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Multe 2026 città per città: dove sono aumentate di più e cosa significa per chi guida?

Analisi degli incassi da multe nelle principali città italiane e del loro legame con controlli, sicurezza stradale e politiche locali nel 2026

Multe stradali 2026: le città e le regioni dove paghi di più e perché
diRedazione

Molti automobilisti scoprono l’aumento delle multe solo quando arriva l’avviso di pagamento, senza rendersi conto che la “mappa” delle sanzioni cambia molto da città a città. Capire dove gli incassi da verbali stanno crescendo di più, quali strumenti usano i comuni e come questo si intreccia con sicurezza stradale e bilanci locali aiuta a evitare l’errore di guidare allo stesso modo ovunque, sottovalutando i rischi economici e i controlli più intensi.

I dati più recenti su incassi da multe tra regioni e grandi città italiane

Quando si parla di “multe 2026 città per città” il primo equivoco è pensare solo a un aumento generalizzato delle tariffe. In realtà, il quadro è fatto soprattutto di diversi livelli di incasso tra regioni e grandi comuni, legati al numero di controlli, alla presenza di autovelox e ZTL, ma anche ai flussi di traffico. I dati su incidenti e violazioni mostrano che la pressione sanzionatoria non è uniforme: alcune aree urbane concentrano una quota molto elevata di verbali rispetto alla popolazione residente, perché intercettano anche pendolari e turisti.

Secondo le elaborazioni ufficiali sugli incidenti stradali 2024, in Italia si contano 173.364 incidenti con lesioni a persone, con un aumento del 4,1% rispetto al 2023, e un tasso di mortalità pari a 51,4 morti per milione di abitanti, numeri che aiutano a capire perché molte amministrazioni abbiano intensificato controlli e sanzioni secondo il comunicato ISTAT dedicato al tema. In parallelo, le statistiche ACI‑ISTAT indicano 3.030 morti e 233.853 feriti, con la guida troppo veloce che rappresenta il 34% delle violazioni del Codice della strada rilevate, subito dopo la sosta vietata come riportato dal rapporto congiunto ACI‑ISTAT. Questo legame tra incidenti, velocità e controlli è la chiave per leggere gli incassi da multe nelle diverse città.

Un altro elemento da considerare è la distribuzione territoriale degli incidenti: il dettaglio provinciale per il 2024 mostra che in alcune province, come Napoli, Cremona e Udine, l’incremento delle vittime è stato più marcato, mentre in grandi città come Milano, Venezia, Bologna e Roma si registra una diminuzione del numero di morti secondo il comunicato ACI‑ISTAT sulle 107 province. Questo suggerisce che, dove le politiche di controllo e moderazione del traffico sono più strutturate, l’aumento degli incassi da multe può andare di pari passo con una riduzione della mortalità, pur a fronte di più incidenti e più feriti.

Perché alcuni comuni vedono esplodere le sanzioni mentre altri calano

La domanda centrale per chi guida è perché in alcune città le multe sembrano “esplodere”, mentre in altre l’andamento è più stabile o in calo. Una prima risposta sta nel ritorno della mobilità ai livelli pre‑pandemia: più traffico significa più occasioni di infrazione e più incidenti, come evidenziato dalle analisi che collegano l’aumento del 4,1% di incidenti e feriti nel 2024 a una circolazione tornata intensa secondo il canale motori di ANSA. In questo contesto, i comuni che hanno investito in controlli elettronici e pattuglie vedono crescere il numero di verbali, mentre altri, con meno risorse o strategie diverse, registrano numeri più contenuti.

Un secondo fattore è la diversa politica locale su ZTL, corsie preferenziali e sosta. Città con centri storici delicati o forte pressione turistica tendono a usare di più questi strumenti, che generano molte sanzioni soprattutto per accessi non autorizzati e parcheggi irregolari. Al contrario, comuni più periferici o con urbanistica diffusa possono puntare maggiormente su controlli di velocità e alcoltest. Se, ad esempio, un’amministrazione decide di attivare nuovi varchi elettronici o di estendere gli orari di una ZTL, è realistico aspettarsi un picco di multe nei primi mesi, finché residenti e visitatori non si adeguano alle nuove regole.

Va poi considerato il ruolo dei bilanci locali: i proventi delle sanzioni stradali, per legge, devono essere in parte reinvestiti in sicurezza e manutenzione, ma restano comunque una voce rilevante per molti comuni. Questo può spingere alcune amministrazioni a programmare controlli più capillari, soprattutto nei punti dove le infrazioni sono statisticamente più frequenti. Per chi guida, il rischio è interpretare questi incrementi solo come “caccia alla multa”, sottovalutando invece il legame con l’obiettivo di ridurre incidenti e comportamenti pericolosi.

Autovelox, ZTL e sosta: quali strumenti pesano di più sui bilanci locali

Per capire dove le multe aumentano di più nel 2026 è utile distinguere tra i principali strumenti di controllo: autovelox, ZTL e sosta regolamentata. Gli autovelox, fissi o mobili, sono strettamente legati al tema della velocità, che rappresenta una quota rilevante delle violazioni del Codice della strada. Le ZTL e i varchi elettronici colpiscono soprattutto chi entra in aree vietate o non autorizzate, spesso per distrazione o scarsa conoscenza del territorio. La sosta, infine, genera un flusso costante di verbali nelle zone centrali e vicino ai poli di attrazione (ospedali, stazioni, uffici pubblici).

Le statistiche ufficiali mostrano che la velocità eccessiva è tra i comportamenti più sanzionati e più pericolosi: nel 2024, la guida troppo veloce rappresenta il 34% delle violazioni del Codice della strada rilevate, subito dopo la sosta vietata come emerge anche dall’aggiornamento ISTAT sui dati provinciali. Questo spiega perché molti comuni abbiano intensificato l’uso di autovelox, soprattutto su assi di scorrimento dove gli incidenti sono frequenti. Parallelamente, nelle aree urbane dense, ZTL e sosta regolamentata diventano strumenti centrali per gestire flussi e ridurre la congestione, con un impatto diretto sugli incassi da multe.

Un caso emblematico è quello dei capoluoghi che concentrano gran parte dei proventi regionali da sanzioni. In Sardegna, ad esempio, un’analisi su dati SIOPE riportata da ANSA indica che Cagliari, nel 2024, ha incassato quasi 4,2 milioni di euro da multe e sanzioni per violazioni del Codice della strada, su oltre 7,3 milioni complessivi per tutti i capoluoghi dell’isola secondo il servizio ANSA dedicato. Questo tipo di concentrazione è tipico delle città che combinano intenso traffico urbano, presenza di ZTL e forte afflusso di non residenti, e offre un’anticipazione di come potrebbero evolvere gli incassi nel 2026 in contesti simili.

Cosa cambia per chi guida tra Milano, Roma, Napoli e le altre città chiave

Per un automobilista che si sposta tra grandi città come Milano, Roma, Napoli o Bologna, il rischio di multa nel 2026 non dipende solo dal Codice della strada, che è nazionale, ma soprattutto da come ogni città organizza controlli e infrastrutture. Nelle metropoli del Nord, spesso si trovano reti estese di ZTL, corsie preferenziali e autovelox urbani, con una forte attenzione alla moderazione della velocità e alla tutela degli utenti vulnerabili. In molte di queste realtà, i dati mostrano una diminuzione delle vittime pur a fronte di un aumento di incidenti e feriti, segno che la severità dei controlli può contribuire a ridurre la gravità dei sinistri.

Nelle grandi città del Centro‑Sud, come Roma e Napoli, il quadro è più eterogeneo: traffico caotico, infrastrutture non sempre omogenee e una maggiore presenza di veicoli a due ruote rendono più complessa la gestione della sicurezza. Le statistiche provinciali indicano, ad esempio, che in alcune province del Mezzogiorno l’incremento delle vittime nel 2024 è stato particolarmente marcato rispetto al 2023, mentre in altre grandi città si registra un calo secondo le stime preliminari ISTAT per il 2025. Per chi guida, questo si traduce in scenari molto diversi: a Milano o Bologna può essere più facile incorrere in multe per accessi non autorizzati o corsie preferenziali, mentre a Napoli o in altre realtà del Sud il rischio maggiore può essere legato a velocità, precedenze e comportamenti scorretti in contesti di traffico intenso.

Un ulteriore elemento di differenziazione riguarda le autostrade e le tangenziali che servono le grandi città. I dati 2024 mostrano un aumento di circa il 7% di incidenti e morti in autostrada rispetto al 2023, a fronte di un incremento complessivo del 4,1% di incidenti e feriti come riportato dalla sezione motori di ANSA. Questo ha portato a un rafforzamento dei controlli su velocità, uso del casco e guida sotto l’effetto di droghe, con un probabile aumento delle sanzioni lungo i principali corridoi autostradali che collegano le aree metropolitane. Chi entra e esce spesso dalle città su queste direttrici deve quindi aspettarsi una combinazione di controlli urbani e autostradali più serrati.

Come adattare stile di guida e percorsi per ridurre il rischio di multe in viaggio

Per ridurre il rischio di multe nel 2026, soprattutto viaggiando tra città con politiche molto diverse, non basta rispettare genericamente il Codice della strada: serve un adattamento consapevole dello stile di guida e dei percorsi. Un primo passo concreto è verificare, prima di entrare in un nuovo centro urbano, la presenza di ZTL, corsie preferenziali e limiti di velocità particolari, usando mappe aggiornate e la segnaletica sul posto. Se, ad esempio, si arriva a Milano per lavoro e si è abituati a guidare in un comune senza ZTL, è facile sottovalutare i varchi elettronici e ritrovarsi con più verbali per accessi ripetuti nella stessa giornata.

Un secondo accorgimento riguarda la gestione della velocità: i dati mostrano che la guida troppo veloce è una delle violazioni più frequenti e più sanzionate, oltre a essere strettamente collegata alla gravità degli incidenti. Adottare uno stile di guida difensivo, con margini di sicurezza rispetto ai limiti, riduce non solo il rischio di multa ma anche quello di coinvolgimento in un sinistro. Se si percorre spesso un tratto autostradale dove si sa che gli incidenti sono aumentati e i controlli sono stati intensificati, mantenere una velocità stabile e rispettosa dei limiti diventa una scelta razionale anche dal punto di vista economico.

Infine, è utile pianificare i percorsi tenendo conto non solo dei tempi di viaggio ma anche delle aree a maggiore densità di controlli e sanzioni. In alcuni casi, scegliere un parcheggio di interscambio fuori dal centro e proseguire con i mezzi pubblici può risultare più conveniente che rischiare multe per sosta irregolare o accesso in ZTL. Se si viaggia spesso per lavoro tra città diverse, conviene creare una sorta di “checklist personale”: verificare ZTL e orari, controllare dove sono i principali autovelox, informarsi sulle regole locali per sosta e corsie preferenziali. Questo approccio, unito a un’attenzione costante alla segnaletica, permette di muoversi in un contesto di controlli crescenti limitando al minimo l’esposizione a sanzioni e, soprattutto, contribuendo a una maggiore sicurezza per tutti gli utenti della strada.