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Non sottovaluterei l’eliminazione del Pubblico registro automobilistico

diEzio Notte

Dice il numero uno Aci, Damiani Sticchi: “Auto uguale bancomat. Un’assioma del Fisco, soprattutto in tempi di crisi, quando i consumi e i conti delle famiglie si assottigliano e l’Erario guarda con più cupidigia a forme di tassazione immediata ed ineludibile, con incrementi fiscali su carburanti, Rca e pedaggi. Tutto ciò non può più funzionare. Oggi rincari e tasse compromettono l’amore degli italiani per l’auto: anche se l’utilizzo è calato del 30% rispetto al 2006, le spese sono in crescita e una famiglia sborsa fino a 3.500 euro per mantenere un veicolo, con il prezzo della benzina salito del 10% da gennaio e quello del gpl del 20%”.

Tutto vero.

“Come uscirne? Con un deciso cambio di rotta da parte del Governo, del Parlamento e di tutti i soggetti che – soprattutto a livello locale – hanno guardato all’automobile come al pozzo di San Patrizio, da cui trarre sempre fuori qualcosa anche quando sembrerebbe vuoto”.

Tutto altrettanto vero.

L’Aci però dimentica un’altra mossa che sarebbe davvero utile per tutti: l’eliminazione del Pubblico registro automobilistico. Con conseguenti risparmi per l’automobilista. Io non so perché l’Aci non lo citi. C’è già il ministero dei Trasporti che tiene il conto delle auto. Che ce ne facciamo del Pra? Chi si oppone alla sua abrogazione? Perché quando gli esponenti Aci vanno in tv, nessuno chiede loro lumi sul Pra?