freni e luci sono perfetti. Un errore frequente è sottovalutare la prova fonometrica dopo modifiche “sportive” o riparazioni artigianali. Capire come viene misurato il rumore, quali limiti si applicano e quali interventi possono creare problemi permette di evitare una bocciatura imprevista e costosa.

Perché alla revisione controllano anche la rumorosità dell’auto

Il controllo della rumorosità in sede di revisione serve a verificare che il veicolo rispetti le condizioni di sicurezza e di contenimento delle emissioni sonore previste al momento dell’omologazione. L’art. 79 del Codice della Strada stabilisce che i veicoli devono mantenere in efficienza dispositivi come impianto di scarico e silenziatori, e che non possono circolare se producono rumori superiori a quelli indicati nella carta di circolazione o nella documentazione di omologazione, come riportato su Normattiva.

La revisione periodica, disciplinata dall’art. 80 CdS e dalle relative norme applicative, è lo strumento con cui lo Stato controlla nel tempo il mantenimento di questi requisiti. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiarisce che durante la revisione vengono verificati anche i dispositivi di scarico e la rumorosità del veicolo, proprio per accertare che non siano intervenute modifiche o deterioramenti che aumentino il rumore oltre i limiti di progetto, come indicato nella sezione dedicata alla revisione sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Dal punto di vista pratico, il controllo del rumore tutela sia la salute pubblica sia il comfort acustico nelle aree urbane. Un’auto con scarico rumoroso può generare disturbo significativo, soprattutto in orario notturno o in strade strette e densamente abitate. Per questo la rumorosità non è considerata un dettaglio estetico, ma un parametro tecnico al pari di emissioni inquinanti e efficienza dei freni. Se il veicolo risulta più rumoroso rispetto a quanto previsto in origine, l’esito della revisione può essere negativo o con obbligo di ripristino.

Come si svolge in pratica la prova fonometrica in officina

La prova fonometrica in revisione non è sempre eseguita con fonometro; spesso l’operatore effettua un controllo preliminare “a orecchio” e visivo dello scarico. Se nota rumori anomali, scoppiettii, assenza di silenziatori o terminali evidentemente non omologati, può approfondire con una misurazione strumentale o segnalare il difetto come grave. Alcune linee guida tecniche del Ministero, come la circolare prot. 15241 del 30/05/2012 disponibile sul sito del MIT, forniscono indicazioni operative ai centri di revisione su come valutare le non conformità, anche in tema di rumorosità, come si può leggere nella relativa circolare ministeriale.

Quando viene utilizzato il fonometro, l’operatore posiziona il microfono a una distanza e angolazione standard rispetto al terminale di scarico, con il motore portato a un determinato regime (ad esempio un certo numero di giri al minuto stabilito dalle procedure tecniche). Lo scopo è confrontare il livello sonoro misurato con il valore massimo ammesso per quel veicolo in base all’omologazione. Se il rumore supera il limite, la prova è considerata non conforme. In un caso tipico, se il tecnico percepisce un rombo molto marcato dopo l’installazione di un terminale “aperto”, può decidere di misurare il livello sonoro e, se oltre soglia, annotare il difetto come causa di esito negativo.

Un altro aspetto importante è la coerenza tra quanto riportato sulla carta di circolazione e lo stato effettivo del veicolo. Se lo scarico appare modificato rispetto alla configurazione originale (mancanza di catalizzatore, eliminazione di silenziatori intermedi, saldature evidenti), l’operatore può ritenere che la rumorosità non sia più quella omologata e indicare la necessità di ripristino. Per chi vuole approfondire l’elenco dei controlli tipici in revisione, compresi quelli su scarico e rumorosità, è utile anche la panoramica tecnica fornita da enti come TÜV SÜD, che descrive i controlli su scarico e rumore nella pagina dedicata alla revisione auto e rumorosità.

Quali sono i principali limiti di rumore e da cosa dipendono

I limiti di rumore applicabili a un’auto in revisione derivano dall’omologazione del veicolo e dalla normativa europea di riferimento in vigore al momento dell’immatricolazione. Regolamenti UE come il n. 540/2014, consultabile su EUR-Lex, fissano i valori massimi di emissione sonora per le nuove omologazioni di veicoli a motore, differenziando in base a categoria, massa e potenza, come indicato nel Regolamento (UE) n. 540/2014. In sede di revisione, però, non si applicano i limiti più recenti alle auto più vecchie: si verifica che il veicolo rispetti i valori previsti quando è stato omologato.

In pratica, il limite di rumorosità dipende da vari fattori: categoria del veicolo (autovettura, veicolo commerciale leggero, ecc.), tipo di motore (benzina, diesel, ibrido), presenza di sistemi di scarico specifici e anno di omologazione. Un’auto sportiva omologata con un livello sonoro relativamente elevato potrà risultare più rumorosa di una citycar moderna, pur restando nei limiti legali. Ciò che conta è che l’impianto di scarico sia integro e conforme al tipo approvato. Se, ad esempio, un’auto di vent’anni fa è stata omologata con un certo livello di rumore, non le si può chiedere di rispettare i limiti più stringenti introdotti successivamente per le nuove immatricolazioni.

Un altro elemento da considerare è la distinzione tra rumore “di progetto” e rumore “per difetto”. Il primo è quello previsto dal costruttore e indicato nei documenti di omologazione; il secondo è quello che deriva da guasti, corrosione, rottura di silenziatori o modifiche non autorizzate. La revisione mira a intercettare soprattutto il secondo caso. Se il fonometro rileva valori significativamente superiori a quelli di omologazione, o se il tecnico riscontra un evidente peggioramento rispetto alla rumorosità tipica di quel modello, l’esito può essere respinto con obbligo di ripristino dello scarico o di regolarizzazione delle modifiche.

Modifiche a scarico e motore che possono far fallire la prova

Le modifiche all’impianto di scarico sono tra le cause più frequenti di esito negativo alla prova fonometrica. L’art. 78 del Codice della Strada, richiamato anche in vari documenti operativi per le forze di polizia, stabilisce che le modifiche alle caratteristiche costruttive e funzionali del veicolo (tra cui rientrano anche quelle allo scarico) richiedono aggiornamento della carta di circolazione e devono essere conformi alle norme tecniche, come illustrato nei riferimenti operativi disponibili, ad esempio, nel documento di approfondimento sull’art. 78 CdS pubblicato da associazioni di settore e consultabile tramite schede operative dedicate.

Dal punto di vista pratico, possono creare problemi in revisione: terminali “aperti” o racing non omologati per uso stradale, eliminazione o svuotamento del silenziatore principale, rimozione di silenziatori intermedi o risonatori, sostituzione del catalizzatore con tubi diretti, fori o rotture nello scarico riparati in modo artigianale. Anche alcune modifiche al motore o alla gestione elettronica (rimappature spinte, eliminazione di filtri o sistemi di post-trattamento) possono aumentare il rumore percepito allo scarico o al motore, rendendo più probabile una contestazione in sede di revisione.

Un caso tipico è quello di chi monta un terminale sportivo “universale” senza omologazione specifica per il proprio modello: il suono diventa più cupo e presente, e in accelerazione può superare il livello ritenuto accettabile dall’operatore. Se, durante la prova, il tecnico percepisce scoppi in rilascio, fischi anomali del turbocompressore o vibrazioni metalliche dovute a staffe allentate, può segnalare il difetto come grave. Per avere un quadro più ampio delle altre cause di bocciatura, non solo legate al rumore, è utile consultare anche analisi dedicate a cosa non fa passare la revisione dell’auto, così da valutare l’insieme dei controlli.

Come preparare l’auto per superare i controlli di rumorosità

Per ridurre il rischio di esito negativo alla prova fonometrica è fondamentale verificare lo stato dell’impianto di scarico prima di prenotare la revisione. Un controllo visivo su ponte o fossa permette di individuare ruggine avanzata, crepe, saldature improvvisate, staffe rotte o gommini ceduti che possono generare vibrazioni e rumori metallici. Se si notano terminali non originali, è opportuno accertarsi che siano omologati per il proprio modello e montati correttamente, con eventuale marchio di omologazione ben visibile. In caso di dubbio, è prudente ripristinare lo scarico di serie o una versione equivalente omologata.

Un altro accorgimento utile è far controllare il motore e i supporti prima della revisione: cuscinetti motore usurati, collettori lesionati o guarnizioni di scarico danneggiate possono aumentare la rumorosità percepita, soprattutto in accelerazione. Se, ad esempio, durante la marcia si avverte un rumore di “soffio” forte in zona motore o un borbottio anomalo allo scarico, è consigliabile far verificare l’auto dal meccanico prima di presentarsi al centro revisioni. Chi è interessato all’evoluzione delle normative tecniche su motori e emissioni può trovare spunti utili anche negli approfondimenti su manutenzione motore ed Euro 7, che mostrano come i requisiti ambientali e acustici stiano diventando sempre più stringenti.

Se l’auto è stata oggetto di modifiche “sportive”, la strategia più prudente è riportarla in configurazione omologata prima della revisione: scarico originale o omologato con certificato, filtri e sistemi di post-trattamento presenti e funzionanti, nessuna rimappatura estrema che aumenti eccessivamente il rumore. In caso di contestazione, l’operatore può indicare sul referto la non conformità legata alla rumorosità o allo scarico; il proprietario dovrà quindi intervenire per ripristinare la conformità e ripetere la revisione. Comprendere in anticipo come funzionano i controlli, inclusi quelli su banchi prova e altri dispositivi, aiuta a presentarsi preparati e a ridurre al minimo il rischio di sorprese, come illustrato anche nelle analisi dedicate a cosa controllano i banchi prova freni e come leggere il referto.