Incidente mortale per guida in stato d’ebbrezza: una sentenza che fa cadere le braccia
Nell’aprile 2006, un tizio ubriaco va contromano per una dozzina di chilometri e uccide tre persone. Non serve essere forcaioli per attendersi una sentenza equa; tuttavia, non sopportiamo gli ipocriti benevolisti che puntano sempre a sentenze miti: il giorno in cui all’ipocrita di turno succede di perdere tre familiari in un incidente stradale causato da un tossico o un ubriaco che va contromano, rifacciamo i conti…
Ebbene, quel tizio, in primo grado, viene condannato a otto anni per triplice omicidio colposo (involontario).
Si va in secondo grado: cinque anni e quattro mesi, con pena sospesa, sconto di tre anni per via dell’indulto. In definitiva, due anni e quattro mesi (di cui uno già fatto).
I giudici hanno applicato la legge. Come in passato. Però poi non ci si deve scandalizzare se troviamo altri tossici o alcolizzati che uccidono le persone in auto.
La soluzione? Trasformare l’omicidio colposo (involontario) durante la guida in stato alterato da alcol o droga, in omicidio colposo aggravato o in omicidio doloso (volontario). Inoltre, punire severamente la recidiva: chi sgarra due volte è fuori. Altrimenti non se ne esce e il sangue sulle strade continuerà a scorrere copioso.