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Pedaggio autostradale: aumento indecifrabile. Così l’automobilista suddito viene stordito

Aumenti alla velocità della luce
diEzio Notte

Alzi la mano chi ha capito di quanto sono aumentati i pedaggi autostradali. Per capirlo, devi essere una via di mezzo fra un genio della matematica e uno scienziato nucleare. Proviamo a leggere quanto dice l’Aiscat, l’Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori: Dal 1° luglio decorrono le maggiorazioni tariffarie sulla intera rete autostradale a pedaggio, che non sono a beneficio delle concessionarie. Le misure riguardano: una maggiorazione tariffaria, al netto dell’Iva, su tutta la rete autostradale a pedaggio di 1 millesimo di euro a chilometro per le classi di pedaggio A e B (auto, moto, veicoli a 2 assi etc.) e 3 millesimi di euro a chilometro per i veicoli pesanti (classi 3, 4, e 5); una maggiorazione tariffaria forfetaria, sempre al netto dell’Iva, di 1 euro per le classi di pedaggio A e B e di 2 euro per quelle superiori (classe 3, 4 e 5) presso i caselli di esazione delle autostrade a pedaggio che si interconnettono con le autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta Anas. Queste maggiorazioni tariffarie non potranno, comunque, essere superiori al 25% del pedaggio altrimenti dovuto.

Come fai a tradurre in soldoni quanto scritto su? Se qualcuno ci riesce, si accomodi nei commenti.

Resta la sgradevolisssima sensazione che lo Stato (proprietario delle autostrade) stipuli, con le aziende privare concessionarie, convenzioni e accordi mostruosamente difficili da decifrare. Così l’automobilista ne esce rintronato, come un bravo suddito deve fare, e sborsa il quattrino senza fiatare.

E pensare che si era parlato di elevare il limite a 150 km/h in autostrada nei tratti controllati dal Tutor. Complimenti: qui di più alta c’è solo la tassazione.

foto flickr.com/photos/mccaffrey_uk