Perché possono togliermi la patente per pochi punti rimasti?
Spiegazione delle regole sulla patente a punti e sulla sospensione breve con punteggio residuo basso
Arrivare ad avere pochi punti sulla patente può creare molta ansia, soprattutto perché alcune violazioni, anche singole, possono far scattare una sospensione “breve” proprio quando il punteggio residuo è basso. Il Codice della Strada disciplina in modo preciso sia il funzionamento della patente a punti sia i casi in cui, con meno di 20 punti, una nuova infrazione comporta automaticamente la sospensione temporanea del documento di guida.
Come funziona il sistema a punti e cosa significa avere meno di 20 punti
Il sistema della patente a punti è disciplinato dall’articolo 126-bis del Codice della Strada, che stabilisce che ad ogni rilascio della patente viene attribuito un punteggio iniziale di 20 punti, registrato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Ogni volta che il conducente commette determinate violazioni, in particolare quelle per cui è prevista la sospensione della patente o alcune norme di comportamento del titolo V, l’organo accertatore comunica la violazione all’anagrafe, e il punteggio viene decurtato secondo le misure indicate in apposite tabelle. Questo meccanismo fa sì che la patente non sia solo un documento, ma anche un indicatore del comportamento di guida nel tempo.
Avere meno di 20 punti non significa automaticamente perdere la patente, ma indica che si sono già subite delle decurtazioni a seguito di violazioni precedenti, e che quindi il profilo di rischio del conducente è stato valutato meno virtuoso. L’articolo 126-bis specifica anche che, quando vengono accertate contemporaneamente più violazioni tra quelle che comportano perdita di punti, la decurtazione massima complessiva per quel singolo episodio non può superare un tetto prestabilito, salvo i casi in cui sia prevista la sospensione o la revoca della patente. Questo limite serve ad evitare che un solo episodio determini una perdita sproporzionata, ma non impedisce comunque che il punteggio si riduca sensibilmente nel tempo.
Il fatto che il punteggio residuo risulti “inferiore a venti punti” assume però un significato specifico in relazione alla sospensione breve collegata al punteggio. L’articolo 218-ter stabilisce che, per alcune violazioni particolarmente rilevanti in termini di sicurezza, se al momento dell’accertamento il punteggio attribuito alla patente è già sceso sotto la soglia dei 20 punti, oltre alla sanzione pecuniaria si applica obbligatoriamente anche la sospensione della patente per un periodo determinato. In questo senso, scendere sotto i 20 punti significa entrare in una fascia di “attenzione” in cui una nuova infrazione può non solo ridurre ulteriormente il punteggio, ma anche portare alla sospensione.
Il legame tra numero di punti e conseguenze sulle sanzioni accessorie rende importante, per chi guida, considerare il punteggio non come un elemento astratto, ma come una componente concreta del proprio diritto di circolare. Disporre di un punteggio residuo più elevato offre un certo margine rispetto alle decurtazioni future, mentre avvicinarsi a soglie più basse aumenta la vulnerabilità rispetto alle previsioni peculiari che collegano specifiche condotte a una sospensione automatica. Per questo motivo, mantenere un comportamento rispettoso delle norme non serve solo ad evitare le multe, ma anche a conservare un “capitale punti” che riduce il rischio di conseguenze più gravi.
Le violazioni che fanno scattare la sospensione breve con pochi punti
La risposta alla domanda “perché possono togliermi la patente quando ho pochi punti rimasti?” si trova nell’articolo 218-ter del Codice della Strada, che disciplina espressamente la sospensione della patente in relazione al punteggio. Questa norma prevede che, nei confronti dei conducenti di veicoli a motore per i quali è richiesta la patente, quando l’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida evidenzia un punteggio inferiore a 20 punti, alcune violazioni fanno scattare automaticamente, oltre alla sanzione pecuniaria, anche la sanzione accessoria della sospensione della patente. Il presupposto è quindi duplice: da un lato deve esserci una delle violazioni elencate, dall’altro il punteggio residuo deve risultare già inferiore a venti punti al momento dell’accertamento.
Le violazioni che determinano questa sospensione breve sono elencate puntualmente dall’articolo 218-ter e richiamano altre disposizioni del Codice della Strada. Tra queste rientrano, ad esempio, il mancato rispetto di determinati segnali di senso vietato o di divieto di sorpasso previsti dall’articolo 6, comma 4, lettera b), alcune ipotesi di mancato rispetto della posizione dei veicoli sulla carreggiata disciplinate dall’articolo 143, e specifiche violazioni delle norme sulla precedenza previste dall’articolo 145. Sono comprese anche violazioni relative al rispetto dei segnali e degli ordini impartiti (articolo 146), agli obblighi verso i non vedenti (articolo 147), ai sorpassi vietati in situazioni particolari disciplinati dall’articolo 148 e alle distanze di sicurezza previste dall’articolo 149.
L’elenco prosegue includendo violazioni riguardanti i cambi di direzione, di corsia e gli altri casi di manovre disciplinate dall’articolo 154, gli obblighi di uso del casco per motocicli e ciclomotori richiamati dall’articolo 171 e i sistemi di ritenuta e altri dispositivi di sicurezza cui fa riferimento l’articolo 172. Rientrano inoltre, tra le condotte che con pochi punti residui portano alla sospensione, l’uso scorretto di apparecchi radiotelefonici o cuffie disciplinato dall’articolo 173, alcune violazioni dei tempi di guida e di riposo dei conducenti professionali previsti dall’articolo 174 e vari comportamenti irregolari durante la circolazione su autostrade e strade extraurbane principali, individuati dall’articolo 176. Il quadro è completato da specifiche previsioni rivolte ai conducenti in particolari condizioni, come quelli disciplinati dall’articolo 186-bis in materia di stato di ebbrezza per categorie particolari di conducenti, e dagli obblighi verso i pedoni richiamati dall’articolo 191.
Questa costruzione normativa rende chiaro che la sospensione breve collegata al punteggio residuo basso non si applica per qualsiasi infrazione, ma solo per un gruppo di violazioni ritenute particolarmente rilevanti ai fini della sicurezza della circolazione. Il legislatore, inserendo il riferimento al punteggio inferiore a venti punti come condizione di applicabilità, ha voluto legare la misura della sospensione non solo alla singola condotta, ma anche allo “stato” complessivo del conducente, valutato attraverso il sistema della patente a punti. In pratica, chi ha già accumulato diverse decurtazioni è considerato più a rischio, e per questo, se commette una delle violazioni indicate, subisce una reazione più incisiva rispetto a chi ha ancora l’intero punteggio.
È importante sottolineare che questa sospensione si aggiunge alla normale dinamica sanzionatoria. L’articolo 218-ter chiarisce infatti che, nei casi da esso contemplati, la sanzione accessoria della sospensione si applica “oltre” alla sanzione amministrativa pecuniaria prevista per la violazione specifica. Ciò significa che il conducente non solo deve far fronte al pagamento previsto, ma vede temporaneamente sospesa la propria abilità di guida, con conseguenze pratiche rilevanti nella vita quotidiana e lavorativa, proprio perché il sistema vuole esercitare una forte funzione di prevenzione nei confronti di chi si trova già in una posizione critica per via del punteggio ridotto.
Durata della sospensione in base al punteggio residuo
L’aspetto che spesso sorprende chi ha pochi punti residui è che, a parità di violazione, la durata della sospensione breve può cambiare proprio in funzione del punteggio ancora disponibile sulla patente. L’articolo 218-ter stabilisce espressamente che la durata della sospensione collegata al punteggio viene determinata sulla base di due fasce: una prima fascia riguarda chi ha meno di venti punti ma ancora almeno dieci, la seconda riguarda chi è sceso sotto i dieci punti. Questa impostazione evidenzia come il legislatore consideri più grave, a parità di infrazione, la condizione di chi si è spinto molto in basso con i punti, prevedendo per lui una sospensione più lunga.
Nel dettaglio, l’articolo 218-ter prevede che, quando viene accertata una delle violazioni elencate e il punteggio residuo è inferiore a venti ma pari o superiore a dieci punti, la sospensione breve della patente sia disposta per un periodo di sette giorni. Se invece, sempre in presenza di una delle violazioni indicate, il conducente risulta in possesso di un punteggio inferiore a dieci punti, la durata della sospensione sale a quindici giorni. Si tratta di una graduazione espressamente ancorata al punteggio residuo, che fa sì che la situazione diventi via via più gravosa man mano che ci si avvicina a un numero di punti molto basso.
Questi periodi di sospensione si aggiungono al normale funzionamento della sanzione accessoria della sospensione della patente, disciplinata dall’articolo 218, che definisce in generale la procedura di ritiro del documento, l’invio alla prefettura e l’adozione dell’ordinanza di sospensione. In quel contesto viene chiarito che il periodo di sospensione, all’interno dei limiti minimi e massimi fissati dalle singole norme, è determinato in relazione all’entità del danno, alla gravità della violazione e al pericolo derivante dall’ulteriore circolazione. La sospensione breve legata al punteggio, invece, ha già una durata prefissata di sette o quindici giorni a seconda della fascia di punti, proprio perché intende colpire in modo standardizzato un profilo di rischio specifico, senza richiedere una valutazione caso per caso sulla durata.
È rilevante notare che l’articolo 218, pur riferendosi in generale a tutte le ipotesi di sospensione, contempla anche la possibilità per il conducente, in assenza di incidente derivante dalla violazione, di chiedere al prefetto un permesso di guida limitato a determinate fasce orarie e motivato da esigenze di lavoro o da particolari situazioni personali. Questa possibilità, qualora riconosciuta, comporta tuttavia un prolungamento del periodo complessivo di sospensione, che viene aumentato in proporzione alle ore di guida autorizzate. In presenza di una sospensione breve legata al punteggio, il conducente deve quindi considerare con attenzione il bilanciamento tra la necessità di un permesso limitato e l’allungamento della sospensione complessiva, sempre nel rispetto dei parametri previsti dalla norma.
Strategie per evitare di arrivare alla soglia critica di punti
Per non trovarsi nella situazione in cui una singola violazione, commessa con pochi punti residui, faccia scattare la sospensione breve, la principale strategia è quella di mantenere un comportamento di guida che riduca al minimo le decurtazioni. Il sistema della patente a punti, come emerge dall’articolo 126-bis, collega infatti la perdita di punti a specifiche violazioni, in particolare a quelle per cui è prevista anche la sospensione della patente o che riguardano norme di comportamento centrali per la sicurezza stradale. Ogni volta che si evita una di queste violazioni, si preserva il proprio punteggio e si rimane lontani dalla fascia critica che espone al rischio di sospensione automatica prevista dall’articolo 218-ter.
Un elemento chiave consiste nel prestare particolare attenzione proprio alle condotte richiamate in articolo 218-ter del Codice della Strada, perché, una volta che il punteggio sia sceso sotto i venti punti, la loro commissione porta automaticamente alla sospensione. Ciò significa, ad esempio, curare con scrupolo il rispetto della precedenza e dei segnali, mantenere distanze di sicurezza adeguate, osservare le regole sui sorpassi e sugli spostamenti di corsia, utilizzare correttamente i dispositivi di sicurezza come il casco e le cinture, e attenersi alle norme comportamentali su autostrade e strade extraurbane principali. Ridurre le occasioni di infrazione in questi ambiti è uno dei modi più diretti per non peggiorare ulteriormente una situazione di punteggio già ridotto.
Un’ulteriore attenzione va posta alla consapevolezza del proprio punteggio, che, essendo annotato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, costituisce il parametro di riferimento utilizzato per verificare se, al momento dell’accertamento di una nuova violazione, si ricade o meno nella fascia in cui la sospensione breve diventa obbligatoria. Tenere a mente che scendere sotto i venti punti non è un semplice dato numerico, ma un vero e proprio “campanello d’allarme”, aiuta a modificare le proprie abitudini di guida in senso più prudente, riducendo il rischio di ulteriori decurtazioni. Chi si trova vicino alla soglia dei dieci punti, in particolare, deve considerare che una nuova infrazione tra quelle elencate dall’articolo 218-ter non solo comporta la sospensione, ma la porta automaticamente alla durata più lunga prevista di quindici giorni.
Infine, sul piano pratico, è utile considerare che il sistema delle sanzioni accessorie, delineato in generale dall’articolo 218, mostra come il legislatore utilizzi la sospensione della patente come strumento per incidere direttamente sulla possibilità di circolare quando il comportamento complessivo del conducente è ritenuto a rischio. Adottare in modo costante uno stile di guida rispettoso delle norme, non solo per evitare singole multe ma per preservare il proprio patrimonio di punti, diventa quindi una vera e propria forma di tutela preventiva della propria libertà di movimento. In questo quadro, conoscere il funzionamento del sistema a punti e le conseguenze specifiche previste dagli articoli 126-bis e 218-ter permette di prendere decisioni di guida più consapevoli e di evitare di trovarsi improvvisamente nella condizione in cui, con pochi punti rimasti, una sola infrazione determina la sospensione della patente.
Fonti normative
- Articolo 126-bis del Codice della Strada – disciplina la patente a punti e le modalità di decurtazione del punteggio
- Articolo 218-ter del Codice della Strada – regola la sospensione della patente in relazione al punteggio residuo e alle specifiche violazioni richiamate
- Articolo 218 del Codice della Strada – disciplina in generale la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida
Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.