Patente AM nel 2026: quali limiti di velocità, dove si può circolare e quali strade restano vietate?
Regole aggiornate per la circolazione con patente AM, limiti di velocità consentiti e strade vietate secondo il Codice della Strada

Nel 2026 la patente AM resta il titolo di guida di riferimento per scooter 50 e microcar, ma non sempre è chiaro dove si può circolare e con quali limiti. In questa guida analizziamo, con taglio normativo, strade consentite e vietate, regole di velocità e dotazioni obbligatorie, così da evitare l’errore più comune: trattare ciclomotori e minicar come “piccole auto” e portarli su strade dove il Codice della Strada ne vieta espressamente l’accesso.
Dove possono circolare ciclomotori e microcar con patente AM e dove no
Per capire dove si può circolare con patente AM nel 2026 bisogna partire dal tipo di veicoli abilitati. Le fonti istituzionali chiariscono che la patente AM consente la guida di ciclomotori a due o tre ruote e di quadricicli leggeri, cioè le cosiddette microcar o minicar, con velocità massima per costruzione limitata. Questa abilitazione non si estende agli autoveicoli diversi dai quadricicli leggeri, quindi chi possiede solo AM non può guidare normali automobili, neppure se di piccole dimensioni o con potenza ridotta.
Dal punto di vista delle strade, la regola chiave è il divieto di accesso alle infrastrutture di scorrimento più veloci. Il testo vigente dell’articolo 175 del Codice della Strada, consultabile su Normattiva, vieta espressamente la circolazione dei ciclomotori sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali. Schede di sintesi della Polizia di Stato confermano che questo divieto si applica anche ai quadricicli leggeri guidabili con patente AM, che quindi non possono utilizzare né caselli autostradali né svincoli delle principali tangenziali classificate come extraurbane principali.
Restano invece consentite le strade urbane e le strade extraurbane secondarie, salvo eventuali limitazioni locali. Questi veicoli dunque possono circolare in città e sulle strade extraurbane secondarie.
Un errore frequente riguarda le tangenziali: se una tangenziale è classificata come autostrada o extraurbana principale, ciclomotori e minicar restano esclusi anche se il tracciato attraversa zone urbane. Se invece la stessa infrastruttura è classificata come strada urbana di scorrimento o extraurbana secondaria, la circolazione con patente AM è in genere ammessa, salvo specifici divieti segnalati. In caso di dubbio, è sempre opportuno verificare la classificazione della strada sui portali dei Comuni, o consultare la segnaletica verticale all’imbocco degli svincoli.
Limiti di velocità specifici per i veicoli AM in città, extraurbane e strade veloci
Quando si parla di limiti di velocità per chi guida con patente AM, occorre distinguere tra limiti generali fissati dal Codice della Strada e limite costruttivo del veicolo. L’articolo 116, come riportato da ACI, definisce la categoria AM come patente per ciclomotori a due ruote, veicoli a tre ruote e quadricicli leggeri con velocità massima di costruzione non superiore a un valore prefissato (articolo 116 ACI). Questo significa che, anche se il limite generale della strada è più alto, il veicolo non dovrebbe essere tecnicamente in grado di superare la soglia costruttiva prevista per la categoria.
L’articolo 142 del Codice della Strada, nella versione consultabile su Normattiva, stabilisce i limiti generali di velocità per le diverse tipologie di strade, che si applicano anche ai ciclomotori e ai quadricicli leggeri, fermo restando il limite costruttivo. In pratica, in ambito urbano il conducente con patente AM deve rispettare il limite previsto per quella strada, ma non può comunque superare la velocità massima per cui il veicolo è omologato. Lo stesso vale sulle extraurbane secondarie: se il limite generale è superiore alla capacità del mezzo, sarà quest’ultima a costituire il tetto invalicabile.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda le modifiche al veicolo. Se un ciclomotore viene alterato per superare la velocità massima di costruzione prevista per la categoria, non solo si viola la disciplina tecnica del mezzo, ma si rischia di rientrare in un quadro sanzionatorio più grave, come ricordato anche da analisi specialistiche sulle sanzioni per guida di ciclomotori (approfondimento ASAPS). In uno scenario concreto, se un ragazzo con patente AM circola in città con uno scooter elaborato che supera nettamente la velocità per cui è omologato e viene rilevato da un controllo, allora potrà essere contestata non solo la violazione del limite di velocità, ma anche l’alterazione delle caratteristiche costruttive del veicolo.
Regole su passeggeri, casco, luci e dispositivi obbligatori
Le regole su passeggeri, casco e dispositivi obbligatori per chi guida con patente AM derivano dalla combinazione tra classificazione del veicolo e norme generali di sicurezza. Per i ciclomotori a due ruote, la possibilità di trasportare un passeggero dipende dall’omologazione del mezzo e dall’età del conducente, secondo quanto previsto dal Codice della Strada: se il veicolo non è omologato per due persone, il trasporto di un passeggero resta vietato anche se il conducente è maggiorenne. Per i quadricicli leggeri, invece, la presenza di due o più posti è legata alla configurazione omologata della microcar; chi guida con patente AM deve attenersi rigorosamente al numero di posti indicato sulla carta di circolazione.
Il casco è obbligatorio per i conducenti e gli eventuali passeggeri di ciclomotori a due o tre ruote, con caratteristiche omologative specifiche. Per le microcar, la protezione è affidata principalmente alla carrozzeria e ai sistemi di ritenuta, come cinture di sicurezza e, se presenti, airbag. In questo caso, l’obbligo è quello di utilizzare correttamente le cinture su tutti i posti dotati, anche in ambito urbano e per tragitti molto brevi. Un errore tipico è considerare la minicar come una “piccola auto” e lasciare che i passeggeri posteriori viaggino senza cintura: in caso di controllo, la violazione viene contestata sia al conducente sia, in determinate condizioni, al passeggero.
Per quanto riguarda luci e dispositivi obbligatori, ciclomotori e quadricicli leggeri devono essere dotati di impianto di illuminazione funzionante, indicatori di direzione, dispositivi di segnalazione acustica e, ove previsto, catadiottri e luci di arresto. La circolazione con luci non funzionanti o mancanti può comportare sanzioni e, nei casi più gravi, il fermo del veicolo. Chi guida con patente AM dovrebbe abituarsi a una verifica periodica: controllare che fari anabbaglianti e abbaglianti, frecce, luce stop e clacson siano operativi prima di mettersi in marcia, soprattutto se si circola spesso in orari serali o in condizioni di scarsa visibilità.
Come cambiano i controlli su velocità e documenti per chi guida con patente AM
I controlli su velocità e documenti per i titolari di patente AM seguono le stesse logiche generali applicate agli altri conducenti, ma con alcune attenzioni specifiche legate alla categoria di veicolo e all’età media dei guidatori. Le forze dell’ordine verificano innanzitutto la presenza della patente AM in corso di validità e la corrispondenza tra conducente e intestatario del titolo. In caso di minori, può essere posta particolare attenzione anche al rispetto delle condizioni di accompagnamento o alle eventuali limitazioni aggiuntive previste da normative locali o da campagne di sicurezza stradale mirate ai più giovani.
Per quanto riguarda la velocità, i controlli possono avvenire tramite autovelox, telelaser o postazioni fisse, esattamente come per gli altri veicoli. Tuttavia, nel caso dei ciclomotori, la verifica può estendersi anche alle caratteristiche tecniche del mezzo, per accertare che non sia stato alterato per superare la velocità massima di costruzione prevista per la categoria. Se, ad esempio, un conducente con patente AM viene fermato dopo un rilevamento di velocità anomalo rispetto alle prestazioni tipiche di un ciclomotore, gli agenti possono procedere a controlli più approfonditi, con possibili conseguenze su omologazione, circolazione e copertura assicurativa.
Sul fronte documentale, oltre alla patente AM, devono essere sempre disponibili il certificato di circolazione del veicolo e la prova della copertura assicurativa. La mancanza di uno di questi documenti può comportare sanzioni amministrative e, nei casi previsti, il fermo o il sequestro del mezzo. Per chi si avvicina alla guida con patente AM nel 2026 è utile conoscere anche il funzionamento del sistema della patente a punti, perché alcune violazioni – come eccesso di velocità rilevante o circolazione su strade vietate come autostrade ed extraurbane principali – possono comportare decurtazioni. Su questo aspetto può essere utile un quadro generale di riferimento come quello offerto dalla guida su perdita e recupero dei punti patente, utile anche per chi guida ciclomotori e microcar.
Nel 2026, le proposte di modifica al Codice della Strada non risultano incidere sul divieto di accesso di ciclomotori e veicoli AM alle autostrade e alle extraurbane principali, come segnalato da approfondimenti giuridici dedicati alla mobilità su due ruote pubblicati dalla Rivista Giuridica ACI (disposizioni a sostegno della mobilità su due ruote). Per chi guida con patente AM, questo significa che i controlli continueranno a concentrarsi soprattutto sul rispetto dei divieti di circolazione sulle strade veloci, sull’osservanza dei limiti di velocità compatibili con la categoria del veicolo e sulla corretta dotazione di dispositivi di sicurezza, con un’attenzione particolare alla prevenzione degli incidenti che coinvolgono i conducenti più giovani.
Articolo realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale