Indennizzo diretto, sentiamo odore di restaurazione
Sono solo pettegolezzi, voci di corridoio, verità lasciate intendere: e noi di Automobilista.it ci ficchiamo nel piatto ricco del gossip assicurativo, rendendo pubbliche le indiscrezioni. Un passo alla volta.
a) Nel giugno 2009, la Corte costituzionale ha a) A febbraio 2007, è arrivato l’indennizzo diretto. Quasi tutti lo reputavano obbligatorio. Si doveva per forza rivolgersi alla propria Assicurazione.
b) Qualcuno la pensava diversamente. S’è rivolto alla Corte costituzionale, e ha vinto: l’indennizzo diretto è facoltativo. “Non è l’obbligatorietà del sistema di risarcimento diretto che impone le condizioni di un mercato concorrenziale, bensì la ricerca, da parte delle Compagnie, della competitività con l’offerta di migliori servizi, e l’incentivo dei clienti non solo ad accettare quella determinata offerta contrattuale, ma a ricorrere al meccanismo, ove ve ne sia bisogno, del risarcimento diretto, come il più conveniente, ferma restando la possibilità di opzione per l’azione di responsabilità tradizionale, e per l’azione diretta contro l’assicuratore del responsabile civile”. La sentenza è del giugno 2009. Una rivoluzione.
c) Adesso arriviamo al gossip: ebbene, ci sa tanto che le Assicurazioni, quelle che contano, i Gruppi più grossi, non ci stanno. Vogliono fare una legge che imponga l’indennizzo diretto come obbligatorio. Idem qualche personaggio in altri posti chiave del mondo assicurativo. Desiderio di restaurazione.
d) All’uopo, serviranno politici pronti a far breccia, anzi a sfondare per imporre l’obbligatorietà dell’indennizzo diretto. È una battaglia mica da ridere. Qui c’è di mezzo la Corte costituzionale (e non un piccolo giudice, con tutto il rispetto) che s’è già espressa diversamente.
e) Per mantenere l’indennizzo diretto facoltativo, servirà fare pressione sui mass media. Prezioso anche il lavoro di lobbying di chi vuole che le cose restino così come sono ora.