Pirata della strada protetto dal papà. Serve la recidiva per l’alcol
Qualche ora fa, un pirata della strada travolge e uccide Mirko Lovecchio, 17 anni, che andava in bicicletta sulla provinciale che collega Vaprio a Cassano d’Adda. Scagliato contro un muretto di recinzione, è morto sul colpo. Pirata in fuga. Un vigliacco.
Il padre del pirata, 76 anni, dichiara di esser lui al volante della Opel Corsa che aveva travolto Mirko. Voleva coprire il figlio. I Carabinieri non abboccano. Alla guida c’era un 34enne, operaio.
Vado al cuore del problema. Il 34enne ha subìto in passato la sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza e per eccesso di velocità. Ma la legge gli consente di guidare. Magari anche in futuro potrà ancora mettersi al volante. Una mina vagante, come ce ne sono tante, pronto a uccidere. E allora serve la recidiva. Ossia: ti sospendono due volte la patente per gravi motivi? Tu non guidi più. Chiuso. Io ti revoco la patente. Se vuoi ammazzare qualcuno in auto, va’ all’estero. In Italia serve la mano durissima contro questi ubriaconi, difesi da qualche politico da strapazzo che va delirando sulla scarsa rilevanza degli incidenti dovuti all’alcol.