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In quanto tempo arriva una multa?

Tempi di notifica delle multe, regole del Codice della Strada e indicazioni pratiche per verificare la validità del verbale

Tempi di Arrivo di una Multa: Cosa Sapere
diRedazione

Molti automobilisti si accorgono di una violazione solo quando il postino suona con una busta verde in mano, chiedendosi se la multa sia arrivata “nei tempi” o se possa essere annullata. Capire come funziona il calcolo dei giorni, da quando decorrono i termini e cosa fare se la notifica sembra tardiva evita errori gravi: pagare una sanzione ormai prescritta, oppure buttare un verbale che invece è perfettamente valido.

Come vengono calcolati i tempi di notifica delle multe

Per capire in quanto tempo arriva una multa occorre distinguere tra contestazione immediata e notifica successiva. Quando l’agente ferma il conducente e consegna il verbale sul posto, la violazione è già contestata e non si parla di “tempi di notifica”. Se invece l’infrazione è rilevata a distanza, per esempio con autovelox o telecamere ZTL, la legge prevede un termine massimo di 90 giorni per notificare il verbale al trasgressore, secondo quanto indicato dalla sintesi della riforma del Codice della Strada della Polizia di Stato.

Un aspetto spesso frainteso riguarda il momento da cui si calcolano questi 90 giorni. Il termine decorre dall’accertamento della violazione, cioè da quando l’organo di polizia individua il trasgressore e può redigere il verbale, non necessariamente dal giorno in cui è stata commessa l’infrazione. Inoltre, il termine si considera rispettato se il plico è consegnato all’operatore postale entro i 90 giorni, anche se il destinatario lo riceve materialmente dopo, come chiarito dalle FAQ della Polizia Municipale di Firenze disponibili sul sito istituzionale del Comune.

Per alcune violazioni particolari, come quelle legate all’obbligo di comunicare i dati del conducente, il calcolo può cambiare. In questi casi, secondo le informazioni pubblicate dal Comune di Peschiera Borromeo, il termine per la notifica può decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine concesso al proprietario del veicolo per fornire i dati richiesti. Se, ad esempio, la comunicazione dei dati del conducente deve avvenire entro un certo numero di giorni, il conteggio per la notifica del nuovo verbale parte dal giorno dopo quella scadenza, non dalla data dell’infrazione originaria.

Normativa vigente sulle notifiche delle multe

La disciplina di riferimento sui tempi di notifica delle multe è contenuta nell’articolo 201 del Codice della Strada, che regola la notificazione delle violazioni quando non è possibile la contestazione immediata. Secondo quanto riportato nel testo normativo consultabile su Normattiva, il verbale deve essere notificato entro un termine massimo, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge. La riforma del Codice ha ridotto questo termine, portandolo a 90 giorni per le violazioni da notificare in Italia, come evidenziato anche dalla documentazione della Polizia di Stato.

Le amministrazioni locali e le forze di polizia hanno pubblicato chiarimenti operativi per aiutare i cittadini a interpretare correttamente queste regole. Le FAQ della Polizia Municipale di Firenze, ad esempio, ribadiscono che per le violazioni al Codice della Strada la notificazione del verbale deve avvenire entro 90 giorni per le notifiche da effettuare sul territorio nazionale, e che il termine è rispettato se il plico è affidato alle poste entro questo limite temporale, come indicato nel documento ufficiale disponibile sul sito del Comune di Firenze. Un ulteriore approfondimento giuridico, pubblicato sulla Rivista Giuridica ACI, sottolinea che il mancato rispetto dei termini di notifica può costituire motivo di annullamento del verbale in sede giurisdizionale.

La giurisprudenza e gli studi specialistici, come quelli richiamati dall’ASAPS – Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale – confermano che, in tema di sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada, il termine per la notifica decorre dall’accertamento della violazione e che il rispetto del termine si valuta con riferimento alla data di affidamento del plico all’operatore postale. Questo significa che, se il verbale viene spedito entro il novantesimo giorno, la notifica è considerata tempestiva anche se il destinatario lo riceve successivamente, per effetto dei normali tempi di recapito postale.

Cosa fare se la multa arriva in ritardo

Quando il verbale arriva a casa, la prima cosa da fare è verificare se la notifica è avvenuta entro i termini. Per farlo, occorre controllare almeno tre elementi: la data dell’infrazione, la data di accertamento (se indicata) e la data di spedizione riportata sul plico o sulla relata di notifica. Se, ad esempio, la busta verde mostra un timbro postale che supera i 90 giorni dall’accertamento, allora può sorgere il dubbio che la notifica sia tardiva. In questo caso è utile conservare busta e verbale, perché contengono le informazioni necessarie per un’eventuale contestazione.

Un errore frequente è concentrarsi solo sulla data in cui la multa viene materialmente consegnata al destinatario. Come ricordano le FAQ del Comune di Firenze, il termine di 90 giorni si considera rispettato se il plico è consegnato all’operatore postale entro quel limite, indipendentemente dal giorno in cui il cittadino lo riceve. Se, per esempio, il verbale è stato spedito entro i 90 giorni ma il postino lo recapita dopo, la notifica resta valida. Al contrario, se la spedizione è avvenuta oltre il termine, il cittadino può valutare di far valere la tardività in sede di ricorso, eventualmente con l’assistenza di un professionista o rivolgendosi agli uffici dell’ente che ha emesso la sanzione per un primo chiarimento informale.

Oltre ai tempi di notifica, è importante prestare attenzione anche ai termini per il pagamento. Il Comune di Macerata ricorda che, una volta ricevuto il verbale di violazione al Codice della Strada, il termine perentorio per il pagamento in misura ordinaria è di 60 giorni dalla data di ricevimento della contestazione o notifica, come indicato nella pagina istituzionale dedicata alle violazioni e sanzioni. Se si decide di non contestare la multa, è quindi fondamentale rispettare questo termine per evitare maggiorazioni e ulteriori conseguenze, verificando sempre sul verbale le modalità di pagamento e le eventuali riduzioni previste dalla normativa vigente.

Come contestare una multa notificata fuori tempo

Contestare una multa ritenuta notificata fuori tempo richiede un approccio ordinato e documentato. La prima azione consiste nel raccogliere tutte le prove utili: copia del verbale, busta di notifica con timbro postale, eventuali avvisi di giacenza e ogni documento che riporti date rilevanti. Se, ad esempio, dal confronto tra la data di accertamento indicata nel verbale e la data di spedizione emerge che sono trascorsi più di 90 giorni, si può ipotizzare una violazione dei termini previsti dall’articolo 201 del Codice della Strada. In questo scenario, il cittadino può valutare la presentazione di un ricorso, motivando in modo chiaro la presunta tardività della notifica.

La tardiva notifica può costituire, secondo quanto illustrato dalla Rivista Giuridica ACI, un motivo di annullamento del verbale in sede giurisdizionale, se adeguatamente provata. In pratica, se il giudice accerta che l’ente accertatore ha superato il termine di 90 giorni per la notifica, il verbale può essere dichiarato illegittimo. Tuttavia, ogni caso concreto va valutato alla luce delle circostanze specifiche e delle eventuali eccezioni previste dalla legge (ad esempio difficoltà nell’individuare il trasgressore, cambio di residenza non comunicato, o altre situazioni particolari richiamate anche negli approfondimenti pubblicati da ASAPS). Prima di procedere, è consigliabile leggere con attenzione le indicazioni riportate sul verbale riguardo ai termini e alle modalità di ricorso, e, se necessario, chiedere supporto a un professionista o a un’associazione di tutela dei consumatori per impostare correttamente la propria difesa.