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Spariscono i caselli: pedaggi, bollo e noleggio, cosa cambia

Sistema free flow in autostrada: come funziona il nuovo pedaggio e le scadenze di pagamento

Primo piano di una telecamera di velocità in un contesto stradale urbano senza segnaletica visibile.

Le sbarre ai caselli stanno sparendo proprio mentre le regole su bollo auto e auto aziendali cambiano di colpo con due decreti freschi di Gazzetta Ufficiale. Per chi guida, questo significa tre cose molto concrete: i pedaggi si pagano sempre più spesso senza fermarsi, la tassa automobilistica diventa davvero regionale e annuale in unica soluzione, e nei contratti di noleggio a lungo termine bisogna capire bene che cosa è incluso nel canone.

Il sistema di pedaggio free flow è già realtà su alcune tratte in Lombardia e Piemonte, con tempi precisi per saldare il passaggio. Il decreto legislativo 7 agosto 2026 n. 147 ha riscritto natura, territorialità e scadenze del bollo, mentre il decreto gemello n. 148 ha ritoccato il regime delle auto aziendali e a uso promiscuo. Tra nuove esenzioni decise dalle Regioni, superbollo che resta statale e canoni di noleggio che comprendono molti costi ma non tutti, la gestione dell’auto cambia in modo misurabile sul portafoglio.

Sistema free flow in autostrada: come pagare

Il sistema di pedaggio free flow richiede al conducente di pagare il transito senza fermarsi al casello, perché il passaggio viene registrato da portali con telecamere e sensori. Al 19 agosto 2026 risulta attivo sulle tratte gestite da Autostrada Pedemontana Lombarda (A36, A59, A60), su alcune porzioni della A33 Asti–Cuneo e sul raccordo Ospitaletto–Montichiari. Il veicolo viene identificato tramite targa o dispositivi elettronici e il pedaggio viene calcolato in base alla tratta effettivamente percorsa, eliminando code ma spostando l’attenzione sulle scadenze di pagamento successive.

Per molti gestori è previsto un termine di 15 giorni per saldare il pedaggio free flow, calcolato dalla data del transito registrato dal sistema. Il pagamento può avvenire tramite portali online dedicati, sportelli autorizzati o accordi di addebito automatico collegati a telepass e simili, con modalità che variano in base alla concessionaria. Se il conducente non rispetta i termini, si espone all’applicazione di sanzioni amministrative e al recupero coattivo degli importi, con costi che possono superare di molto il pedaggio originario per effetto di spese aggiuntive e maggiorazioni.

Bollo auto dopo il decreto 147/2026

La riforma del bollo auto è già operativa con il decreto legislativo 7 agosto 2026 n. 147, che qualifica la tassa automobilistica come tributo proprio derivato delle Regioni. Questo significa che le Regioni hanno maggiore autonomia nel definire esenzioni e agevolazioni, fermo restando il quadro statale di base sulla potenza del veicolo e sulle categorie agevolate. Lo stesso decreto introduce il principio di territorialità del tributo, attribuendo il gettito alla Regione di residenza della persona fisica obbligata o, per le imprese, alla Regione della sede legale o dell’attività che utilizza i veicoli.

Un punto cruciale è l’obbligazione annuale del bollo: il pagamento avviene in un’unica soluzione collegata al mese di immatricolazione, mentre eventuali rateizzazioni restano rimesse alle scelte regionali nel rispetto dei limiti nazionali. Il decreto specifica inoltre che le agevolazioni deliberate dalle Regioni non si estendono al cosiddetto superbollo, l’addizionale erariale statale sui veicoli di maggiore potenza che resta disciplinata solo dalla normativa statale. Per chi vuole capire quanto cambia davvero l’importo su un’auto nuova, può essere utile valutare i nuovi criteri di calcolo del bollo auto dal 2026.

La disciplina prevede che le modifiche alla spettanza del gettito e alle esenzioni su bollo e superbollo si applichino a decorrere dal 1° gennaio 2027, lasciando alle Regioni tempo per aggiornare i regolamenti entro fine 2026. In parallelo, i canali di pagamento restano quelli già noti: servizi online come pagoBollo (Bollonet) tramite autenticazione con SPID o carta d’identità elettronica, portali regionali, delegazioni ACI, punti Mooney e Lottomatica, Poste e banche aderenti. Alcune Regioni, come documentato per la Lombardia, prevedono anche sconti fino al 15% con domiciliazione bancaria, pari a circa due mensilità di bollo risparmiate rispetto al pagamento ordinario.

Noleggio a lungo termine, bollo e pedaggi

Nel noleggio a lungo termine molti costi di gestione confluiscono nel canone, ma la disciplina fiscale è influenzata dalle novità sulle auto aziendali introdotte dal decreto legislativo 7 agosto 2026 n. 148. In genere il bollo auto sui veicoli a noleggio viene gestito dalla società locatrice, che risulta intestataria al PRA, mentre il cliente corrisponde un canone comprensivo di servizi come manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazione responsabilità civile e talvolta gestione pneumatici. Secondo l’Osservatorio di settore, questa formula è molto diffusa tra flotte e auto aziendali ma cresce anche tra privati che preferiscono una spesa costante e prevedibile.

Nei contratti di noleggio a lungo termine la copertura assicurativa RCA è normalmente inclusa nel canone insieme a garanzie accessorie, con condizioni su franchigie e gestione dei sinistri che incidono sui costi reali per chi usa l’auto. Pedaggi e transiti in free flow, invece, restano di solito a carico dell’utilizzatore, salvo pacchetti specifici con dispositivi elettronici di pagamento collegati al contratto. Per chiarire chi paga cosa dal 2026, è utile considerare sia le nuove regole su bollo, leasing e noleggio, sia l’impatto della riforma del bollo sulle flotte aziendali e il noleggio a lungo termine.

Quando si modificano chilometraggio o durata del contratto, il canone può essere ricalcolato tenendo conto dell’usura maggiore o minore del veicolo e del valore residuo stimato. Questo incide anche sul peso dei servizi inclusi, come manutenzione e coperture assicurative, che devono comunque rispettare i requisiti di sicurezza del Regolamento (UE) 2019/2144 sulle dotazioni obbligatorie dei veicoli. Per chi valuta un’auto nuova in noleggio, ha senso confrontare questi aspetti con i possibili effetti della riforma sulla scadenza unica del bollo per le nuove immatricolazioni e con eventuali differenze di importo determinate dalle specifiche regionali già evidenziate nelle analisi su come un dettaglio può cambiare l’importo del bollo 2026.