Indennizzo diretto: da speranza a infernale caos
Sappiamo che la materia è ostica e noiosa, ma vi preghiamo di leggere sino in fondo questo post, perché la faccenda scotta.
L’indennizzo diretto c’è dal 1º febbraio 2007: in caso d’incidente stradale, consente ai danneggiati non responsabili (o parzialmente non responsabili) di essere risarciti direttamente dal proprio assicuratore. Sin dall’inizio, non è stato chiaro se questa procedura fosse obbligatoria. E già lì è nato il caos attorno all’indennizzo. Di sicuro, non richiede la firma congiunta della constatazione amichevole d’incidente (Modulo blu) e non è interrotta dall’eventuale intervento di un patrocinatore per conto del danneggiato.
Come se non fosse già abbastanza complicato, l’indennizzo diretto non prevede un pieno reintegro, da parte della Compagnia debitrice, di quanto pagato dall’altra Assicurazione: c’è soltanto un rimborso a forfait. Il tutto, per sintetizzare, viene poi riequilibrato in una stanza di compensazione, in cui la Compagnia debitrice salda (almeno in teoria) il debito.
In breve, l’indennizzo diretto ha portato tre gravi problemi.
a) Il danneggiato non si può difendere granché: le norme sono nebulose in quanto a onorari e compensi di avvocati ed esperti d’infortunistica stradale.
b) Le Rca non sono scese in modo significativo, nonostante questo fosse l’obiettivo della legge e la speranza di tutti: meno contenziosi per tariffe meno costose.
c) A spaccare tutto in mille pezzi è arrivata, per fortuna, la Corte costituzionale: con sentenza n. 180 del 2009 (depositata in cancelleria il 19 giugno 2009) ha sostanzialmente reso facoltativo agire contro la propria Compagnia. Secondo l’interpretazione prevalente, il danneggiato può chiedere giudizialmente il risarcimento al responsabile civile e all’Assicurazione dello stesso responsabile.
Risultato: le Compagnie ora possono scegliere fra l’indennizzo diretto e la vecchia procedura ordinaria. Così, se già con il risarcimento diretto si capiva poco, adesso gli assicurati – con questo bivio strano – impazziscono.