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Kasko: l’adorabile giornalismo italiano

diEzio Notte

Con qualche lodevole eccezione, leggiamo su decine di siti importanti che l’automobilista italiano – questo il messaggio – è un imbecille: solo uno su 100 stipula la polizza Kasko. Quella che ti protegge e ti rimborsa anche quando vai a sbattere contro un palo della luce. L’imbecillità di 99 automobilisti su 100 deriverebbe dal fatto che non sanno cosa perdono: se solo avessero la Kasko, risolverebbero ogni problema e guiderebbero come pascià, nel massimo comfort psicofisico. Invece sono scemi e hanno solo la Rca. Al contrario, in altri Paesi europei, gli automobilisti sono intelligenti e ci sono percentuali elevatissime di Kasko. Il tutto è stato copiato e incollato da un comunicato stampa, messo nel frullatore di Internet, con schizzi su tutto il Web.

C’è un particolare piccolo piccolo che il comunicato in questione s’è ben guardato dall’evidenziare: in Italia la Kasko costa come il fuoco. Ti ustiona il portafogli. In Germania, fai Rca e Kasko con 500 euro l’anno. In Italia, specie al Sud, con 500 euro l’anno ti sciacqui le dita: a malapena copri la Rca. Dopodiché, servono i quattrini, tutti luridi e subito, per la Kasko. Vogliamo fare altri 500 euro l’anno?

Senza considerare le clausole delle polizze Kasko. In Germania e Gran Bretagna, sono poche e chiare; in Italia ti tirano scemo, fra scoperti, franchigie (somme che restano a vostro carico), massimali e altre prelibatezze.

Scendere da Marte, prego, e vivere sulla Terra: qui già non ci sono gli euro per la Rca; dove si prendono i soldi per la Kasko?