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Patenti: esami di teoria taroccati. Perché il Codice della strada è da riscrivere

Stop del Governo alle "patenti truffa"
diEzio Notte

Se in Italia, in fatto di sicurezza stradale, siamo indietro rispetto agli altri Paesi europei, è anche perché il Codice della strada andrebbe preso e buttato: va riscritto. Lo dimostrano, fra gli infiniti casi, le contraddizioni sulle rotatorie, e lo spazio dato ai Comuni per la durata del giallo. Ma ora arriva anche un’implicita conferma da parte dello stesso ministero dei Trasporti.

Il Codice della strada, all’articolo 121, comma 7, riferendosi ai test per la patente, dice che le prove d’esame sono pubbliche. Tuttavia, qualche giorno fa, il ministero dei Trasporti ha emanato una circolare con cui si stabilisce che durante gli esami a quiz informatizzati per il conseguimento della patente A e B (nelle Motorizzazioni), non è più ammesso che nell’aula vi siano spettatori. Unica eccezione, le deroghe concesse dal direttore. Obiettivo, evitare “turbative” o interferenze. Insomma, così come lo traduciamo noi, si vogliono impedire le truffe, gli esami taroccati: niente suggeritori, grazie.

È soltanto un primo passo: si resta in attesa che nelle aule d’esame vengano installati sistemi televisivi a circuito chiuso. Si tratterà di videocamere all’interno e monitor all’esterno.

Però ci preme evidenziare la contraddizione: da una parte il vecchio Codice della strada che consente di assistere agli esami; dall’altra, i tentativi (un po’ arruffati, a dire il vero) di porre rimedio alle innumerevoli voragini di un Codice che l’Italia non merita.

[Questo post vi arriva grazie alla gentile segnalazione di Valerio Platia, insegnante di circolazione stradale e istruttore di guida].