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L’agente Pisano: “L’Agenzia antifrode? Utilissima. Ma la pagheranno i consumatori”

Rca: Automobilista.it tiene sempre gli occhi aperti
diEzio Notte

Incidenti-truffa in Italia: una piaga nazionale. All’orizzonte, un’Agenzia antifrode per scovare i furbetti. Ne parliamo con Roberto Pisano, agente di assicurazioni plurimandatario, nonché presidente provinciale di Cagliari dello Sna (Sindacato nazionale agenti di Assicurazione). L’intervista ci illumina su numerosi aspetti della questione: Pisano è sempre chiaro e diretto. Le ultime due righe, se avrete la bontà di leggerci, sono particolarmente pesanti. Ma arrivateci per gradi, seguendo il ragionamento di Pisano, professionista serissimo e persona estremamente intelligente.

Agenzia antifrode: sei favorevole?
Ritengo indispensabile la nomina di un’Authority che coordini le attività di lotta alle frodi assicurative, diventate ormai un fenomeno di tale rilevanza da avere conseguenze importanti in termini di costi per i consumatori. Il “sistema” assicurativo italiano è già alla ricerca di un nuovo equilibrio tariffario per recuperare gli squilibri tariffari provocati dalla distruzione della mutualità voluta dalla legge 40/2007 (meglio conosciuta come “Legge Bersani”) e già per questo le tariffe sono in costante aumento da circa un anno. A questo si aggiunge la necessità delle Compagnie di redistribuire sulle nuove tariffe il costo dei sinistri-frode, cosa che provoca pesanti ricadute sulle tasche dei consumatori. Anche il fenomeno del disimpegno delle Compagnie nelle aree del Meridione costituisce il terreno di coltura per l’aumento delle frodi assicurative, come ha sostenuto lo stesso Isvap, nei giorni scorsi, nella sua relazione annuale. In questo quadro, come non auspicare che un organismo di controllo giochi un ruolo forte, capace di condizionare positivamente l’evoluzione del settore?

Sarà. Ma noi di Automobilista.it temiamo che l’Agenzia antifrode faccia la fine dell’indennizzo diretto: non porta benefici a livello di tariffe Rca. Che ne pensi?
Rimanderei un giudizio su questi aspetti dopo un congruo periodo di attività dell’Agenzia antifrode. Per ora posso limitarmi a valutare gli elementi contenuti nella proposta di legge in discussione alla commissione Finanze della Camera: il comitato è costituito da otto persone, cinque delle quali rappresentano vari ministeri, una le Imprese di assicurazione, una i rappresentanti degli agenti e l’ultima è un magistrato, che ricopre la carica di presidente. Il coinvolgimento diretto della magistratura, degli agenti e delle Imprese dovrebbe dare al comitato una connotazione per così dire meno politica e più operativa. La proposta di legge prevede che fra i suoi vari compiti l’agenzia “favorisce e stimola l’azione penale da parte dell’autorità giudiziaria competente”. Se a questo aggiungiamo che la legge attribuisce al personale dell’Agenzia antifrode la qualifica di “polizia giudiziaria”, mi sembra che l’intento sia quello di creare un fronte forte per la lotta alle frodi assicurative. Staremo a vedere.

I conti non ci tornano. L’Ania dice che mette i soldi per fare l’Agenzia. Però l’Agenzia farebbe capo all’Isvap. Che è dello Stato. Cioè tutti noi… Che ne pensi?
Il finanziamento del comitato è coperto da un contributo sui premi assicurativi raccolti dagli intermediari e da eventuali contributi di altri enti non meglio identificati nella proposta di legge. Il comitato determina ogni anno insieme all’Ania sia la misura del contributo sia i rami assicurativi sui quali deve essere applicato. Non vorrei pensare male, ma non credo che alla fine saranno le Imprese di assicurazione a pagare i costi dell’Agenzia antifrode: vista la consuetudine delle Compagnie di scaricare tutti i propri costi sulle tariffe, anche stavolta pagherà il consumatore.

foto flickr.com/photos/darkpatator