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Le truffe non sono quantificabili? L’Isvap dovrebbe tirare le orecchie alle Assicurazioni…

diEzio Notte

Dice l’Isvap: “L’Autorità, sulla base dei dati trasmessi dalle Imprese, fornisce con cadenza annuale una statistica sull’incidenza dei fenomeni fraudolenti nel comparto assicurativo della Rc auto. Tale incidenza si riferisce ai sinistri ‘collegati ad ipotesi di reato’, siano essi denunciati all’Autorità giudiziaria – e dunque accertati – ovvero non denunciati per mancanza di prove sufficienti. Il dato, quindi, per le suesposte ragioni è frutto di una stima verosimilmente al ribasso e sulla cui esattezza incide indubbiamente la difficoltà di focalizzare con precisione le diverse possibili manifestazioni del fenomeno fraudolento”.

Tutto vero. C’è un problema. Sono le Assicurazioni che non indagano. Perché indagare costa. Se indagassero, le truffe verrebbero a galla. Basterebbe non pagare se si sente odore di truffa. Andare fino in fondo, insistere. Invece, ogni anno, puntualmente, le truffe diventano un bell’alibi per alzare le Rca.

Quindi, se le truffe non vengono a galla, l’Isvap dovrebbe tirare le orecchie alle Assicurazioni. C’è davvero bisogno di uno squadrone di 007 per scovare i ladri?

foto flickr.com/photos/dmclear