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La legge vale anche per pedoni e ciclisti

Non intendiamo criminalizzare nessuno né creare una lobby di automobilisti duri e puri; però la situazione sta degenerando. Basta andare in una qualsiasi grande città italiana per accorgersi che sempre di più i ciclisti e i pedoni a non rispettare il Codice della strada.

È vero che chi va in bici e a piedi è un utente debole della strada. È vero anche che, in Italia, gli incidenti causati dagli automobilisti calano poco rispetto agli altri Paesi europei, (vedi i cugini francesi). Ma ciclisti e pedoni ora esagerano. I primi amano guidare col cellulare in mano. Di recente, a un redattore dello staff di Automobilista.it è successo che un ciclista, armato di telefonino in mano, si spostasse da destra verso sinistra senza neppure controllare se un’auto (una delle nostre) lo stesse superando. E poi c’è un’invasione intollerabile di bici che vagano sul marciapiede. Senza considerare i ciclisti contromano. Magari sbucano all’improvviso, nascosti dietro altri veicoli o dietro a un bus in fermata. Si tratta di comportamenti passibili di multa: il Codice della strada è chiaro in merito.

Idem per i pedoni. Ci sono le strisce e lì devono attraversare. Perfino la Cassazione, di recente, ha dovuto ricordare i doveri del buon pedone.

Perché è troppo facile giocare sempre al ruolo delle vittime del traffico: anche gli automobilisti subiscono ingiustizie e prepotenze da parte di ciclisti e pedoni. Ecco perché Automobilista.it giudica in modo positivo la stretta che arriva da Rovigo: massima severità per ciclisti e pedoni.

Non si tratta esclusivamente di una questione di principio: in ballo, c’è anche la sicurezza stradale di tutti.

E voi, avete mai fatto un incidente d’auto per colpa di un ciclista o di un pedone?