Le auto storiche possono circolare in città e nelle ZTL ambientali nel 2026?
Regole per la circolazione delle auto storiche in città e nelle ZTL ambientali nel 2026
Molti proprietari di auto storiche danno per scontato che il loro veicolo possa circolare ovunque, anche durante i blocchi del traffico o nelle ZTL ambientali, solo perché “storico”. Questo equivoco espone a sanzioni salate e, nelle città più grandi, anche alla sospensione dei permessi. Capire come viene definito un veicolo storico, quali deroghe sono davvero previste e come cambiano le regole da Comune a Comune è essenziale per usare l’auto nel 2026 senza violare le ordinanze locali.
Quando un’auto è considerata storica e cosa cambia per la circolazione
Per capire se un’auto storica può circolare in città nel 2026, la prima domanda è quando un veicolo è giuridicamente considerato “storico”. Il riferimento è l’art. 60 del Codice della strada, che inquadra i veicoli di interesse storico e collezionistico come categoria specifica, distinta dalle normali auto datate ma non certificate. Una circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 20 novembre 2025 ha ribadito questo inquadramento, disciplinando anche le procedure per documenti e targhe d’epoca per tali veicoli.
La circolare MIT prot. 33941 del 20/11/2025 conferma che i veicoli di interesse storico e collezionistico, ai sensi dell’art. 60, seguono una procedura dedicata per il rilascio dei documenti di circolazione e di proprietà con contestuale assegnazione delle targhe d’epoca, rafforzando il loro status giuridico specifico rispetto al parco circolante ordinario. Questo non significa però libertà assoluta: le ordinanze comunali sulla qualità dell’aria possono comunque limitarne l’uso, salvo deroghe esplicite. Per chi valuta anche gli aspetti fiscali, è utile conoscere come cambia l’esenzione dal bollo per i veicoli oltre i 30 anni, tema approfondito nella pagina dedicata all’auto storica oltre 30 anni e bollo.
Auto storiche e blocchi del traffico: deroghe tipiche dei Comuni
Le misure antismog comunali per il 2026 si basano su ordinanze che distinguono tra limitazioni strutturali (valide per periodi lunghi) e temporanee (legate ai picchi di inquinamento). In questo quadro, le auto storiche possono rientrare tra le deroghe, ma solo se espressamente indicate. Alcuni Comuni del Nord Italia, ad esempio, prevedono blocchi permanenti per veicoli molto inquinanti, con possibili eccezioni per i veicoli di interesse storico certificati, proprio perché il loro uso è in genere occasionale e non quotidiano.
Un caso significativo è quello delle grandi città che hanno introdotto piani di intervento operativo per la qualità dell’aria, con livelli di allerta progressivi e divieti crescenti per le categorie più inquinanti. In questi contesti, le deroghe per i veicoli storici vengono spesso motivate dal loro valore culturale e dal limitato chilometraggio annuo, ma restano subordinate alle esigenze di tutela della salute pubblica. Se, ad esempio, viene attivato un livello di allerta elevato per superamento prolungato dei limiti di PM10, il Comune può restringere ulteriormente le deroghe, anche per i veicoli storici, con ordinanze specifiche.
Accesso alle ZTL con auto storiche: permessi, pass e limitazioni
L’accesso alle ZTL ambientali (come le grandi aree a traffico limitato per motivi di qualità dell’aria) è regolato da delibere e regolamenti comunali, che spesso prevedono un regime particolare per i veicoli storici. A Milano, per esempio, la disciplina di Area B include una sezione dedicata alle deroghe e ai permessi: il Comune prevede deroghe specifiche ai divieti di accesso per i veicoli storici certificati, a condizione che il veicolo sia dotato di Certificato di Rilevanza Storica (CRS) rilasciato dagli enti riconosciuti. Le informazioni sono riportate nel servizio online “Area B – Richiesta deroghe e permessi” del Comune di Milano, che dettaglia i requisiti per accedere in deroga.
Il Centro supporto del Comune di Milano precisa inoltre che i veicoli storici possono usufruire ogni anno di un numero limitato di giornate di accesso e circolazione in Area B, purché registrati come veicoli storici secondo le regole comunali. Questo significa che, se si entra in Area B con un’auto storica oltre il numero di giornate consentite, si rischiano sanzioni anche se il veicolo è correttamente certificato. Un comunicato del 13 giugno 2024 ha poi annunciato la semplificazione delle richieste di deroghe base: per i veicoli in deroga, inclusi quelli con giornate di ingresso riservate come le auto storiche, è sufficiente una sola registrazione al servizio online Area B, riducendo gli adempimenti ripetitivi per i proprietari.
Roma offre un altro esempio rilevante per il 2026, con la ZTL Fascia Verde. Un comunicato stampa dell’11 agosto 2025 ha chiarito che, fino al 31 ottobre 2025, non vengono introdotti ulteriori divieti rispetto a quelli già in vigore e che non si applicano nuove limitazioni ai diesel Euro 5 e benzina Euro 4, confermando il quadro delle deroghe esistenti, comprese quelle per i veicoli storici. In parallelo, una scheda informativa sul rinnovo delle limitazioni della Fascia Verde fino al 31 ottobre 2025, richiamando fonti della Polizia Roma Capitale, indica che tra le deroghe ai divieti di circolazione rientrano i veicoli di interesse storico e collezionistico e i ciclomotori ultratrentennali con certificato di rilevanza storica. In un contesto così articolato, chi usa l’auto storica per entrare in città deve verificare non solo l’esistenza della deroga, ma anche eventuali condizioni (registrazione preventiva, targhe, limiti di orario o di giornate annue).
Come informarsi sulle regole del tuo Comune prima di usare l’auto storica
Per evitare errori nel 2026, la regola pratica è considerare ogni spostamento con l’auto storica come un caso a sé, da verificare rispetto al Comune interessato. Se, ad esempio, si programma un raduno in centro a Milano o un giro domenicale all’interno della Fascia Verde di Roma, è necessario controllare in anticipo: 1) se il veicolo è effettivamente riconosciuto come storico (art. 60 e CRS); 2) se la ZTL o il blocco del traffico in quella zona prevede una deroga per i veicoli storici; 3) se è richiesta una registrazione o un permesso specifico, con eventuali limiti di giornate o fasce orarie.
Il canale più affidabile resta il sito istituzionale del Comune competente, nelle sezioni dedicate a ZTL, qualità dell’aria o mobilità sostenibile, dove vengono pubblicate ordinanze, delibere e schede informative aggiornate. Per le città che gestiscono ZTL complesse, come Milano con Area B e Area C o Roma con le diverse ZTL centrali e ambientali, è spesso disponibile un servizio online per la gestione dei permessi e delle deroghe, accessibile con credenziali personali. Prima di usare l’auto storica in città, è utile anche verificare come la mobilità privata si integra con altre forme di spostamento urbano, soprattutto se si combinano ZTL, zone 30 e aree pedonali: chi si muove spesso in contesti urbani complessi può trarre vantaggio da una pianificazione che tenga conto sia delle regole per i veicoli storici sia delle limitazioni alla circolazione generale, come spiegato nella panoramica su come muoversi in città tra ZTL, Area C e zone 30.