Quale documento ha sostituito il libretto di circolazione dell’auto, se esiste una nuova denominazione o formato?
Spiegazione del passaggio dal libretto di circolazione al Documento Unico e di come cambia la gestione dei documenti del veicolo
Molti automobilisti si chiedono se il vecchio libretto di circolazione esista ancora o se sia stato sostituito da un nuovo documento con un altro nome e formato. Il rischio più comune è confondere i documenti “storici” dell’auto con il nuovo modello rilasciato oggi, con dubbi su cosa portare a bordo e cosa presentare in caso di controlli o pratiche al PRA. Chiarire le differenze evita errori in strada e allo sportello.
Cos’era e cos’è oggi il libretto di circolazione
La prima domanda da chiarire è cosa si intenda per “libretto di circolazione”. Tradizionalmente, con questa espressione si indica la carta di circolazione, cioè il documento rilasciato dalla Motorizzazione che riporta i dati tecnici del veicolo, la targa, il numero di telaio e l’intestatario. Secondo quanto continua a indicare l’Automobile Club d’Italia, la carta di circolazione resta il documento necessario alla circolazione che il conducente deve avere con sé quando guida, perché attesta l’idoneità del veicolo a circolare su strada.
Oggi però, per molti veicoli, la carta di circolazione non è più l’unico documento rilasciato: le norme sulla semplificazione amministrativa hanno introdotto il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà (spesso abbreviato in DUC o DU). Questo nuovo modello integra in un solo supporto le informazioni che prima erano distribuite tra libretto e certificato di proprietà. Chi possiede ancora il vecchio libretto non è obbligato a sostituirlo spontaneamente, ma deve sapere che, al verificarsi di determinati eventi (come un passaggio di proprietà o un duplicato), riceverà il nuovo formato unificato.
Introduzione del Documento Unico: cosa prevede la riforma
Per capire quale documento ha sostituito il libretto di circolazione è utile richiamare la riforma che ha creato il Documento Unico. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha spiegato che il DU nasce dall’attuazione di una riforma della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti per gli automobilisti e ridurre la duplicazione di archivi tra Motorizzazione e Pubblico Registro Automobilistico. In pratica, si è deciso di unificare in un solo atto i dati tecnici e quelli giuridici di proprietà del veicolo.
Un comunicato del MIT ha chiarito che il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà è il nuovo documento che sostituisce la carta di circolazione e il certificato di proprietà per i veicoli iscritti al PRA, con decorrenza fissata dalla riforma stessa per autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, come indicato nel comunicato sul via libera al documento unico da parte del Consiglio dei Ministri (comunicato MIT sul documento unico). Un’ulteriore nota del Ministero ha ribadito che la carta di circolazione, redatta su modello europeo, diventa il documento unico di circolazione e di proprietà, sostituendo i due documenti precedenti, pur mantenendo validi quelli già rilasciati fino a quando non intervenga una modifica dei dati del veicolo (approfondimento MIT sul documento unico).
In che senso il DUC sostituisce libretto e certificato di proprietà
Dire che il Documento Unico “sostituisce” il libretto di circolazione non significa che i vecchi libretti siano automaticamente annullati. Secondo quanto riportato dall’ACI, il DU è stato introdotto dal decreto legislativo che ha riformato la materia proprio per prendere il posto, per i veicoli iscritti al PRA, sia della carta di circolazione sia del certificato di proprietà, concentrando in un solo documento tutte le informazioni prima distribuite su due supporti distinti (scheda ACI sul Documento Unico). Questo comporta che, per le nuove immatricolazioni e per molte pratiche successive, non vengano più emessi due documenti separati.
Per chi possiede già un’auto con libretto e certificato di proprietà “tradizionali”, la sostituzione avviene di norma in occasione di un evento amministrativo che richiede l’emissione di un nuovo documento: ad esempio un passaggio di proprietà, un aggiornamento dei dati o un duplicato. In quel momento, al posto di un nuovo libretto e di un nuovo certificato, viene rilasciato il Documento Unico. Se non interviene alcun evento, i documenti esistenti restano validi. Una fonte di settore ha ricordato che carta di circolazione e certificato di proprietà emessi prima di una certa data continuano a valere fino a quando non si renda necessario il rilascio del DU, richiamando il decreto legislativo istitutivo del documento unico (approfondimento media sul DU).
Come riconoscere il nuovo documento rispetto al vecchio libretto
Per distinguere concretamente il Documento Unico dal vecchio libretto di circolazione occorre guardare sia alla grafica sia alle informazioni riportate. Il vecchio libretto è una carta di circolazione in formato tipicamente pieghevole, con intestazione che richiama la Motorizzazione e una struttura pensata soprattutto per i dati tecnici del veicolo: cilindrata, massa, potenza, omologazione, oltre ai dati dell’intestatario. Il certificato di proprietà, invece, era un documento separato, emesso dal PRA, con un’impostazione più giuridica, dedicata alla titolarità del veicolo e alle eventuali formalità iscritte.
Il Documento Unico, come chiarito dal MIT, nasce proprio dalla trasformazione della carta di circolazione redatta su modello europeo in un documento che contiene anche le informazioni di proprietà. Questo significa che, sul nuovo supporto, l’automobilista trova sia i dati tecnici necessari alla circolazione sia le indicazioni relative all’intestatario giuridico e alle eventuali annotazioni sul veicolo. Se, ad esempio, si ha in mano un documento che riporta esplicitamente la dicitura di Documento Unico di Circolazione e di Proprietà, con struttura conforme al modello europeo e senza un certificato di proprietà separato, si è di fronte al nuovo formato che ha preso il posto del tradizionale “pacchetto” libretto + certificato.
Cosa cambia per controlli su strada, passaggi di proprietà e smarrimenti
Per i controlli su strada, la domanda chiave è se il conducente debba portare con sé il vecchio libretto, il Documento Unico o entrambi. L’ACI continua a indicare la carta di circolazione (cioè il libretto, o il suo equivalente nel nuovo formato) come documento necessario alla circolazione che il conducente deve avere sempre a bordo, rilasciato dalla Motorizzazione Civile (indicazioni ACI su documenti e obblighi). In pratica, se il veicolo è ancora dotato di libretto tradizionale, sarà quello a dover essere esibito; se invece è stato rilasciato il Documento Unico, sarà quest’ultimo a valere come documento da mostrare alle forze dell’ordine. In un controllo, se l’agente chiede il libretto e il conducente presenta il DU, la richiesta è comunque soddisfatta perché il DU svolge la stessa funzione, integrata con quella del certificato di proprietà.
Per passaggi di proprietà, smarrimenti, furti o deterioramenti, il Documento Unico diventa il riferimento operativo. Il MIT specifica che, in caso di smarrimento o furto della carta di circolazione o del Documento Unico, la procedura porta al rilascio di un nuovo Documento Unico di Circolazione e di Proprietà del veicolo, superando quindi il vecchio schema a due documenti (pagina MIT su smarrimento o furto). Analogamente, per deterioramento o distruzione della carta di circolazione o del DU, la richiesta di duplicato comporta l’emissione di un nuovo Documento Unico, come chiarito dallo stesso Ministero (indicazioni MIT su deterioramento o distruzione). In pratica, se oggi un automobilista perde il vecchio libretto, non riceverà più un semplice duplicato del libretto, ma un DU che sostituirà definitivamente sia il libretto sia il certificato di proprietà, allineando la sua posizione al nuovo sistema documentale.