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Moto Guzzi rivoluziona l’ingresso: arriva il twin 457 pensato per A2

Nuovo bicilindrico Moto Guzzi 457: caratteristiche tecniche e obiettivi

Dettaglio di componenti di motocicli, inclusi parte del motore e ingranaggi, su una superficie neutra.

Motore nuovo, partita nuova per Moto Guzzi. Il bicilindrico parallelo da 457 cc del gruppo Piaggio, già realtà sulle Aprilia d’accesso, viene ora ufficializzato come base tecnica per una futura gamma firmata Mandello, con debutto annunciato in forma di prototipo alle Giornate Mondiali 2026. La mossa sposta verso il basso la soglia d’ingresso al marchio, finora ancorata ai V2 di cilindrata medio-alta.

L’arrivo del 457 si incastra con l’apertura del nuovo stabilimento Moto Guzzi a Mandello del Lario e con le GMG 2026 dal 3 al 6 settembre, che vedranno il motore esposto come pre-serie. Di serie non c’è ancora nulla, ma il quadro è definito: un twin pensato per la patente A2, destinato a modelli più leggeri e accessibili, orientati ai mercati emergenti e a chi entra nel mondo Guzzi partendo da sotto.

Nuovo bicilindrico Moto Guzzi 457: caratteristiche e obiettivi

Il cuore del progetto è un bicilindrico parallelo di 457 centimetri cubi, distribuzione bialbero (DOHC) a 8 valvole e raffreddamento a liquido, direttamente imparentato con la piattaforma 457 Piaggio-Aprilia. Sulla sportiva Aprilia di riferimento eroga circa 47,6 cavalli a 9.400 giri al minuto e 43,5 newtonmetro a 6.700 giri, valori che centrano il limite di 35 kilowatt fissato per la categoria A2 e rappresentano la base tecnica attesa anche per i modelli Moto Guzzi.

L’obiettivo industriale è chiaro: usare il 457 come piattaforma “globale” per moto di fascia media, con pesi nell’ordine di 175–180 chilogrammi e un rapporto potenza/peso compatibile con la Direttiva 2006/126/CE sulle patenti A2. In questo modo il costruttore può proporsi in mercati dove le cilindrate oltre i 650 centimetri cubi sono di nicchia, puntando su ciclistiche più semplici e prezzi di listino stimati nell’area medio-bassa rispetto all’attuale gamma Mandello.

Dal punto di vista normativo, la soglia dei 35 kilowatt e del rapporto potenza/peso massimo di 0,2 kilowatt per chilogrammo, stabiliti dalla Direttiva 2006/126/CE e dal Regolamento (UE) n. 168/2013, condizionano direttamente la taratura del nuovo twin. Il 457 nasce infatti per essere omologabile senza strozzature posteriori, riducendo costi e complicazioni omologative rispetto ai V2 di grossa cilindrata, pensati per la patente A piena e per mercati meno vincolati dai limiti di accesso.

Modelli possibili, stabilimento nuovo e GMG 2026

Ad oggi il motore 457 Moto Guzzi risulta in fase di prototipo o pre-serie, con debutto previsto entro il 2027 come entry-level globale; una delle candidate è la futura The Trip 500, destinata al segmento delle medie versatili. Le indiscrezioni parlano di potenze attorno ai 47 cavalli e coppie nell’ordine dei 43 newtonmetro, in linea con la “sorella” Aprilia, a conferma di una scelta progettuale centrata sulla guidabilità più che sui numeri da catalogo.

Il collegamento con il nuovo stabilimento di Mandello del Lario non è casuale. La produzione della Stelvio 2026 è già indicata come “realizzata nel nuovo impianto”, segnale che la fabbrica è operativa e pronta a gestire volumi diversificati. In questo contesto il 457 diventa il tassello per ampliare la base clienti, affiancando alle grandi tourer e alle classiche V7 una gamma di medie compatte, in sintonia con formule di accesso flessibili come le offerte promozionali Moto Guzzi e Aprilia già sperimentate sul mercato italiano.

Le GMG Moto Guzzi 2026 a Mandello, annunciate dal 3 al 6 settembre come edizione più grande di sempre, faranno da vetrina al nuovo impianto e al twin 457 in veste non definitiva. I visitatori registrati avranno accesso gratuito a stabilimento e museo, con la possibilità di vedere da vicino il futuro cuore dei modelli d’ingresso del marchio, in parallelo alle attuali proposte di cilindrata maggiore già sul mercato.

Cosa cambia per chi guarda a una Guzzi d’accesso

Per chi punta a una Moto Guzzi più accessibile, oggi l’ingresso resta affidato alle classiche V7 e ai modelli equipaggiati con i V2 trasversali di media cilindrata, con costi e pesi che non tutti considerano ideali come prime moto. Il 457 si inserisce in questo spazio offrendo una combinazione di potenza al limite A2, peso più contenuto e architettura compatta, con una posizione di guida presumibilmente meno impegnativa rispetto alle tourer di alta gamma.

In prospettiva, il twin parallelo permette al marchio di competere con costruttori che presidiano già il segmento delle medie A2, dai giapponesi alle realtà emergenti come i costruttori cinesi e gruppi come CFMOTO, di cui sono già ben documentate storia e gamma 2026. Il risultato atteso è un listino più ampio, con moto Guzzi che non chiedono per forza cilindrate importanti né budget da appassionato evoluto, ma restano agganciate all’identità del marchio.

La combinazione fra nuovo stabilimento, World Days 2026 e piattaforma 457 indica una strategia industriale che punta a far crescere i volumi senza rinunciare al posizionamento storico. Il vero discriminante sarà come Moto Guzzi declinerà telaio, ergonomia ed elettronica attorno al twin medio, sfruttando dotazioni come acceleratore elettronico, mappe motore e controllo di trazione già viste sulle “cugine” Aprilia, per costruire moto d’accesso che restino percepite come Guzzi a tutti gli effetti.