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Quale limite di velocità vale per i neopatentati in autostrada?

Limiti di velocità in autostrada per neopatentati, riferimenti al Codice della Strada e consigli pratici per una guida sicura nei primi tre anni di patente

Limiti di velocità per neopatentati in autostrada: cosa prevede il Codice
diEzio Notte

Capire quale limite di velocità deve rispettare un neopatentato in autostrada è fondamentale per evitare sanzioni e, soprattutto, per viaggiare in sicurezza. Il Codice della Strada disciplina in modo preciso sia i limiti generali di velocità, sia le limitazioni specifiche per chi ha conseguito da poco la patente, con alcune eccezioni legate ai veicoli per persone invalide e alla presenza di un istruttore a fianco. In questo articolo analizziamo in dettaglio cosa prevede la normativa, come funzionano i controlli e quali accorgimenti adottare per guidare in autostrada nei primi anni di patente.

Definizione di neopatentato nel Codice della strada

Nel linguaggio comune si parla spesso di “neopatentato”, ma il Codice della Strada non utilizza questa espressione come definizione autonoma. La normativa fa invece riferimento, in modo puntuale, ai primi tre anni dal conseguimento della patente per alcune categorie di abilitazioni alla guida. L’articolo 117 del Codice della Strada stabilisce che le limitazioni riguardano le patenti di categoria A2, A, B1 e B, individuando per questi conducenti specifici vincoli di velocità e di potenza dei veicoli. In pratica, quando si parla di neopatentato in relazione ai limiti di velocità in autostrada, ci si riferisce al titolare di una di queste patenti nei primi tre anni dal superamento dell’esame di guida.

Lo stesso articolo precisa che le limitazioni decorrono in modo automatico dalla data di superamento dell’esame di cui all’articolo 121, senza bisogno di ulteriori provvedimenti o annotazioni per farle valere. Questo significa che il conducente è tenuto a conoscere e rispettare tali limiti fin dal primo giorno in cui ottiene la patente, indipendentemente da eventuali indicazioni aggiuntive. La durata triennale è un elemento centrale: trascorso questo periodo, le restrizioni specifiche per i neopatentati cessano, fermo restando l’obbligo di rispettare tutti gli altri limiti di velocità previsti per la generalità degli utenti.

Un altro aspetto importante riguarda la categoria di patente. L’articolo 125 disciplina le condizioni per il rilascio delle diverse categorie e la loro validità incrociata. Questo quadro è utile per capire quali conducenti rientrano effettivamente nel regime dei primi tre anni: ad esempio, chi consegue una patente B dopo aver già posseduto altre categorie può comunque essere soggetto alle limitazioni previste per la nuova abilitazione, in quanto il riferimento è al momento del rilascio della specifica categoria interessata dalle restrizioni.

È bene ricordare che le limitazioni non riguardano solo la velocità, ma anche la potenza specifica dei veicoli che il neopatentato può guidare. Il comma 2-bis dell’articolo 117 stabilisce infatti che, per i titolari di patente B nei primi tre anni, non è consentita la guida di autoveicoli con potenza specifica superiore a 75 kW/t, con un ulteriore limite di potenza massima pari a 105 kW per i veicoli di categoria M1, inclusi quelli elettrici o ibridi plug-in. Questo completa il quadro della figura del neopatentato, che non è definita da un’età anagrafica, ma dal tempo trascorso dal conseguimento della patente e dalle caratteristiche tecniche del veicolo condotto.

Limiti di velocità in autostrada per i primi tre anni di patente

Per capire quale limite di velocità deve rispettare un neopatentato in autostrada, occorre combinare le disposizioni generali sui limiti con quelle specifiche per i primi tre anni di patente. L’articolo 142 del Codice della Strada stabilisce che, ai fini della sicurezza della circolazione, la velocità massima in autostrada è fissata in 130 km/h, con la possibilità di elevare il limite fino a 150 km/h su particolari tratti, e con riduzioni in caso di precipitazioni atmosferiche. Questi valori rappresentano il quadro generale valido per la maggior parte dei conducenti, salvo diverse indicazioni della segnaletica.

Per i neopatentati, però, interviene la disciplina speciale dell’articolo 117, che al comma 2 stabilisce espressamente che, per i primi tre anni dal conseguimento delle patenti A2, A, B1 e B, non è consentito il superamento della velocità di 100 km/h per le autostrade e di 90 km/h per le strade extraurbane principali. In pratica, anche se il limite generale in autostrada è 130 km/h (o eventualmente superiore, se elevato dall’ente proprietario), il neopatentato deve attenersi al tetto di 100 km/h. Questo limite opera come vincolo personale del conducente, indipendentemente dal fatto che la strada consenta velocità maggiori.

È importante sottolineare che le limitazioni di cui all’articolo 117 sono automatiche e decorrono dalla data di superamento dell’esame di guida, come specificato dal comma 4 dello stesso articolo. Non è quindi necessario alcun provvedimento aggiuntivo per renderle efficaci, né il conducente può invocare la mancata conoscenza della norma per giustificare un eventuale superamento del limite di 100 km/h in autostrada. La durata triennale va calcolata a partire da tale data, e solo dopo il suo decorso il conducente potrà adeguarsi ai limiti generali previsti dall’articolo 142.

Nel contesto autostradale, la disciplina dei limiti di velocità si inserisce nel più ampio quadro della classificazione delle strade fornita dall’articolo 2 del Codice della Strada, che definisce l’autostrada come strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, riservata a determinate categorie di veicoli e contraddistinta da appositi segnali di inizio e fine. Questa definizione è rilevante perché le limitazioni di velocità per i neopatentati si applicano proprio in funzione della tipologia di strada percorsa: 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali, mentre restano fermi gli altri limiti per le diverse categorie di strade.

Segnaletica, controlli e sanzioni per eccesso di velocità

Il rispetto dei limiti di velocità, generali e specifici per i neopatentati, è strettamente collegato alla segnaletica stradale e ai controlli effettuati dagli organi di polizia. L’articolo 40 del Codice della Strada disciplina i segnali orizzontali, che comprendono strisce longitudinali, trasversali, frecce direzionali, iscrizioni e simboli, destinati a regolare la circolazione e a guidare gli utenti. Sebbene i limiti di velocità siano normalmente indicati da segnaletica verticale, la presenza di segni orizzontali contribuisce a organizzare il flusso del traffico in autostrada, favorendo una marcia più ordinata e sicura, soprattutto per chi ha meno esperienza di guida.

Per quanto riguarda l’accertamento delle violazioni, l’articolo 201 del Codice della Strada regola la notificazione delle violazioni quando non è possibile la contestazione immediata. In particolare, prevede che, nei casi in cui la violazione non possa essere contestata sul posto, il verbale debba essere notificato all’effettivo trasgressore entro determinati termini. Tra le ipotesi in cui la contestazione immediata non è necessaria, rientra l’impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità, situazione tipica dei controlli effettuati tramite dispositivi automatici o postazioni di rilevamento in autostrada.

Le sanzioni per il superamento dei limiti di velocità sono disciplinate dall’articolo 142, che collega la gravità della violazione all’entità del superamento del limite. Sebbene il testo distingua diverse fasce di eccesso di velocità, il principio di fondo è che l’aumento del rischio per la sicurezza stradale comporta sanzioni via via più severe, anche con possibili sanzioni accessorie sulla patente. Per un neopatentato, il riferimento non è solo al limite generale della strada, ma al limite personale di 100 km/h in autostrada: superare tale soglia può quindi integrare una violazione, anche se il limite generale per gli altri conducenti è più elevato.

La disciplina generale delle sanzioni amministrative è richiamata dall’articolo 194 del Codice della Strada, che rinvia alle disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 per quanto riguarda l’applicazione delle sanzioni pecuniarie. Questo quadro normativo assicura che le violazioni dei limiti di velocità, comprese quelle commesse dai neopatentati, siano trattate secondo criteri uniformi, con possibilità di applicare anche misure accessorie come il fermo o la confisca del veicolo nei casi previsti da altre disposizioni del Codice. Per il conducente alle prime esperienze, ciò significa che un comportamento imprudente in autostrada può avere conseguenze rilevanti non solo economiche, ma anche sulla possibilità di continuare a guidare.

Casi particolari: veicoli per persone invalide e istruttore a fianco

La normativa prevede alcune deroghe specifiche alle limitazioni per i neopatentati, che assumono particolare rilievo anche in ambito autostradale. Il comma 2-bis dell’articolo 117 stabilisce che le limitazioni relative alla potenza dei veicoli non si applicano ai veicoli adibiti al servizio di persone invalide, autorizzate ai sensi dell’articolo 188, purché la persona invalida sia presente sul veicolo. In questo caso, il legislatore ha inteso favorire la mobilità delle persone con disabilità, consentendo al conducente neopatentato di utilizzare veicoli che, altrimenti, supererebbero i limiti di potenza previsti per i primi tre anni di patente.

Un’ulteriore eccezione riguarda la presenza, a fianco del conducente, di una persona che svolge funzione di istruttore. Sempre il comma 2-bis dell’articolo 117 prevede che le limitazioni sulla potenza non si applichino se accanto al conducente si trova una persona di età non superiore a sessantacinque anni, munita di patente valida per la stessa categoria, conseguita da almeno dieci anni, oppure valida per la categoria superiore. Questa figura di istruttore informale, distinta da quella delle autoscuole, è pensata per accompagnare il conducente meno esperto, offrendo un supporto nella gestione del veicolo e delle situazioni di traffico più complesse, come quelle tipiche dell’autostrada.

La presenza dell’istruttore è disciplinata in modo più dettagliato dall’articolo 122 del Codice della Strada, che regola le esercitazioni di guida. Questo articolo stabilisce che l’autorizzazione a esercitarsi consente all’aspirante di guidare, purché al suo fianco si trovi una persona con i requisiti di età e di anzianità di patente sopra ricordati, la quale deve vigilare sulla marcia del veicolo e intervenire tempestivamente in caso di necessità. Sebbene tale disciplina riguardi in primo luogo chi non ha ancora conseguito la patente, i requisiti individuati per l’istruttore sono richiamati anche nel contesto delle limitazioni per i neopatentati, delineando una figura di accompagnatore esperto che può contribuire a una guida più sicura.

Per quanto riguarda i veicoli per persone invalide, è utile richiamare anche la nozione di veicolo fornita dall’articolo 46 del Codice della Strada, che esclude espressamente dalla definizione di veicolo le macchine per uso di invalidi rientranti tra gli ausili medici secondo le disposizioni vigenti. Questo significa che, quando si parla di veicoli adibiti al servizio di persone invalide ai sensi dell’articolo 188, ci si riferisce a veicoli veri e propri, soggetti alle norme del Codice, ma destinati al trasporto di persone con disabilità. In tali casi, le deroghe alle limitazioni di potenza per i neopatentati si inseriscono in un quadro più ampio di tutela del diritto alla mobilità.

Consigli pratici per guidare in sicurezza in autostrada da neopatentati

Le norme del Codice della Strada sui limiti di velocità e sulle limitazioni per i neopatentati vanno lette alla luce del principio generale di sicurezza sancito dall’articolo 140 del Codice della Strada, secondo cui gli utenti devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione e da salvaguardare in ogni caso la sicurezza stradale. Per un conducente nei primi tre anni di patente, questo principio si traduce in una particolare attenzione alla velocità tenuta in autostrada, al rispetto delle distanze di sicurezza e alla corretta interpretazione della segnaletica, anche quando il traffico è intenso o le condizioni atmosferiche sono sfavorevoli.

Un elemento centrale della guida sicura in autostrada è il mantenimento di una distanza di sicurezza adeguata dal veicolo che precede. L’articolo 149 del Codice della Strada stabilisce che i veicoli devono tenere una distanza tale da garantire in ogni caso l’arresto tempestivo ed evitare collisioni. Questo obbligo vale per tutti i conducenti, ma assume particolare rilievo per chi ha meno esperienza, perché la percezione degli spazi di frenata e dei tempi di reazione si affina con la pratica. Una distanza insufficiente, soprattutto alle velocità autostradali, può portare a tamponamenti con conseguenze gravi, anche in assenza di eccessi di velocità rispetto ai limiti.

Per muoversi in autostrada in modo consapevole, il neopatentato deve anche conoscere la classificazione delle strade e le loro caratteristiche, come definite dall’articolo 2. Sapere di trovarsi su un’autostrada, su una strada extraurbana principale o su un altro tipo di arteria aiuta a interpretare correttamente i limiti di velocità applicabili e a prevedere il comportamento degli altri utenti. In autostrada, ad esempio, la presenza di carreggiate indipendenti, corsie di emergenza e aree di servizio impone una gestione attenta dei cambi di corsia, degli ingressi e delle uscite, aspetti che richiedono particolare prudenza da parte di chi ha appena iniziato a guidare.

Infine, è essenziale che il neopatentato abbia sempre con sé i documenti di circolazione e di guida richiesti. L’articolo 180 del Codice della Strada prevede che, per circolare con veicoli a motore, il conducente debba avere con sé la carta di circolazione, la patente valida per la categoria del veicolo, l’eventuale autorizzazione per l’esercitazione alla guida e il certificato di assicurazione obbligatoria. La persona che funge da istruttore durante le esercitazioni deve a sua volta avere con sé la patente prescritta. Anche se queste disposizioni valgono per tutti, per un neopatentato rappresentano un ulteriore richiamo alla necessità di affrontare il viaggio in autostrada in modo organizzato e responsabile, riducendo al minimo le situazioni di rischio e le possibili contestazioni da parte degli organi di controllo.

 

Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.