Nuovo Codice della strada: caro politico italiano, dopo il ritardo, anche l’angoscia dei regolamenti attuativi. Non ci risparmi niente
Nel nuovo Codice della strada, in discussione in Parlamento, ci sono molte norme non definitive, che necessiteranno cioè di un successivo regolamento attuativo da parte di un ministero per essere effettive. Facciamo un esempio. Test anti-droga per prendere la patente: quali le modalità d’esame? Lo stabilirà un regolamento attuativo.
È un errore. Perché esplichi la sua funzione deterrente, e perché sia chiara a tutti, la norma dovrebbe essere immediatamente attuabile, senza bisogno di ricorrere ad altri testi, che peraltro non si sa quando arriveranno. A volte, entro 60 giorni; altre, nel giro di quattro mesi.
Il guaio è che l’automobilista non ci capisce più nulla: questa regola c’è sì o no? Prendo la multa? Rischio? E spesso il guidatore medio arriva al punto di dire: nel dubbio, mi comporto come se la norma non ci fosse; se mi fermano, sostengo che non ero a conoscenza della legge.
Un problema analogo s’è già presentato, in questi anni, con il limite di potenza dei neopatentati: presente nel Codice, non è effettivo, in attesa di una speciale regolamentazione.
Risultato, problemi anche per chi quelle leggi deve applicarle: gli agenti delle Forze dell’ordine. Che meriterebbero più rispetto da parte di politici lenti e inadatti: da un anno e mezzo si attende il Codice della strada, che arriverà (se arriverà) in forma non definitiva, ma con successivi regolamenti attuativi.