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Octopus Energy promette il 96% di risparmio: ecco perché non è così

Chi è Octopus Energy e come funziona la sua offerta in Italia

Dettaglio del connettore di ricarica per veicoli elettrici in un ambiente urbano moderno.
Immagine generata con l’ausilio di AI

Octopus Energy arriva nelle ricerche degli automobilisti italiani insieme ai rincari delle bollette e della ricarica delle auto elettriche, con la promessa di tagliare i costi grazie a tariffe smart e servizi dedicati. Il gruppo punta su luce, gas e ricarica pubblica con Octopus Electroverse, oltre che su soluzioni per fotovoltaico plug-in. Il tema è capire quanto queste proposte possano incidere davvero sul costo per chilometro rispetto alle offerte più tradizionali.

Il recente stop imposto dallo Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria alle campagne sul presunto risparmio del 96 per cento mostra però che i confronti devono basarsi su numeri verificabili e non su sondaggi interni. Per chi ricarica spesso l’auto elettrica a casa, oppure usa la rete pubblica in viaggio, il nodo è incrociare struttura delle tariffe, orari di ricarica e eventuali abbonamenti con sconto, senza farsi guidare solo dagli slogan di marketing.

Chi è Octopus Energy e cosa offre in Italia

Octopus Energy è un fornitore di energia nato nel Regno Unito che propone contratti di luce e gas con forte componente digitale e sistemi di tariffazione dinamica, pensati anche per chi guida elettrico. In diversi Paesi europei il gruppo affianca alle forniture domestiche la piattaforma di ricarica pubblica Octopus Electroverse, che consente di usare più reti con un’unica carta o app. In Italia l’attenzione è soprattutto su come questi servizi si integrano con la ricarica domestica e in viaggio.

La comunicazione sul risparmio è sotto osservazione: lo Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria ha giudicato ingannevole il messaggio secondo cui il 96 per cento dei clienti spenderebbe meno, perché basato su un sondaggio interno senza metodo statistico oggettivo. Questo non blocca l’operatività commerciale, ma obbliga Octopus Energy a maggiore prudenza quando parla di risparmi garantiti. Per gli automobilisti italiani diventa quindi più importante confrontare direttamente le condizioni con quelle di altri operatori.

Electroverse, dove attivo, combina sconti sulle reti convenzionate e tariffe fuori punta con un abbonamento mensile. In Spagna, per esempio, viene citata una formula da 9,68 euro al mese collegata a uno sconto del 22 per cento sui caricatori Iberdrola e bp pulse. Si tratta però di un caso estero che non dimostra automaticamente una replica identica in Italia, né sugli importi né sulle percentuali.

Tariffe e ricarica EV: dove può stare il risparmio

Il risparmio per chi ricarica l’auto elettrica dipende da tre leve principali: costo dell’energia in fascia oraria, eventuali sconti o abbonamenti sulla ricarica pubblica e uso di fotovoltaico plug-in o fisso. Un contratto luce con forti differenze tra fasce può convenire a chi concentra la ricarica di notte, combinandosi con strategie già applicate anche da altri fornitori italiani. Il confronto con le tariffe di ricarica auto elettrica 2026 per gestore e tipo di colonnina aiuta a capire se lo sconto promesso copre davvero il costo al chilometro.

Un esempio estero come lo sconto del 22 per cento sulle colonnine Iberdrola e bp pulse mostra il potenziale di una carta come Electroverse, ma non chiarisce quanto spesso siano disponibili colonnine scontate lungo i percorsi tipici dall’Italia verso l’Europa. Per chi ricarica soprattutto a casa pesa invece la combinazione tra struttura delle fasce orarie e possibile autoconsumo da pannelli plug-in, tema che si intreccia con come usare tariffe biorarie e fotovoltaico per abbassare il costo di gestione dell’auto elettrica. In assenza di numeri italiani ufficiali, ogni valutazione resta legata ai profili di consumo individuali.

Chi usa spesso la rete pubblica deve pesare gli sconti potenziali di Electroverse contro le offerte dei principali operatori italiani di ricarica, considerando abbonamenti, pacchetti kWh e promozioni su autostrade o centri commerciali. Articoli dedicati ai costi reali delle colonnine di ricarica 2026 e al costo attuale per ricaricare un’auto elettrica in Italia offrono il quadro di riferimento per verificare se una carta unificata con sconti porta davvero vantaggi oppure si limita a semplificare la fatturazione.

Octopus Energy rispetto alle offerte italiane

Nel mercato italiano della ricarica pubblica esistono già formule con abbonamenti mensili o pacchetti chilowattora, oltre a reti integrate nei servizi dei grandi operatori energetici. Alcuni esempi riguardano la rete di ricarica pubblica gestita da Enel o le proposte dei player che uniscono luce, gas e mobilità elettrica, come illustrato nel focus su Eni Plenitude ed effetti su bollette e ricarica. La differenza di Octopus è la volontà di legare in modo stretto tariffe domestiche, carta di pagamento e, dove possibile, soluzioni fotovoltaiche leggere.

Per chi ricarica quasi esclusivamente a casa la componente decisiva resta il prezzo al chilowattora nella fascia in cui si lascia l’auto collegata, più che la carta di ricarica pubblica. In questo scenario Octopus Energy compete soprattutto con altri fornitori di luce con offerte biorarie o dinamiche, e il vantaggio reale dipende dal differenziale di prezzo rispetto a tali tariffe. Per chi combina ricariche domestiche e viaggi frequenti in Europa diventa invece rilevante il numero di colonnine compatibili con una singola app e la presenza di sconti sistematici sulle reti autostradali o urbane.

I dati disponibili mostrano quindi un modello potenzialmente interessante per chi è disposto a pianificare ricariche in orari specifici e ad aderire a un abbonamento mensile, ma non offrono, al momento, prove oggettive di un risparmio percentuale fisso valido per tutti gli utenti italiani. Ogni automobilista deve incrociare il proprio mix di ricarica domestica e pubblica con i prezzi attuali, tenendo conto anche dei costi di ricarica auto elettrica in Europa rispetto all’Italia, dato che molte offerte di rete nascono su base transnazionale.

Articolo realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale