Cerca

Prime 15 multe ai monopattini: cosa cambia a Savona

Perché sono arrivate le prime multe a Savona

diEzio Notte

In sintesi. Regole locali sui monopattini a Savona, comportamenti più a rischio di sanzione e margini di intervento del Comune tra controlli, divieti e gestione della circolazione urbana

  • Perché sono arrivate le prime multe a Savona
  • Quali regole sui monopattini fanno scattare le sanzioni
  • Cosa cambia per automobilisti, residenti e utenti della micromobilità
  • Le città possono davvero imporre stretta e divieti locali

Prime sanzioni ai monopattini elettrici a Savona hanno riportato al centro un tema che tocca chiunque si muova in città: convivenza tra auto, pedoni e micromobilità. Gli errori ricorrenti sono spesso gli stessi: marciapiedi usati come corsie, circolazione contromano, soste disordinate. Capire quali comportamenti fanno scattare i controlli aiuta a evitare multe e conflitti con gli altri utenti della strada.

Perché sono arrivate le prime multe a Savona

Le prime multe ai monopattini a Savona sono il risultato di una stretta sui controlli decisa a livello locale per rispondere a segnalazioni di residenti, automobilisti e commercianti. Nelle zone a maggiore traffico pedonale e veicolare, l’aumento di monopattini in circolazione ha reso più frequenti situazioni di rischio: slalom tra le persone sui marciapiedi, attraversamenti improvvisi sulle strisce, sorpassi tra le auto in coda. In questo contesto l’amministrazione ha scelto di rendere visibile la presenza delle forze dell’ordine per dissuadere i comportamenti più pericolosi.

Quando in pochi giorni emergono diverse sanzioni, significa che i controlli sono mirati su alcune condotte ritenute prioritarie. Non si tratta solo di “punire” i monopattini, ma di dare un segnale chiaro su come devono integrarsi nella circolazione urbana. Se in una determinata via le segnalazioni riguardano soprattutto marciapiedi occupati o incroci caotici, è proprio lì che gli agenti si concentrano: chi utilizza un monopattino e chi guida un’auto deve aspettarsi maggiori verifiche nelle zone già note come critiche per traffico e sicurezza.

Quali regole sui monopattini fanno scattare le sanzioni

Le violazioni che più facilmente portano a una multa per chi guida un monopattino ricalcano molte delle regole previste per le biciclette e, in parte, per i ciclomotori. In genere vengono considerati particolarmente gravi, e quindi più controllati, alcuni comportamenti ricorrenti:

  • Circolare sui marciapiedi o nelle aree pedonali affollate senza autorizzazione.
  • Procedere contromano nelle strade a senso unico o nelle rotatorie.
  • Passare con il rosso o non dare precedenza ai pedoni in attraversamento.
  • Trasportare passeggeri su monopattini omologati per una sola persona.
  • Usare il monopattino senza le dotazioni minime di sicurezza previste.
  • Lasciare il mezzo in sosta in modo da ostruire passi carrabili o passaggi pedonali.

Un altro fronte delicato è quello della guida distratta o alterata. Se un conducente di monopattino utilizza il cellulare tenendolo in mano, o circola di notte senza luci visibili, espone sé e gli altri a un rischio immediato, con conseguenze che possono coinvolgere anche gli automobilisti in caso di frenate improvvise o tamponamenti. Ancora più critiche sono le situazioni in cui emergono comportamenti che ricordano quelli sanzionati alla guida di un’auto: se una pattuglia rileva un forte odore di alcol o una condotta manifestamente pericolosa (zigzag, perdita di equilibrio continua, mancato rispetto di ripetuti segnali), il controllo diventa approfondito e può tradursi in sanzioni pesanti e, nelle ipotesi più serie, nel sequestro del veicolo.

Cosa cambia per automobilisti, residenti e utenti della micromobilità

L’avvio di una stretta locale sui monopattini modifica gli equilibri della circolazione urbana non solo per chi li utilizza, ma anche per chi vive e guida in città. Per gli automobilisti, la principale novità è la maggiore prevedibilità dei comportamenti dei mezzi leggeri: se i monopattini si allineano alle regole di corsia e precedenza, le manovre in uscita da incroci o parcheggi diventano meno rischiose. Chi guida un’auto, tuttavia, deve comunque prepararsi a rallentare in prossimità di stalli dedicati, piste ciclabili e fermate del trasporto pubblico, dove più spesso si concentrano i flussi della micromobilità.

Per i residenti, un controllo più severo può ridurre l’occupazione disordinata dei marciapiedi e l’uso improprio delle aree condominiali o dei portoni d’ingresso come parcheggio di monopattini. Se, ad esempio, in un condominio del centro storico i mezzi vengono lasciati sistematicamente davanti alle rampe per disabili o ai portoni, una segnalazione al comando di polizia locale può innescare sopralluoghi e rimozioni. Per gli utenti della micromobilità, invece, il contesto richiede maggiore attenzione alla scelta dei percorsi: se si sa che in una determinata via i controlli sono frequenti, conviene verificare in anticipo la presenza di piste ciclabili o di strade alternative meno trafficate, evitando soluzioni “creative” sui marciapiedi che possono portare a una sanzione e a tensioni con i pedoni.

Le città possono davvero imporre stretta e divieti locali

Quando un Comune decide di intervenire sui monopattini, lo fa all’interno di margini precisi, legati alle competenze sulla circolazione e sulla sicurezza urbana. Le amministrazioni possono, in genere, delimitare aree dove l’accesso ai veicoli della micromobilità viene regolato o vietato, ad esempio in certe zone pedonali, lungo i lungomare o in tratti particolarmente stretti dei centri storici. Possono inoltre definire aree di sosta dedicate, istituire stalli riservati e regolamentare i servizi in sharing stabilendo perimetri operativi e modalità di parcheggio. Ogni stretta locale, però, deve tenere conto delle regole generali sulla circolazione e non può contraddirle apertamente.

Per chi usa i monopattini, questo significa che, anche in assenza di una segnaletica “speciale”, conviene sempre verificare con attenzione cartelli, ZTL, limiti e divieti già presenti per gli altri veicoli. Se, ad esempio, un tratto di lungomare è chiaramente indicato come area pedonale con divieto di transito ai velocipedi, attraversarlo in monopattino espone al rischio concreto di multa, soprattutto in presenza di controlli mirati. Per gli automobilisti e i residenti, invece, conoscere in quali ambiti il Comune può intervenire aiuta a capire dove indirizzare le proprie richieste: segnalazioni su marciapiedi impraticabili o su incroci pericolosi possono tradursi non solo in singole sanzioni, ma anche in modifiche stabili alla viabilità, con percorsi separati e regole più chiare per tutti gli utenti della strada.