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Posta elettronica certificata: uno strumento utile per l’automobilista? PECcato che ci siano tre lati oscuri…

PECcato che non ci entusiasmi
diEzio Notte

Posta elettronica certificata: in funzione di una sua possibile utilità per l’automobilista, analizziamo insieme tre lati oscuri della Pec. Magari qualcuno saprà illuminare noi di Automobilista.it

a) Ci pare d’aver capito che il messaggio è dato per ricevuto nel momento in cui lo riceviamo, e non quando (e se) lo leggiamo effettivamente. Ergo, la casella Pec va consultata costantemente. Anzi, ossessivamente. Altrimenti, corri il rischio di dimenticarti un qualche adempimento. Esempio: ti arriva una multa via Pec; non apri la Pec per 65 giorni; dovrai pagare il doppio della sanzione originaria, perché sono trascorsi più di 60 giorni dalla notifica, e perderai il diritto di fare ricorso al Giudice di pace o al Prefetto.

b) È vero: a volte la posta cartacea raccomandata non arriva. Specie in certe sperdute zone d’Italia. Ma in questo caso, puoi dimostrarlo e avere più tempo per non pagare una multa o per svolgere altri adempimenti. Invece, con la Pec, non sfuggi. Ti arriva di sicuro: amen.

c) Esiste la possibilità che tu becchi un virus sul tuo computer. In questo caso, potresti essere costretti a formattarlo. E se non hai stampato l’e-mail della multa o del provvedimento, non hai modo di recuperarla.