Ognuno tira l’alcol al suo mulino
Il criticabilissimo nuovo Codice della strada, se mai arriverà, contiene norme condivisibili sull’alcol. Ma le lobby sono scatenate. Fra queste, i pubblici esercizi. Che cosa vogliono? Seguiteci giù.
La Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) si scaglia contro le iniziative a carico dei pubblici esercizi stessi. Nello specifico, si contesta l’obbligo di impedire la somministrazione di bevande alcoliche dalle due di notte e l’obbligo, a carico dei ristoranti, di mettere a disposizione dei clienti un etilometro.
I motivi? L’anticipazione del divieto favorirebbe nomadismo, trasgressione e abusivismo. L’introduzione generalizzata degli etilometri avrebbe effetti sui costi e sull’organizzazione del lavoro.
Andiamo al cuore del problema, per favore: la limitazione imposta porterebbe a un’emigrazione dei clienti verso zone più libere. Insomma, si incasserebbe di meno.
Insomma, dopo la difesa dell’alcol da parte del politico del Veneto Zaia, adesso il catenaccio dei ristoratori e degli esercizi pubblici. Sono lobby fortissime: siamo curiosi di vedere come va a fine in Parlamento.