Quale mano devo tenere sulla strada secondo il Codice?
Norme del Codice della Strada sulla mano da tenere, posizionamento in carreggiata, corsie, sanzioni e responsabilità in caso di incidente
La scelta della “mano da tenere” in carreggiata non è solo una regola di buon senso, ma un obbligo tecnico preciso che incide sulla sicurezza, sulla fluidità del traffico e sulla responsabilità in caso di incidente. Il Codice della Strada disciplina in modo puntuale la posizione dei veicoli sulla carreggiata, distinguendo tra strade a doppio senso, senso unico, carreggiate con più corsie e situazioni particolari come curve, incroci e tratti autostradali. Conoscere nel dettaglio queste norme è fondamentale per evitare condotte irregolari che possono tradursi in sanzioni, perdita di punti sulla patente e, nei casi più gravi, in responsabilità aggravate in caso di sinistro.
Regola generale della mano da tenere in carreggiata
La regola cardine sulla mano da tenere è contenuta nell’articolo 143 del Codice della Strada, che stabilisce l’obbligo per i veicoli di circolare sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro, anche quando la strada è libera. Questo significa che il conducente non può scegliere liberamente la posizione in carreggiata in base alla comodità o alla velocità, ma deve mantenere una traiettoria aderente al margine destro, salvo i casi in cui sia necessario spostarsi per sorpassare o per eseguire manovre consentite. La norma ha una funzione preventiva: riduce il rischio di collisioni frontali e laterali e rende più prevedibile il comportamento dei veicoli per tutti gli utenti della strada.
La stessa disposizione precisa che i veicoli sprovvisti di motore e gli animali devono essere tenuti il più vicino possibile al margine destro della carreggiata. Questo estende il principio della “mano destra” anche alle categorie di traffico più lente o vulnerabili, come carri trainati da animali o altri veicoli privi di motore, in modo da lasciare la parte centrale della carreggiata ai flussi veicolari più rapidi. La regola è ulteriormente modulata per i velocipedi in alcune particolari infrastrutture ciclabili, dove è consentita una maggiore libertà di posizionamento, ma il principio generale resta quello di una circolazione ordinata e prevedibile.
Il Codice collega la posizione sulla carreggiata anche alle condizioni geometriche della strada. Lo stesso articolo prevede infatti che l’obbligo di tenersi il più vicino possibile al margine destro si applichi a tutti i veicoli quando si incrociano, percorrono una curva o un raccordo convesso, salvo che si tratti di strade a due carreggiate separate, di carreggiate con almeno due corsie per senso di marcia o di carreggiate a senso unico. In queste situazioni, la “mano destra” diventa ancora più stringente per ridurre il rischio di urti frontali o di invasione della corsia opposta in tratti a visibilità limitata.
È importante sottolineare che la regola della mano da tenere si integra con le prescrizioni generali di prudenza e di rispetto delle norme di circolazione. Le segnalazioni degli agenti del traffico, ad esempio, prevalgono su segnaletica e norme generali: l’articolo 43 del Codice della Strada stabilisce che gli utenti devono ottemperare senza indugio alle segnalazioni degli agenti, che possono anche imporre disposizioni in contrasto con le regole ordinarie. In pratica, se un agente dispone un diverso utilizzo delle corsie o della carreggiata per esigenze di sicurezza o fluidità, tale ordine prevale temporaneamente sulla regola generale della mano destra.
Posizionamento del veicolo in rettilineo e in curva
In rettilineo, la regola di base è che il veicolo deve mantenersi sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro, anche in assenza di traffico intenso. Questo non significa necessariamente viaggiare con le ruote a ridosso del bordo, ma adottare una traiettoria che lasci libera la parte centrale e sinistra per eventuali sorpassi o per la circolazione di altri veicoli. La posizione corretta in rettilineo è quindi un equilibrio tra sicurezza (evitare margini instabili o banchine) e rispetto della corsia di marcia, tenendo conto anche della segnaletica orizzontale che delimita corsie e margini.
Quando si affrontano curve o raccordi convessi, l’articolo 143 del Codice della Strada impone che anche gli altri veicoli, non solo quelli sprovvisti di motore, si tengano il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, salvo che circolino su strade a due carreggiate separate, su carreggiate con almeno due corsie per senso di marcia o su carreggiate a senso unico. In pratica, in una strada a doppio senso con una sola corsia per senso, in curva è obbligatorio stringere verso destra per evitare l’invasione della corsia opposta, dove potrebbero sopraggiungere veicoli con visibilità ridotta.
Il posizionamento in curva si collega anche alle norme sulle manovre di cambiamento di direzione. L’articolo 154 del Codice della Strada stabilisce che, per voltare a destra, il conducente deve tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, mentre per voltare a sinistra deve accostarsi il più possibile all’asse della carreggiata, eseguendo la svolta in prossimità del centro dell’intersezione e a sinistra di questo, salvo diversa segnalazione. Queste prescrizioni incidono direttamente sulla mano da tenere in prossimità di curve che coincidono con intersezioni o cambi di direzione, imponendo traiettorie precise per ridurre i conflitti con i veicoli provenienti dalle altre direzioni.
In rettilineo e in curva, inoltre, il rispetto della mano da tenere si combina con l’obbligo di mantenere una distanza di sicurezza adeguata. L’articolo 149 del Codice della Strada impone ai conducenti di tenere una distanza tale da garantire l’arresto tempestivo del veicolo ed evitare collisioni con quello che precede. Una posizione errata in carreggiata, ad esempio troppo centrale o prossima alla linea di mezzeria, può ridurre gli spazi di manovra laterale in caso di frenata improvvisa, aumentando il rischio di urti laterali o di invasione della corsia opposta, soprattutto nei tratti curvilinei.
Comportamento nelle strade a senso unico e con più corsie
Il Codice disciplina in modo specifico il comportamento sulle strade a senso unico e sulle carreggiate con più corsie per senso di marcia. L’articolo 143 del Codice della Strada prevede che, quando una strada è divisa in due carreggiate separate, si debba percorrere quella di destra; se le carreggiate sono tre, si deve percorrere quella di destra o quella centrale, salvo diversa segnalazione. Questo significa che, anche in presenza di spartitraffico, la “mano da tenere” resta quella destra, e l’eventuale carreggiata sinistra è normalmente riservata al senso di marcia opposto o a funzioni particolari indicate dalla segnaletica.
Quando la carreggiata è a due o più corsie per senso di marcia, la norma stabilisce che si deve percorrere la corsia più libera a destra, mentre la corsia o le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso. All’interno dei centri abitati, la stessa regola è confermata, con la possibilità per i conducenti di impegnare la corsia più opportuna in relazione alla direzione che intendono prendere alla successiva intersezione, fermo restando che non possono cambiare corsia se non per predisporre la svolta, per fermarsi o per effettuare il sorpasso. In termini pratici, ciò significa che la “mano destra” si traduce nell’obbligo di utilizzare prevalentemente la corsia di destra, evitando di occupare stabilmente le corsie centrali o di sinistra senza necessità.
Nelle carreggiate a senso unico di circolazione, il Codice consente alcune specifiche modalità di posizionamento in funzione delle manovre. L’articolo 154 del Codice della Strada prevede che, quando ci si trova su una carreggiata a senso unico, per voltare a sinistra ci si debba tenere il più possibile sul margine sinistro della carreggiata, sempre evitando di imboccare l’altra strada contromano e usando la massima prudenza. In questo contesto, la “mano da tenere” resta quella destra per la marcia ordinaria, ma la norma consente di spostarsi verso sinistra in prossimità dell’intersezione per predisporre correttamente la manovra di svolta.
Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali, le regole sulla mano da tenere si intrecciano con i divieti specifici relativi al senso di marcia. L’articolo 176 del Codice della Strada vieta espressamente di invertire il senso di marcia, attraversare lo spartitraffico o percorrere la carreggiata, o parte di essa, nel senso opposto a quello consentito. Inoltre, impone l’obbligo di utilizzare correttamente le corsie di accelerazione e decelerazione per immettersi o uscire dalla carreggiata, nonché di segnalare tempestivamente il cambiamento di corsia secondo le modalità previste dall’articolo 154. In questi contesti, la violazione della mano da tenere assume una gravità particolare, perché può determinare situazioni di pericolo estremo a causa delle velocità elevate.
Sanzioni e punti patente per violazione della mano da tenere
La violazione delle norme sulla posizione dei veicoli sulla carreggiata comporta sanzioni amministrative specifiche. L’articolo 143 del Codice della Strada prevede sanzioni pecuniarie per chi non rispetta l’obbligo di circolare sulla parte destra della carreggiata, di utilizzare la corsia più libera a destra o di tenersi il più vicino possibile al margine destro nelle situazioni previste. Le sanzioni variano in funzione della gravità e delle circostanze, e possono essere aggravate quando la condotta determina situazioni di particolare pericolo, ad esempio in prossimità di curve, incroci o su strade ad alta velocità.
Anche le violazioni connesse alle manovre di cambiamento di direzione o di corsia incidono indirettamente sulla corretta mano da tenere. L’articolo 154 del Codice della Strada sanziona chi non si assicura di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio, chi non segnala con sufficiente anticipo l’intenzione di cambiare corsia o direzione e chi non rispetta le traiettorie prescritte per le svolte a destra e a sinistra. La stessa norma prevede una sanzione specifica, più elevata, per chi effettua l’inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve e dossi, situazioni in cui la violazione della mano da tenere è particolarmente pericolosa.
Le sanzioni per la distanza di sicurezza, disciplinate dall’articolo 149 del Codice della Strada, possono anch’esse essere collegate alla posizione in carreggiata. Quando dall’inosservanza della distanza di sicurezza deriva una collisione con grave danno ai veicoli, la sanzione amministrativa è aumentata e può comportare la sospensione della patente in caso di recidiva. Se dalla collisione derivano lesioni gravi alle persone, sono previste ulteriori sanzioni amministrative, ferme restando le eventuali responsabilità penali. Una posizione errata sulla carreggiata, che riduca gli spazi di manovra o renda imprevedibile la traiettoria del veicolo, può essere valutata insieme alla violazione della distanza di sicurezza nel quadro complessivo delle responsabilità.
Per quanto riguarda i punti sulla patente, la disciplina generale prevede che alle violazioni delle norme di comportamento possano essere associati decurtazioni di punti, secondo le tabelle applicabili. In particolare, le condotte che comportano circolazione contromano su autostrade o strade extraurbane principali, vietate dall’articolo 176 del Codice della Strada, sono considerate di particolare gravità. La valutazione concreta della decurtazione dipende dalla tipologia di violazione contestata e dalle disposizioni applicabili in materia di patente a punti, che si coordinano con le singole norme di comportamento richiamate.
Implicazioni sulla responsabilità in caso di incidente
La posizione del veicolo sulla carreggiata e il rispetto della mano da tenere hanno un ruolo centrale nella valutazione delle responsabilità in caso di incidente. Quando un sinistro avviene perché un veicolo ha invaso la corsia opposta, non ha mantenuto la corsia più libera a destra o ha affrontato una curva senza tenersi il più vicino possibile al margine destro, la violazione dell’articolo 143 del Codice della Strada può costituire un elemento rilevante per accertare la condotta irregolare del conducente. In tali casi, la dinamica del sinistro viene letta alla luce delle norme che impongono una determinata posizione in carreggiata, valutando se il rispetto di tali regole avrebbe potuto evitare o attenuare le conseguenze dell’urto.
Anche le norme sulle manovre e sulla distanza di sicurezza incidono sulla responsabilità. Se un incidente si verifica durante un cambio di corsia o di direzione, si verifica se il conducente ha rispettato gli obblighi di assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo, di segnalare con anticipo e di mantenere le traiettorie prescritte dall’articolo 154 del Codice della Strada. Analogamente, se la collisione è dovuta a un tamponamento, si valuta l’osservanza dell’articolo 149 del Codice della Strada sulla distanza di sicurezza. In entrambi i casi, la posizione del veicolo sulla carreggiata e la mano tenuta rispetto alle corsie disponibili sono elementi che concorrono a definire il comportamento complessivo del conducente.
Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali, le implicazioni sono ancora più marcate. La circolazione nel senso opposto a quello consentito, l’attraversamento dello spartitraffico o l’uso improprio delle corsie di emergenza, vietati dall’articolo 176 del Codice della Strada, rappresentano condotte che possono determinare una responsabilità particolarmente grave in caso di incidente. In tali contesti, la violazione della mano da tenere non è solo un’irregolarità formale, ma un comportamento che espone gli altri utenti a rischi elevatissimi, soprattutto in presenza di velocità sostenute e di traffico intenso.
Infine, le segnalazioni degli agenti del traffico, disciplinate dall’articolo 43 del Codice della Strada, possono incidere sulla valutazione della responsabilità quando un incidente avviene in un contesto regolato manualmente. Se un conducente non ottempera alle indicazioni di un agente che dispone, ad esempio, l’utilizzo di una determinata corsia o la deviazione del traffico, e da tale inosservanza deriva un sinistro, la violazione dell’ordine impartito si somma all’eventuale mancato rispetto della mano da tenere. In questo quadro, la corretta posizione in carreggiata, il rispetto delle corsie e l’osservanza delle segnalazioni costituiscono un insieme unitario di obblighi che, se violati, possono aggravare la posizione del conducente nella ricostruzione delle responsabilità.
Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.