L’alcol uccide ancora. Ma riesce a passare inosservato
Poche ore fa, un uomo ubriaco alla guida della sua auto ha ucciso una coppia e ferito gravemente un piccolino. È l’ennesimo episodio di morte sulle strade dovuto all’alcol. Eppure i mass media non danno alla cosa il giusto il risalto: per il sangue dovuto alle microcar, si sono spesi fiumi di parole; per l’alcol, poche righe seminascoste. Perché? Perché l’alcol che uccide non fa più notizia: è la solita solfa, con il guidatore scemo che alza il gomito e ammazza. Invece, le microcar eccitano la fantasia: le macchinine potenzialmente assassine fanno presa.
C’è poi un secondo motivo, forse più importante del primo. Esistono politici che si dannano l’anima purché sui mass media non passi l’equazione alcol alla guida uguale pericolo. E a furia di insistere, di basarsi su statistiche assurde, di fare battute in pubblico, di rendere ridicole le persone che invece combattono a favore della sicurezza stradale, riescono a intortare anche i mezzi di comunicazione. Al contrario, non si sono visti né sentiti politici affermare che le microcar non vanno criminalizzate: tutti a dire che serve la prova pratica e la guida dai 16 anni in su. Coi giornali a rimorchio.
Ma il nostro blog non farà mai neppure un millimetro indietro: alcol alla guida significa pericolo mortale. Anche se qualche politico potente la pensa diversamente (o sostiene di pensarla diversamente per tutelare gli affari propri).