Multe moto e nuovo Codice della strada 2026: cosa rischi davvero oggi?
Regole, sanzioni e controlli per chi guida una moto con il nuovo Codice della strada e come cambiano rischi, punti patente e multe
Molti motociclisti pensano che le novità del “nuovo Codice della strada 2026” riguardino solo l’auto, salvo poi ritrovarsi con patente sospesa o multe pesanti per comportamenti sottovalutati, come il cellulare al semaforo o un sorpasso azzardato. Capire quali infrazioni colpiscono davvero chi guida una moto oggi permette di evitare errori costosi, soprattutto con controlli elettronici sempre più diffusi e una stretta mirata su velocità, distrazione e abbandono di rifiuti.
Le infrazioni più frequenti in moto con il nuovo Codice della strada
Le infrazioni più frequenti in moto oggi ruotano attorno a tre aree: velocità, distrazione e mancato rispetto delle regole di sicurezza. La stretta normativa entrata in vigore a fine 2024 ha reso più severi i controlli su tutti i conducenti, motociclisti compresi, con particolare attenzione all’uso del cellulare alla guida, alla guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze e ai comportamenti pericolosi in città, come zigzagare tra le auto o occupare corsie riservate. Per chi usa la moto ogni giorno, anche piccole abitudini sbagliate possono trasformarsi in sanzioni pesanti.
Un dato significativo riguarda proprio il cellulare: secondo quanto riportato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nei primi mesi di applicazione delle nuove regole sono state ritirate migliaia di patenti, con una quota rilevante legata all’uso del telefono alla guida. In particolare, le fonti ufficiali indicano che 17.607 patenti sono state ritirate nei primi tre mesi del nuovo impianto normativo, di cui 8.912 proprio per l’uso del cellulare, segno che la tolleranza su questo comportamento è ormai minima.I dati del MIT sulla sicurezza stradale mostrano anche un aumento dei controlli su alcol e droghe, con percentuali non trascurabili di ritiri patente.
Per chi guida una moto, rientrano tra le infrazioni più comuni anche il mancato uso corretto del casco (ad esempio non allacciato), il trasporto irregolare di passeggeri, il superamento dei limiti di velocità soprattutto su extraurbane e tangenziali e il sorpasso in prossimità di incroci o attraversamenti pedonali. Un altro fronte in crescita è quello dell’abbandono di rifiuti dal veicolo: il lancio di mozziconi o piccoli oggetti dall’auto o dalla moto è oggi sanzionato in modo molto più severo, con importi che possono arrivare fino a 1.188 euro per i rifiuti di piccole dimensioni e fino a 18.000 euro per rifiuti voluminosi come bottiglie o sacchetti, secondo quanto indicato dal Comune di Erice.Le informazioni del Comune di Erice sul DL 116/2025 ricordano che queste sanzioni si applicano anche ai veicoli a due ruote.
Un errore tipico del motociclista urbano è pensare che “tanto sono in moto, non mi vedono o non mi fermano”: passare tra le file oltre la linea di arresto, usare la corsia degli autobus per saltare la coda o fermarsi sulle strisce pedonali sono comportamenti che possono essere rilevati sia dagli agenti sia da telecamere di controllo. Se ti capita spesso di usare la moto nel traffico intenso, una verifica concreta consiste nel chiederti, a ogni semaforo, se la tua posizione sarebbe considerata regolare anche se fossi in auto: se la risposta è no, è probabile che tu stia violando una norma.
Quando scattano sospensione e ritiro patente per chi guida una moto
La sospensione o il ritiro della patente per chi guida una moto scattano oggi soprattutto in presenza di comportamenti considerati ad alto rischio: uso del cellulare alla guida, guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, eccessi di velocità rilevanti, mancato rispetto dell’alt delle forze dell’ordine o fuga dopo un incidente. Il nuovo quadro normativo ha rafforzato le conseguenze di queste condotte, con l’obiettivo dichiarato di ridurre incidenti gravi e mortali, in particolare per gli utenti vulnerabili come i motociclisti.
Le statistiche ufficiali mostrano che la stretta non è solo teorica: nei primi tre mesi di applicazione delle nuove regole, la percentuale di controlli che ha portato al ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza è stata pari all’1,7%, mentre per guida sotto effetto di stupefacenti si è attestata intorno allo 0,2%, sempre secondo i dati del MIT.Il decreto con le modifiche al Codice della strada ha inasprito le misure proprio su questi fronti, prevedendo sanzioni più dure e controlli più capillari, che coinvolgono anche chi circola su due ruote.
Un aspetto spesso sottovalutato dai motociclisti riguarda il legame tra infrazioni ripetute e sospensione della patente: anche se una singola multa può sembrare “gestibile”, l’accumulo di violazioni con perdita di punti può portare rapidamente a provvedimenti più gravi. Se, ad esempio, un conducente viene sanzionato più volte per uso del cellulare, superamento dei limiti e mancato rispetto della segnaletica, il rischio concreto è di arrivare alla revisione o alla sospensione del titolo di guida, con conseguenze pesanti per chi usa la moto per lavoro.
Gli errori più comuni che portano alla sospensione per chi guida una moto sono spesso legati a sottovalutazione del rischio: pensare che “un drink non faccia differenza”, usare il telefono per controllare il navigatore in movimento, o accelerare forte in uscita da una curva su strade extraurbane poco trafficate. Se ti riconosci in uno di questi comportamenti, il passo successivo dovrebbe essere quello di rivedere le tue abitudini prima che un controllo su strada o un incidente trasformino una leggerezza in un ritiro patente con impatto diretto sulla tua mobilità quotidiana.
Come funzionano oggi autovelox, Tutor e controlli elettronici per le moto
Autovelox, Tutor e altri controlli elettronici funzionano per le moto in modo sostanzialmente analogo alle auto, ma con alcune particolarità pratiche. I dispositivi di rilevazione della velocità misurano il superamento dei limiti indipendentemente dal tipo di veicolo, mentre la lettura della targa può essere più complessa per le due ruote, soprattutto se la targa è sporca, inclinata o parzialmente coperta da accessori. Proprio per questo, le norme prevedono sanzioni specifiche anche per chi altera o rende poco leggibile la targa della moto, comportamento che può aggravare la posizione del conducente.
Negli ultimi anni, il legislatore ha puntato molto sui controlli elettronici per ridurre velocità e incidenti, e il nuovo Codice della strada ha confermato questa direzione. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha istituito un Osservatorio nazionale sulle sanzioni incaricato di monitorare l’applicazione delle norme sulla velocità e l’uso dei dispositivi elettronici, con particolare riferimento agli articoli che regolano autovelox e gestione dei proventi delle multe.L’avvio dell’Osservatorio nazionale sulle sanzioni indica che l’attenzione istituzionale su questi strumenti è alta e destinata a crescere.
Per il motociclista, questo significa che contare su “zone franche” o su apparecchi non omologati è sempre meno realistico: i controlli vengono progressivamente uniformati, e gli enti locali sono chiamati a utilizzare gli autovelox in modo più trasparente ma anche più efficace. In pratica, se percorri spesso la stessa strada extraurbana o tangenziale, è probabile che i limiti di velocità siano monitorati con sistemi automatici, e che eventuali superamenti vengano registrati anche se non vedi pattuglie sul posto. Un controllo concreto che puoi fare è verificare la presenza di segnaletica di preavviso e di dispositivi fissi lungo i tuoi tragitti abituali, adeguando la velocità prima di arrivare in prossimità dei punti critici.
Un altro fronte di controllo elettronico che riguarda sempre più anche le moto è quello delle telecamere di accesso alle ZTL, delle corsie riservate e dei varchi urbani. Entrare in una zona a traffico limitato senza autorizzazione, utilizzare corsie bus o violare sensi unici monitorati da telecamere può comportare sanzioni automatiche, spesso multiple se la violazione si ripete. L’errore tipico è pensare che la moto “dia meno nell’occhio”: in realtà, i sistemi di lettura targa sono progettati per riconoscere anche le targhe delle due ruote, e l’accumulo di verbali può diventare molto oneroso nel giro di pochi mesi.
Cosa fare se ricevi una multa in moto tra sconto, ricorso e punti patente
Quando si riceve una multa in moto, la prima cosa da fare è leggere con attenzione il verbale per capire quale norma è stata violata, quanti punti patente sono stati decurtati e quali sono i termini per il pagamento o per un eventuale ricorso. Molti conducenti si concentrano solo sull’importo, trascurando l’impatto sui punti e sulle possibili conseguenze in caso di recidiva. Un controllo accurato dei dati (targa, luogo, ora, descrizione dell’infrazione) permette anche di individuare eventuali errori formali che, in alcuni casi, possono essere rilevanti ai fini di un’opposizione.
Le opzioni principali a disposizione del motociclista, una volta ricevuta la multa, possono essere riassunte così:
- pagare entro i termini previsti per beneficiare di eventuali riduzioni sull’importo;
- valutare un ricorso se si ritiene che la violazione non sia stata commessa o che vi siano vizi nel verbale;
- monitorare la situazione dei punti patente, soprattutto se si è già vicini a soglie critiche;
- in caso di importi elevati o sanzioni accessorie (come sospensione patente), valutare il supporto di un professionista;
- conservare copia di ricevute e comunicazioni per eventuali verifiche successive.
Un errore frequente è pagare subito per “togliersi il pensiero” senza considerare che la violazione comporta una decurtazione punti significativa, magari su una patente già “al limite”. In altri casi, si presenta ricorso senza basi solide, rischiando di aggravare costi e tempi. Se, ad esempio, ricevi una multa per eccesso di velocità rilevato da autovelox su un tratto che percorri spesso, può essere utile verificare la segnaletica, l’omologazione del dispositivo e la correttezza dei dati riportati, ma solo quando emergono elementi concreti ha senso valutare un’opposizione.
Per chi guida la moto ogni giorno, è fondamentale anche tenere sotto controllo la propria situazione punti nel tempo. Se ti accorgi di aver accumulato diverse sanzioni in pochi mesi, soprattutto per comportamenti ripetuti come l’uso del cellulare o piccoli eccessi di velocità, il passo successivo dovrebbe essere quello di modificare le abitudini di guida e, se necessario, informarsi su eventuali percorsi formativi che consentano di recuperare punti, evitando di arrivare a provvedimenti più gravi come la revisione o la sospensione della patente.
Perché le multe in moto sono aumentate e cosa significa per chi guida ogni giorno
L’aumento delle multe che colpiscono anche chi guida una moto è legato a un mix di fattori: inasprimento delle norme, maggiore uso di controlli elettronici, crescita dell’attenzione verso comportamenti pericolosi come l’uso del cellulare e la guida in stato di alterazione, ma anche incremento della consapevolezza dei rischi. Secondo i dati diffusi dal MIT, nei primi mesi di applicazione del nuovo Codice della strada si è registrata una riduzione degli incidenti, dei feriti e delle vittime, con un calo degli incidenti complessivi di circa il 5,5%, dei feriti dell’8,8% e delle vittime del 20,4% rispetto all’anno precedente.I dati MIT su incidenti e feriti dopo il nuovo Codice indicano che la stretta sanzionatoria ha contribuito a migliorare la sicurezza complessiva.
Allo stesso tempo, le entrate da sanzioni per violazioni del Codice della strada restano molto elevate. Un’analisi citata da ANSA segnala che, nei primi nove mesi del 2025, gli enti locali hanno incassato circa 1,253 miliardi di euro da multe, con un leggero calo rispetto all’anno precedente ma con volumi ancora significativi.L’analisi ANSA sulle entrate da multe stradali mostra che l’inasprimento delle regole e la diffusione di autovelox e altri dispositivi non hanno “fermato” le sanzioni, ma le hanno rese più mirate verso i comportamenti più rischiosi.
Per chi guida la moto ogni giorno, questo scenario significa che la probabilità di essere sanzionati per infrazioni considerate “minori” ma ripetute è più alta rispetto al passato, mentre la tolleranza verso condotte pericolose è praticamente nulla. Allo stesso tempo, i dati sugli incidenti indicano che il sistema sta producendo effetti positivi in termini di sicurezza: nei dieci mesi successivi all’entrata in vigore del nuovo Codice, gli incidenti complessivi sono diminuiti di 966 unità, con 84 incidenti mortali in meno e 119 vittime in meno rispetto allo stesso periodo precedente, secondo le statistiche ministeriali.
Per il motociclista, la chiave è trasformare queste informazioni in scelte concrete: rispettare i limiti di velocità soprattutto nei tratti controllati, evitare qualsiasi uso del cellulare in movimento, non sottovalutare gli effetti di alcol e sostanze, prestare attenzione a ZTL e corsie riservate e rinunciare a comportamenti come il lancio di rifiuti dalla moto, oggi sanzionati in modo particolarmente severo. Se si adotta un approccio prudente e consapevole, il “nuovo Codice della strada 2026” non diventa un nemico, ma uno strumento che, pur con multe più dure, contribuisce a rendere più sicuri gli spostamenti quotidiani su due ruote.