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Ombralunga sullo psicodramma Rc auto

diEzio Notte

Scrivevo qui che dovete scordarvi importanti ribassi delle tariffe Rca. Infatti, la strapotente Ania (Assicurazioni) ha già messo le mani avanti: “Nel 2012 per il ramo Rc auto si è registrata una diminuzione del volume premi pari all’1,2% che ha fatto seguito all’aumento rilevato nel 2011 (+5,2%). Permane positivo – e in lieve aumento rispetto al 2011 – il risultato tecnico del ramo corpi veicoli terrestri, per il quale però si è registrato per il quinto anno consecutivo un calo della raccolta premi (-8,4%). Il costo dei sinistri di competenza, definito come la somma degli importi pagati e riservati per i sinistri accaduti nell’esercizio di bilancio, è stato pari a 12.112 milioni, in diminuzione del 9,9% rispetto al 2011: in particolare il 2012 è stato caratterizzato da una diminuzione del 13,5% della frequenza dei sinistri, i cui effetti positivi sono stati in parte annullati dall’aumento del 6,1% del relativo costo medio. In particolare il numero di sinistri (o l’indicatore relativo della frequenza sinistri) è diminuito principalmente come effetto della riduzione – soprattutto nei centri urbani – della circolazione dei veicoli determinata, a sua volta, dall’aumento del prezzo del carburante. Il costo medio dei sinistri è invece aumentato per effetto del cambiamento nel mix di sinistri liquidati coerentemente con l’ipotesi che a ridursi siano stati i danni di minore entità, soprattutto quelli relativi alle lesioni micropermanenti”.

Ed ecco il lettore Ombralunga: “Da anni , anche su questo sito, denuncio questa vergognosa situazione. Per esperienza personale, mio malgrado ho studiato come funziona il sistema assicurativo italiano, e ho realizzato che è stato instaurato un sistema perverso, in cui il malaffare sguazza in totale disinvoltura e impunità, poiché non si ha nessuna convenienza a debellarlo. Anzi, dalla documentazione che mi ritrovo, appare evidente che le compagnie, anziché combatterlo, lo coprono e, di conseguenza lo favoriscono. È al di sotto del costo medio il fulcro del problema, le compagnie permettono le speculazioni sui piccoli sinistri, a opera delle loro strutture periferiche, per cui buona parte dei sinistri, anche di poche centinaia di euro, vengono liquidate con cifre prossime al costo medio, che, a livello statistico, porteranno inevitabilmente all’ aumento dello stesso, con conseguente aumento delle polizze. Il tutto a carico degli assicurati. Lasciando campo libero alle speculazioni sotto il forfait, i vantaggi appaiono notevoli, per le compagnie. Grazie alle creste, agenti e periti possono tranquillamente arrotondare i guadagni in proprio, tenendo basse le provvigioni e non pesare sulle imprese, queste ultime, grazie al rimborso, non subiscono costi dai sinistri, guadagnando invece dagli aumenti delle polizze. È semplicemente impensabile che le Compagnie abbiano interesse a cambiare questo sistema, che, tra l’altro le dipinge come vittime costrette ad aumentare i prezzi. Neanche la politica può cambiarlo, infestata com’ è dalle lobby assicurative. La magistratura, che dovrebbe intervenire visto il palese raggiro, dorme. La vedo grigia…”.