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Perché è vietato usare il cellulare alla guida?

Norme del Codice della Strada, sanzioni e sicurezza legate all’uso di cellulare e dispositivi elettronici durante la guida

Uso del cellulare alla guida: perché è vietato e quali sono le sanzioni
diEzio Notte

Usare il cellulare alla guida non è solo una cattiva abitudine: è un comportamento che si inserisce in un quadro di regole precise del Codice della Strada, pensate per garantire che chi guida mantenga sempre il controllo del veicolo e l’attenzione sulla circolazione. In questo articolo analizziamo cosa vieta la normativa sull’uso di apparecchi durante la guida, quali strumenti si possono utilizzare, quali sono le conseguenze economiche e sulla patente in caso di violazione e come inquadrare, in termini di sicurezza, il perché il telefono rappresenti un fattore di rischio alla guida, collegando il tutto ai principi generali di comportamento imposti agli utenti della strada.

Cosa vieta l’art. 173 sull’uso di apparecchi durante la guida

La disciplina sull’uso di apparecchi durante la guida si inserisce nel più ampio principio secondo cui gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione, salvaguardando in ogni caso la sicurezza stradale. Questo principio generale è fissato dall’articolo 140 del Codice della Strada, che funge da cornice per tutte le norme di comportamento. In quest’ottica, l’uso di dispositivi che distolgono l’attenzione del conducente, come il cellulare, viene considerato incompatibile con l’obbligo di mantenere un comportamento prudente e rispettoso della sicurezza propria e altrui, soprattutto in presenza di traffico intenso, intersezioni o situazioni di guida complesse.

Accanto alle regole specifiche sull’uso di apparecchi, il Codice richiama anche il tema della sospensione della patente in relazione al punteggio, collegando alcune violazioni particolarmente gravi, tra cui quelle legate alla distrazione alla guida, a una risposta sanzionatoria più incisiva. L’articolo 218-ter del Codice della Strada prevede infatti che, quando il punteggio residuo sulla patente è inferiore a determinate soglie, la commissione di specifiche infrazioni comporti una sospensione breve del titolo di guida, proprio perché si ritiene che il conducente abbia già dimostrato una condotta complessivamente rischiosa.

In questo quadro, l’uso del cellulare alla guida viene considerato un comportamento che può incidere direttamente sulla capacità di rispettare le altre norme di circolazione: ad esempio, mantenere la corretta posizione in corsia, rispettare la segnaletica verticale e orizzontale, osservare i limiti di velocità o eseguire manovre come il sorpasso in condizioni di piena consapevolezza. Il principio informatore della circolazione impone che ogni scelta del conducente, compresa quella di utilizzare o meno un dispositivo elettronico, sia valutata alla luce del rischio di creare pericolo o intralcio agli altri utenti, inclusi pedoni e ciclisti, che sono particolarmente esposti.

È importante sottolineare che il Codice della Strada non si limita a vietare singoli comportamenti, ma costruisce un sistema in cui l’uso di apparecchi durante la guida è solo uno degli elementi che possono condurre a un deterioramento del punteggio sulla patente e, nei casi più gravi o reiterati, a misure come la sospensione. L’aggancio tra violazioni specifiche e meccanismo del punteggio, previsto dall’articolo 218-ter, evidenzia come il legislatore consideri la distrazione alla guida un fattore che, sommato ad altre condotte scorrette, può rendere il conducente non più idoneo a circolare temporaneamente, a tutela della sicurezza collettiva.

Smartphone, cuffie, vivavoce: cosa si può usare e cosa no

La distinzione tra ciò che è consentito e ciò che è vietato quando si parla di smartphone, cuffie e vivavoce alla guida deve essere letta alla luce del principio generale di sicurezza e di non intralcio alla circolazione. L’uso di dispositivi che richiedono di distogliere lo sguardo dalla strada, di impegnare le mani in operazioni non strettamente connesse alla conduzione del veicolo o di ridurre in modo significativo la percezione dei suoni esterni si pone in contrasto con l’obbligo di mantenere il controllo del mezzo e di reagire prontamente alle situazioni di pericolo. In questo senso, la valutazione non riguarda solo il tipo di apparecchio, ma anche le modalità concrete con cui viene utilizzato durante la marcia.

Il Codice della Strada collega l’uso di apparecchi alla guida anche al sistema del punteggio sulla patente, prevedendo che alcune violazioni, tra cui quelle richiamate dall’articolo 218-ter, possano comportare una sospensione breve del titolo di guida quando il punteggio residuo è già ridotto. In particolare, tra le violazioni che possono attivare questa sospensione rientra il richiamo all’articolo 173, comma 3-bis, segno che il legislatore considera l’uso scorretto di dispositivi durante la guida come un comportamento che, se sommato ad altre infrazioni, incide in modo rilevante sulla valutazione complessiva dell’idoneità del conducente a rimanere alla guida senza ulteriori limitazioni.

Questa impostazione implica che, anche quando si utilizzano strumenti pensati per ridurre l’impatto del telefono sulla guida, come sistemi vivavoce o comandi al volante, il conducente debba comunque assicurarsi che il loro impiego non comprometta la capacità di osservare la strada, di percepire i segnali acustici esterni e di rispettare le altre norme di comportamento. Se, ad esempio, l’uso di un sistema di comunicazione porta a non rispettare un segnale di prescrizione o a eseguire un sorpasso in condizioni non sicure, la responsabilità del conducente resta piena, perché il Codice richiede in ogni caso un comportamento prudente e conforme alle regole di circolazione.

In pratica, la linea di demarcazione tra ciò che è tollerabile e ciò che è vietato passa per la capacità del conducente di mantenere il veicolo sotto controllo e di non ridurre il proprio livello di attenzione. L’utilizzo di apparecchi che impegnano entrambe le mani, che richiedono di guardare a lungo uno schermo o che isolano dai rumori del traffico si pone in contrasto con questi requisiti. Al contrario, soluzioni che consentono di mantenere le mani sul volante e lo sguardo sulla strada, pur non esonerando dall’obbligo di prudenza, si collocano in un’area in cui la valutazione dipende molto dal modo concreto in cui vengono impiegate e dalla capacità del conducente di interromperne l’uso quando le condizioni del traffico lo richiedono.

Importi delle multe, sospensione patente e recidiva

Il sistema sanzionatorio del Codice della Strada prevede, per le violazioni alle norme di comportamento, principalmente sanzioni amministrative pecuniarie e, nei casi più gravi, sanzioni accessorie come la sospensione o la revoca della patente. Per quanto riguarda i comportamenti che incidono sulla sicurezza, come quelli legati alla distrazione alla guida, il legislatore ha costruito un meccanismo che collega l’importo delle multe alla gravità della violazione e, soprattutto, alla reiterazione nel tempo. In generale, le somme dovute a titolo di sanzione amministrativa non si trasmettono agli eredi, come stabilito dall’articolo 199 del Codice della Strada, a conferma del fatto che la responsabilità per la violazione resta personale e legata al comportamento del singolo conducente.

Un elemento centrale, in tema di sospensione della patente, è rappresentato ancora dall’articolo 218-ter del Codice della Strada, che disciplina la sospensione in relazione al punteggio. Quando, al momento dell’accertamento di determinate violazioni, il punteggio attribuito alla patente è inferiore a venti punti, si applica una sospensione breve, di durata variabile in base al punteggio residuo. Tra le violazioni che possono determinare questa sospensione rientra il richiamo all’articolo 173, comma 3-bis, a conferma del fatto che l’uso scorretto di apparecchi durante la guida è considerato, in combinazione con un punteggio già ridotto, un indice di particolare pericolosità del comportamento di guida.

Il meccanismo della recidiva, cioè della reiterazione di comportamenti illeciti in un determinato arco temporale, è utilizzato dal Codice per graduare le conseguenze delle violazioni. In diversi ambiti, la ripetizione della stessa infrazione comporta l’inasprimento delle sanzioni pecuniarie e delle misure accessorie, fino ad arrivare, in alcuni casi, alla revoca della patente. Questo schema si applica anche a condotte che incidono sulla sicurezza, come quelle che comportano distrazione alla guida, perché il legislatore ritiene che chi persiste nel violare le regole, nonostante le sanzioni già subite, dimostri una scarsa propensione al rispetto delle norme e rappresenti quindi un rischio maggiore per la collettività.

È importante ricordare che la prescrizione del diritto a riscuotere le somme dovute a titolo di sanzioni amministrative pecuniarie è regolata dall’articolo 209 del Codice della Strada, che rinvia alla disciplina generale in materia. Questo aspetto, pur non incidendo direttamente sulla scelta del conducente di usare o meno il cellulare alla guida, completa il quadro delle conseguenze giuridiche delle violazioni, mostrando come il sistema sia strutturato per garantire che le sanzioni siano effettivamente esigibili entro determinati termini, a tutela sia dell’interesse pubblico alla sicurezza stradale sia delle garanzie del cittadino.

Perché il cellulare aumenta il rischio di incidenti

Dal punto di vista del Codice della Strada, il rischio legato all’uso del cellulare alla guida si comprende partendo dal principio secondo cui gli utenti devono evitare di costituire pericolo o intralcio per la circolazione, salvaguardando sempre la sicurezza stradale, come stabilito dall’articolo 140 del Codice della Strada. L’uso del telefono, soprattutto se comporta di distogliere lo sguardo dalla strada o di impegnare le mani in attività non connesse alla guida, riduce la capacità del conducente di percepire tempestivamente segnali, ostacoli e movimenti degli altri utenti, aumentando così la probabilità di mancate precedenze, tamponamenti o uscite di strada.

La distrazione incide anche sulla corretta esecuzione di manovre complesse, come il sorpasso. L’articolo 148 del Codice della Strada richiede che il conducente, prima di sorpassare, si assicuri della visibilità, della possibilità di completare la manovra senza pericolo e dell’assenza di altri veicoli che abbiano già iniziato il sorpasso. Un conducente che sta utilizzando il cellulare potrebbe non valutare correttamente la distanza e la velocità dei veicoli che sopraggiungono, o non accorgersi di segnali di divieto di sorpasso, con il risultato di effettuare manovre azzardate che mettono a rischio sé e gli altri.

Il rischio non riguarda solo le manovre più evidenti, ma anche la capacità di mantenere una traiettoria corretta e di rispettare la segnaletica. L’attenzione parziale dovuta all’uso del telefono può portare a invadere corsie riservate, a non rispettare segnali di prescrizione o di pericolo e a non adeguare la velocità alle condizioni della strada. Poiché il Codice affida agli enti proprietari delle strade il compito di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione attraverso la manutenzione e la segnaletica, come previsto dall’articolo 14 del Codice della Strada, l’efficacia di questo sistema dipende anche dal fatto che i conducenti siano in grado di percepire e rispettare tali segnali, cosa che la distrazione da cellulare può compromettere.

Infine, l’uso del cellulare alla guida si pone in contrasto con l’idea stessa di prudenza che permea il Codice della Strada. Le norme non mirano solo a sanzionare chi provoca un incidente, ma a prevenire le situazioni di pericolo imponendo comportamenti che riducano al minimo i rischi. In questo senso, scegliere di non utilizzare il telefono mentre si guida, o di limitarne l’uso a modalità che non interferiscano con l’attenzione e il controllo del veicolo, significa aderire allo spirito delle regole, non solo alla loro lettera, contribuendo a una circolazione più sicura per tutti gli utenti, compresi quelli più vulnerabili come pedoni e ciclisti.

Strumenti e abitudini per usare il telefono in sicurezza

Alla luce dei principi fissati dal Codice della Strada, l’obiettivo non è solo evitare la sanzione, ma adottare abitudini di guida che riducano concretamente il rischio. Il punto di partenza resta il principio informatore della circolazione, per cui ogni utente deve evitare di costituire pericolo o intralcio, come stabilito dall’articolo 140 del Codice della Strada. Questo significa che, anche quando si dispone di strumenti tecnologici pensati per rendere più agevole l’uso del telefono, il conducente deve valutare se, in quel momento e in quelle condizioni di traffico, sia davvero opportuno utilizzarli o se sia preferibile rinviare la comunicazione a quando il veicolo è fermo in sicurezza.

Un ruolo importante è svolto anche dal sistema del punteggio sulla patente e dalla possibilità di sospensione breve prevista dall’articolo 218-ter del Codice della Strada. Sapere che determinate violazioni, tra cui quelle richiamate dall’articolo 173, possono contribuire a ridurre il punteggio fino a determinare la sospensione del titolo di guida, dovrebbe indurre il conducente a considerare l’uso del telefono non come un gesto banale, ma come una scelta che incide sulla propria storia di guida. Strumenti come i sistemi vivavoce o i comandi al volante possono essere utili solo se inseriti in una consapevolezza più ampia del fatto che la priorità assoluta deve restare il controllo del veicolo e l’attenzione alla strada.

Dal punto di vista delle abitudini, una condotta coerente con il Codice implica organizzare il viaggio in modo da ridurre al minimo la necessità di interagire con il telefono: ad esempio, predisponendo prima della partenza eventuali impostazioni di navigazione o di comunicazione, in modo da non doverle modificare durante la marcia. Quando si rende necessario intervenire sul dispositivo, la scelta più prudente è quella di fermarsi in un luogo consentito e sicuro, evitando soste improvvise o in zone vietate che potrebbero a loro volta costituire intralcio o pericolo per gli altri utenti della strada, in contrasto con i principi generali di circolazione.

In definitiva, gli strumenti tecnologici possono essere un supporto, ma non sostituiscono l’obbligo di prudenza e di rispetto delle norme di comportamento. Il Codice della Strada costruisce un sistema in cui l’uso del cellulare alla guida è valutato non solo in termini di divieti specifici, ma come parte di un più ampio dovere di garantire la sicurezza stradale. Adottare abitudini che limitino l’interazione con il telefono, scegliere di interrompere una conversazione quando le condizioni di traffico si fanno complesse e considerare sempre la possibilità di fermarsi in sicurezza prima di utilizzare il dispositivo sono comportamenti che si collocano pienamente nello spirito delle regole e contribuiscono a ridurre il rischio di incidenti.

 

Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.