Motoscafo affonda a Grado: due turisti illesi, cosa è successo
Motoscafo affonda nel porto di Grado: cosa è successo nella notte
Motoscafo semiaffondato in porto, vigili del fuoco al lavoro per riportarlo in galleggiamento e mettere in sicurezza l’area. Nella notte a Grado, in riva San Vito, una piccola imbarcazione da diporto è stata trovata inclinata e piena d’acqua ormeggiata in banchina, con l’allarme partito da chi ha notato la scena. La conseguenza immediata è stata l’intervento dei soccorsi tecnici per evitare inquinamento e danni ad altre barche vicine.
L’episodio si inserisce in una serie di casi recenti tra golfo di Trieste e Alto Adriatico, con yacht che imbarcano acqua, si incagliano o finiscono in fiamme durante vacanze di mare. In questo contesto i due turisti austriaci proprietari del motoscafo risultano illesi, mentre restano da completare le operazioni di recupero dell’unità. Il tema, per chi si muove tra porti turistici e spostamenti estivi, è la sicurezza in banchina e la gestione corretta dei soccorsi in acqua.
Motoscafo affonda nel porto di Grado: cosa è successo
L’episodio di Grado è avvenuto nella zona del Mandracchio, dove il motoscafo è stato segnalato semiaffondato nella notte, ormeggiato lungo riva San Vito. I vigili del fuoco hanno raggiunto l’ormeggio, verificato che a bordo non ci fossero persone e che i due turisti austriaci proprietari fossero già al sicuro a terra. Un controllo iniziale ha riguardato la stabilità dell’unità e la tenuta degli ormeggi, per evitare ulteriori movimenti incontrollati nello specchio acqueo del porto.
Accertata l’assenza di feriti e di persone in acqua, il problema si è spostato sulla barca che imbarcava acqua. La sala operativa ha quindi disposto l’intervento di una squadra di sommozzatori e di un’autogru per preparare il recupero del motoscafo, soluzione già vista in altri casi recenti di barche affondate all’ormeggio. Nelle stesse ore, nel golfo di Trieste, uno yacht di nome Diwa II era stato invece soccorso in mare aperto con dieci turisti a bordo recuperati dalle motovedette.
Come sono stati salvati i turisti e gestito il recupero
Nel quadro ricostruito finora, i due turisti austriaci risultano essere stati messi in salvo prima dell’arrivo delle squadre tecniche, quindi non si è reso necessario un recupero in acqua come nel caso dello yacht affondato nel golfo di Trieste. In quella circostanza i passeggeri erano stati trasbordati su unità della Guardia costiera e portati alla sede della Capitaneria per ricevere assistenza dal servizio sanitario, con un dispositivo analogo a quello usato quando uno yacht affonda vicino ai porti turistici.
A Grado, messa in sicurezza la parte umana, l’attenzione è passata al mezzo. Per riportare in galleggiamento un motoscafo semiaffondato in porto, i sommozzatori agganciano scafi e punti strutturali a bracci o cinghie collegati a una gru, controllando che non si verifichino rovesciamenti improvvisi. La procedura ricorda quanto visto in altri interventi di soccorso tecnico, come lo yacht incagliato alla Dragunara poi riportato a galla grazie al supporto di una ditta specializzata, o i casi in cui un motoryacht va in fiamme e va gestito il gasolio a bordo.
Cosa succede a un motoscafo semiaffondato in porto
Quando un motoscafo affonda o si inclina in porto, il rischio non è solo per i proprietari ma anche per le altre imbarcazioni e per l’ambiente. Un’unità semiaffondata può spostarsi, urtare gli scafi vicini o perdere carburante in banchina, come già documentato in altri casi di yacht in difficoltà nell’Adriatico. Per questo le autorità di porto attivano piani di recupero coordinati, spesso con l’ausilio di ditte specializzate in salvataggio nautico e contenimento degli inquinanti.
In genere, dopo il raddrizzamento e il pompaggio dell’acqua di sentina, la barca viene rimorchiata in un punto sicuro per le verifiche tecniche, la ricerca di eventuali falle e la bonifica dei serbatoi. Se un caso simile coinvolge un’auto che finisce in mare da una banchina, la gestione dell’emergenza segue logiche analoghe di controllo delle persone e del mezzo, come mostrano gli scenari in cui un veicolo cade in acqua e scattano procedure su come salvarsi dall’auto in acqua e quali responsabilità ricadono sui soggetti coinvolti. In porto, la chiusura del cerchio arriva quando il motoscafo viene riportato integro a terra o in cantiere, e l’area è dichiarata di nuovo sicura per la navigazione locale.