Le proroghe Covid sulla revisione auto ACI sono ancora valide oggi?
Aggiornamento sulle proroghe Covid per la revisione auto, fine delle deroghe emergenziali e regole ordinarie oggi applicabili per controlli, scadenze e sanzioni
Molti automobilisti pensano ancora che esista una “tolleranza Covid” sulle scadenze della revisione e si sentono al sicuro anche con il bollino scaduto. Questo equivoco espone a sanzioni, fermo del veicolo e problemi assicurativi. Capire come funzionavano davvero le proroghe emergenziali, perché oggi non sono più applicabili e quali regole ordinarie valgono ora permette di verificare la propria posizione e usare correttamente i servizi ACI e MIT senza affidarsi a voci o vecchie circolari.
Come funzionavano le proroghe Covid per la revisione auto in Italia
Le proroghe Covid sulla revisione auto erano misure eccezionali, introdotte per gestire la chiusura o il rallentamento delle officine autorizzate e degli Uffici della Motorizzazione durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria. Il quadro di riferimento principale è stato il Regolamento (UE) 2021/267, recepito e applicato in Italia tramite comunicazioni e tabelle ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Portale dell’Automobilista. Non si trattava di un cambiamento strutturale del Codice della Strada, ma di una deroga temporanea ai termini di validità.
Il Portale dell’Automobilista ha chiarito che le proroghe riguardavano solo le revisioni con scadenza in un arco temporale ben definito, tra aprile 2020 e giugno 2021, con estensioni differenziate a seconda del mese di scadenza. Per i veicoli con revisione in scadenza tra settembre 2020 e giugno 2021, la validità è stata estesa fino a un massimo di 10 mesi oltre la scadenza naturale, in applicazione del Regolamento (UE) 2021/267, come indicato nella comunicazione ufficiale del Portale dell’Automobilista (avviso MIT sulle proroghe revisione).
Un elemento spesso trascurato è che queste proroghe non erano “aperte” né indefinite: la tabella riepilogativa MIT sulle proroghe ex Regolamento (UE) 2021/267 specificava, mese per mese, quali revisioni potevano beneficiare dell’estensione e fino a quando. Chi, ad esempio, aveva una revisione in scadenza nel periodo coperto poteva circolare oltre la data riportata sul libretto, ma solo entro il limite temporale aggiuntivo previsto. Se un automobilista avesse continuato a circolare oltre anche tale termine prorogato, sarebbe comunque risultato in difetto rispetto agli obblighi di revisione.
Perché le proroghe emergenziali non valgono più per le scadenze attuali
Le proroghe emergenziali sulla revisione auto erano legate in modo diretto allo stato di emergenza sanitaria nazionale. Una tabella ufficiale del MIT ha riepilogato che tutte le estensioni di validità per revisioni e altri titoli connessi alla circolazione cessavano con la fine dello stato di emergenza fissata al 31 marzo 2022. Dopo tale data, sono tornate pienamente operative le scadenze ordinarie previste dalla normativa, senza ulteriori automatismi di proroga. Questo significa che oggi non esiste alcun “trascinamento” delle deroghe Covid sulle nuove scadenze.
La stessa tabella di sintesi delle proroghe di validità fino al 31 marzo 2022, pubblicata dal MIT, evidenzia che le misure eccezionali erano circoscritte nel tempo e non prevedevano estensioni oltre la fine dello stato di emergenza (tabella MIT fine proroghe Covid). Se oggi la revisione del veicolo scade, non è possibile invocare alcuna norma Covid per giustificare il ritardo, neppure se in passato lo stesso veicolo aveva beneficiato di una proroga.
Un errore frequente è pensare che, avendo usufruito di una proroga nel 2020 o nel 2021, anche le revisioni successive godano di una sorta di “margine” extra. In realtà, la proroga ha solo spostato in avanti la singola scadenza interessata; le revisioni successive sono tornate a seguire il calendario ordinario. Se, per esempio, un’auto ha effettuato la revisione sfruttando il termine prorogato, la successiva scadenza si calcola a partire dalla data effettiva di revisione, secondo le regole standard, senza ulteriori benefici emergenziali.
Cosa dice oggi il Codice della Strada su termini, sanzioni e controlli
Oggi il riferimento principale per la revisione periodica dei veicoli è l’articolo 80 del Codice della Strada, che disciplina obblighi, periodicità e conseguenze in caso di mancato adempimento. Le norme emergenziali Covid non hanno modificato in modo permanente questo articolo: hanno solo sospeso o esteso temporaneamente alcuni termini. Terminata l’emergenza, l’articolo 80 continua a valere nella sua formulazione ordinaria, con l’obbligo di sottoporre il veicolo a revisione entro le scadenze previste e di non circolare se la revisione è scaduta o con esito negativo.
Le sanzioni per chi circola con revisione scaduta restano quelle previste dal Codice della Strada: si applica una sanzione amministrativa pecuniaria e può essere disposto il fermo del veicolo fino all’effettuazione della revisione. In caso di revisione omessa da lungo tempo o di reiterazione, le conseguenze possono aggravarsi. Inoltre, in caso di incidente, la mancanza di revisione in corso di validità può avere riflessi sui rapporti con l’assicurazione, che potrebbe rivalersi sull’assicurato. Non esistono più attenuanti automatiche legate al Covid per giustificare la circolazione con revisione scaduta.
Negli ultimi anni il MIT è intervenuto con atti tecnici e circolari per aggiornare aspetti organizzativi e procedurali della revisione, senza reintrodurre proroghe generalizzate. La circolare MIT n. 37075 del 30 dicembre 2024, ad esempio, disciplina profili tecnici e organizzativi degli ispettori addetti alle revisioni, ma non contiene alcuna estensione dei termini di validità delle revisioni stesse (circolare MIT 37075/2024). Analogamente, un decreto MIT del 17 dicembre 2025, che tratta anche i veicoli con revisione scaduta reimmatricolati dall’estero, si concentra sulla validità delle revisioni estere e sulle modalità di riconoscimento, senza introdurre nuove proroghe Covid.
Come verificare la tua scadenza e usare i servizi ACI dopo il periodo Covid
Per verificare la scadenza attuale della revisione del proprio veicolo non bisogna più fare riferimento a tabelle di proroga Covid, ma ai canali ordinari: la carta di circolazione, i servizi online del MIT e i servizi ACI. Sul libretto è indicata la data dell’ultima revisione o la scadenza; da quella data si calcola la successiva revisione secondo la periodicità prevista per la categoria del veicolo. In caso di dubbi, è possibile utilizzare strumenti di calcolo e schemi dedicati alle diverse tipologie di veicoli, come auto usate, taxi, NCC e veicoli speciali, che aiutano a non confondere le regole generali con quelle particolari.
Un esempio pratico: se un’auto ha effettuato la revisione sfruttando la proroga Covid e l’ultima revisione risulta registrata in una data del 2021, la scadenza successiva si calcola a partire da quella data effettiva, non dalla scadenza originaria del 2020. Se oggi, controllando il libretto o i servizi online, risulta che la revisione è scaduta, allora il veicolo non può circolare, a prescindere dal fatto che in passato abbia beneficiato di una proroga. In questo scenario, la scelta corretta è prenotare subito la revisione presso un centro autorizzato o una struttura convenzionata, senza confidare in margini di tolleranza inesistenti.
Le FAQ generali dell’ACI sui servizi automobilistici non riportano più indicazioni operative su proroghe Covid per la revisione, segno che per gli utenti ACI oggi valgono esclusivamente le scadenze ordinarie previste dall’articolo 80 del Codice della Strada (FAQ ACI sui servizi automobilistici). Per pianificare correttamente i controlli, può essere utile approfondire come si calcola la scadenza della revisione per auto usate, taxi, NCC e veicoli speciali, così da evitare errori di interpretazione delle date riportate sui documenti: una panoramica dettagliata è disponibile nella pagina dedicata al calcolo della scadenza della revisione per le diverse categorie di veicoli.