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Pedaggi senza casello: rischi multa e -2 punti nel 2026

Multe auto e nuovo Codice della strada: cosa è già in vigore e cosa sta cambiando

Documenti legati alla regolamentazione del traffico su una scrivania neutra.

Multe più salate, controlli mirati, Codice della strada in revisione e sistema di pedaggio senza barriere che trasforma un “poi pago” in una vera sanzione. Nel 2026 il Nuovo Codice della strada, approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, resta la base di tutto, ma intorno si muovono bozze di riforma, nuove campagne su targhe estere e pedaggi free flow, oltre a ipotesi di multe digitali e Pec obbligatoria.

La differenza concreta è semplice: alcune regole sono già pienamente in vigore e producono oggi verbali, decurtazioni punti e fermi, altre sono solo linee guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in consultazione. Occhio. Confondere i due piani significa pensare che “tanto non passa”, oppure al contrario temere sanzioni che ancora non esistono. Vale per il pedaggio non pagato, per il parabrezza danneggiato e per l’uso di veicoli con targa estera.

Multe auto 2026: regole in vigore e bozze

Il quadro attuale sulle multe auto 2026 è ancora governato dal decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, più volte modificato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che disciplina pagamenti, notifiche e importi delle sanzioni. La Serie Generale n. 199 del 28 agosto 2026 raccoglie atti normativi che incidono anche su procedimenti e termini collegati, ma il fronte più rumoroso resta la proposta di revisione del Codice predisposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ora in consultazione pubblica.

Questa proposta introduce concetti come multe digitali e obbligo di un recapito digitale, ad esempio una posta elettronica certificata, per le notifiche, oltre a una stretta sulle distrazioni alla guida e sui dispositivi usati a bordo. Campa cavallo. Finché il testo resta una bozza tecnica, non ha efficacia immediata: per diventare vincolante dovrà seguire l’intero iter parlamentare, con eventuali modifiche rispetto alle slide circolate a fine luglio 2026.

Già oggi, però, alcune aree sono presidiate con maggiore attenzione rispetto al passato, a partire dall’uso irregolare dei veicoli, che comprende auto in prestito, vetture con modifiche non annotate e mancati adempimenti come la circolazione con auto in prestito fuori dalle regole del Codice della strada. Le altre zone calde riguardano pedaggi non pagati, revisione periodica dei veicoli e rispetto delle nuove normative su emissioni e sistemi di assistenza alla guida già applicabili ai modelli recenti.

Pedaggi free flow: quando si trasforma in multa

Per i pedaggi autostradali con sistema free flow, senza caselli fisici, lo schema operativo nel 2026 è definito: chi non usa il telepedaggio dispone di 15 giorni dal transito per pagare il pedaggio tramite portale online, applicazione o punti autorizzati. Trascorso questo termine, il gestore invia un sollecito, con costi aggiuntivi, e se la posizione resta irregolare la pratica passa alla Polizia Stradale per la contestazione ai sensi dell’articolo 176 del Codice della strada.

Quando scatta la vera e propria sanzione amministrativa per mancato pagamento, l’importo previsto dall’articolo 176 varia da 87 a 344 euro, a cui si somma il pedaggio dovuto e le spese, più la decurtazione di 2 punti patente a carico del conducente individuato. Non solo. Il mancato pagamento sistematico può incidere anche sulle verifiche successive in fase di revisione periodica del veicolo, che nel 2026 segue regole aggiornate per controlli strumentali più severi rispetto al passato.

Le nuove campagne di controllo annunciate si concentrano sui transiti non regolarizzati entro i termini, con lettura automatica delle targhe e incrocio dei dati. Per chi utilizza veicoli datati o modificati, la combinazione tra mancato pedaggio e irregolarità tecniche può portare a ulteriori contestazioni, soprattutto in presenza di esiti sospesi o negativi alle verifiche previste dal regolamento sulla revisione auto in vigore nel 2026, che dettaglia frequenza dei controlli, prove sui gas di scarico e requisiti minimi di sicurezza ancora più stringenti.

Distrazioni, smartphone, vetri: cosa vale oggi

Sulle distrazioni alla guida, il Codice della strada vigente già sanziona l’uso improprio di smartphone e dispositivi analoghi quando il veicolo è in marcia, con multe e decurtazione punti definite dalle norme in vigore, mentre la bozza di riforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ipotizza ulteriori irrigidimenti. Le slide in consultazione parlano di un ampliamento dei casi di sanzionabilità, includendo supporti mal posizionati, video riprodotti durante la guida e altre fonti di distrazione visiva.

Il parabrezza scheggiato o lesionato rientra già nella categoria delle inefficienze che possono compromettere la sicurezza e la visibilità, valutate in sede di revisione auto e in controlli su strada. Un danno che limita il campo visivo, soprattutto nella zona spazzata dal tergicristallo lato conducente, può determinare verbale specifico e annotazioni che pesano sulla regolarità del veicolo. Gli aggiornamenti normativi sulle modalità della revisione nel 2026 danno ancora più spazio alla verifica di dispositivi di visibilità e trasparenza dei cristalli.

La proposta di nuovo Codice si intreccia anche con il tema del motore acceso in sosta, oggi regolato dall’articolo 157, che limita l’uso del climatizzatore a veicolo fermo. Una nota recente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prevede in bozza una deroga per la tutela di bambini, donne in gravidanza, anziani e altri soggetti fragili, come riportato su una nota sulle deroghe al divieto di motore acceso in sosta, ma anche in questo caso la deroga è solo annunciata e non ancora operativa.

Auto con targa estera: stretta sui controlli

Per i veicoli con targa estera la cornice giuridica resta quella del Codice della strada, ma il 2026 vede campagne mirate di Polizia e Guardia di Finanza per intercettare chi utilizza vetture immatricolate all’estero in modo elusivo. Nel mirino ci sono soprattutto i casi di residenza fittizia oltreconfine, uso prolungato di auto straniere da parte di residenti in Italia e mancato rispetto degli obblighi fiscali collegati, spesso abbinati a infrazioni pregresse non pagate nel nostro Paese.

In caso di contestazioni, le misure applicabili vanno da sanzioni amministrative specifiche fino al fermo o sequestro del veicolo, secondo le condizioni previste dal Codice e dalle norme di attuazione su circolazione e immatricolazione. Le campagne 2026 si inseriscono in un quadro più ampio di controlli sui veicoli circolanti, che comprende anche il rispetto degli obblighi di revisione nei tempi e con modalità ribadite dal nuovo quadro normativo sulla revisione nel 2026, dove la mancata revisione può aggravare il profilo sanzionatorio.

Le linee guida in discussione per il nuovo Codice tendono a chiudere definitivamente le scappatoie sulle targhe straniere usate per evitare multe e tasse, armonizzando i controlli con gli standard europei e potenziando gli scambi informativi tra amministrazioni. Questo si somma alle altre novità tecniche già operative sui veicoli recenti, tra cui i sistemi di assistenza avanzata alla guida previsti dalle normative 2020 su emissioni e ADAS per le auto nuove, che rendono sempre più tracciabile il comportamento del veicolo anche ai fini delle contestazioni.