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L’immunità parlamentare dei ciclisti

diEzio Notte

Ormai sono i re delle strade, ma soprattutto dei marciapiede: i ciclisti. A loro tutto è permesso: guidare la bici e tenere un cellulare in mano, andare controsenso, investire i pedoni sul marciapiede. Una volta, si sono azzardati a togliere punti-patente dal ciclista che passava col rosso e aveva la licenza per le auto: apriti cielo, subito dietrofront, per timore di perdere i voti di chi va in bici e se ne frega delle regole. La più recente buffonata riguarda il gilet catarifrangente, che i ciclisti devono indossare di notte. L’obbligo c’è dal 12 ottobre. Noi in queste ore abbiamo incontrato ciclisti senza gilet.

Direte: la norma è fresca. Sarà. Ma la regola che impone di non parlare al cellulare c’è da una vita. Eppure…

La verità è che il ciclista gode di immunità parlamentare. È libero di fare quel che vuole, in quanto utente debole della strada.

È vero, ci sono i pirati schifosi che in macchina uccidono i ciclisti: andrebbero messi in gattabuia per sempre. Ma esistono anche ciclisti cui non si dovrebbe far guidare neppure un triciclo in cortile.

foto flickr.com/photos/bike