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Quali controlli alle gomme fare prima di un viaggio estivo?

Controlli fondamentali agli pneumatici prima delle vacanze estive

Quali controlli alle gomme fare prima di un viaggio estivo?
diEzio Notte

In sintesi

  • Ispeziona visivamente tutte e quattro le gomme e la ruota di scorta, ruotando leggermente le ruote anteriori.
  • Controlla la pressione a freddo usando i valori del costruttore; per auto carica usa i valori “pieno carico”.
  • La pressione eccessiva riduce l’area di contatto, peggiora l’aderenza e compromette ABS ed ESP in frenata.
  • Verifica la profondità del battistrada: vicino agli indicatori aumentano spazio di frenata e rischio di aquaplaning.
  • Se trovi chiodi, rigonfiamenti, tagli profondi, tele esposte o forti vibrazioni, rivolgiti a un gommista prima di partire.

Auto piena di valigie, bambini sul sedile dietro, aria condizionata a palla… e gomme date per scontate. L’errore tipico è “se l’auto va dritta, è tutto ok”. In realtà, prima di un viaggio estivo le verifiche sugli pneumatici cambiano, soprattutto con caldo e carico pieno: basta poco per evitare forature, consumi alti e brutte sorprese in autostrada.

Controlli essenziali agli pneumatici prima di un lungo viaggio estivo

Il primo controllo da fare è capire se le gomme sono ancora in buono stato per affrontare centinaia di chilometri con caldo e asfalto bollente. Non serve essere gommisti: basta prendersi dieci minuti e guardarle con calma, a vettura ferma, ruotando leggermente le ruote anteriori per vedere meglio il battistrada. L’obiettivo non è trovare il difetto “da vetrina”, ma individuare tutto ciò che può trasformarsi in un problema durante il viaggio.

Prima di partire conviene seguire una piccola procedura di controllo personale, ancora meglio se fatta qualche giorno prima, così da avere margine per intervenire.

  • Verificare a occhio lo stato generale delle quattro gomme e, se presente, della ruota di scorta.
  • Controllare che non ci siano rigonfiamenti, tagli evidenti o parti “mangiate”.
  • Osservare la profondità del battistrada confrontando i tasselli con gli indicatori presenti tra le scanalature.
  • Controllare che la pressione non sia evidentemente bassa (spalla schiacciata, gomma “spanciata”).
  • Verificare che i tappi valvola siano presenti e avvitati, per proteggere dalla sporcizia.

Se ti rendi conto che è da molto che non fai un check completo dell’auto, può essere utile dare un’occhiata anche ai controlli generali da fare alla macchina prima di un viaggio lungo, così abbini gomme, livelli e impianto frenante in un colpo solo.

Pressione a freddo: come regolarla con auto carica di bagagli e passeggeri

La pressione è il punto dove la maggior parte degli automobilisti sbaglia, soprattutto d’estate. La regola di base è che la pressione va controllata e regolata a freddo, cioè dopo pochi chilometri a bassa velocità o, meglio ancora, prima di uscire dal garage. Se arrivi all’area di servizio dopo decine di chilometri in autostrada, l’aria dentro la gomma si è scaldata e il valore letto sarà più alto di quello reale.

Per capire quanto gonfiare, devi guardare i valori indicati dal costruttore dell’auto: di norma li trovi su un’etichetta dentro lo sportello carburante o sul montante della portiera lato guida. Di solito sono indicati due set di valori: uno per auto poco carica e uno per auto a pieno carico. Prima dell’esodo, con famiglia e bagagli, la tabella che ti interessa è quella del carico elevato. Se, per esempio, sei nel dubbio e stai per partire con l’auto effettivamente piena, è più sensato attenerti ai valori “pieno carico” che a quelli “uso normale”.

Un errore classico è “gonfiare un po’ in più perché tanto poi scende”. Non funziona così: pressione eccessiva riduce la superficie di appoggio, peggiora l’aderenza e fa lavorare male l’ABS e l’ESP, soprattutto in frenata d’emergenza. Se noti che, una volta caricata l’auto, le gomme posteriori sembrano “schiacciate” anche a pressione corretta, il problema può essere il carico mal distribuito nel bagagliaio: troppe valigie tutte in fondo e verso il basso.

Battistrada, usura irregolare e danni: cosa controllare da soli

Il battistrada non va controllato solo quando “sembra liscio”. Gli pneumatici hanno piccoli indicatori di usura (dei dentini di gomma) tra le scanalature: quando il disegno si avvicina molto a questi risalti, la gomma è alla fine della sua vita utile, anche se legalmente potrebbe ancora circolare. Per un viaggio lungo, specialmente con pioggia possibile, viaggiare con battistrada quasi a livello degli indicatori significa avere spazi di frenata più lunghi e maggior rischio di aquaplaning.

Oltre alla profondità, è importante vedere se l’usura è uniforme. Se un lato della gomma (interno o esterno) è molto più consumato dell’altro, se vedi “scalini” sui tasselli o zone lisce alternate a zone ancora scolpite, c’è probabilmente un problema di assetto, convergenza o pressione sbagliata usata per molto tempo. In un viaggio estivo lungo, con alte temperature e asfalto abrasivo, un’usura irregolare può peggiorare rapidamente. In genere, se ti accorgi di queste anomalie a pochi giorni dalla partenza, ha senso far dare un’occhiata a un professionista per valutare se è il caso di anticipare la sostituzione.

Un controllo rapido andrebbe fatto anche sul fianco delle gomme: se noti screpolature marcate, tagli superficiali o piccoli rigonfiamenti, significa che la struttura ha subito dei colpi o che lo pneumatico è ormai vecchio. Anche in questo caso, per una settimana di mare in più non vale la pena rischiare di passare ore fermo in corsia d’emergenza in attesa del carro attrezzi.

Quando fermarsi e rivolgersi subito a un gommista prima di partire

Non tutto si risolve con il gonfiagomme dell’area di servizio. Ci sono situazioni in cui, se le noti, è meglio fermare i preparativi e passare dal gommista prima della partenza, anche se ti sembra un fastidio. Per capire quando è il caso di farsi vedere da un professionista, puoi usare alcune “spie visive” abbastanza semplici da riconoscere, anche per chi non ha molta esperienza.

Se, per esempio, trovi un chiodo o una vite infilati nel battistrada, la cosa peggiore che puoi fare è estrarli da solo la sera prima della partenza: potresti ritrovarti la gomma a terra il mattino dopo. Meglio far controllare e riparare (se possibile) o sostituire lo pneumatico. Lo stesso vale se noti un rigonfiamento evidente sul fianco, un taglio profondo con tele interne visibili o un’area del battistrada letteralmente “strappata” dopo aver preso una buca forte. In queste condizioni lo pneumatico può cedere improvvisamente, e con l’auto piena non è quello che vuoi sperimentare in curva in autostrada o durante un sorpasso.

Un altro campanello d’allarme è la presenza di vibrazioni forti allo sterzo già ai classici 110–130 km/h, oppure un’auto che tende in modo marcato da un lato pur con volante dritto. Se questo comportamento è presente da tempo, il viaggio estivo non lo migliorerà, anzi: caldo e chilometri possono accelerare l’usura irregolare. Se hai ancora qualche giorno prima di partire, è il momento ideale per far controllare assetto, equilibratura e, se necessario, lo stato delle gomme.

Altri controlli rapidi su ruota di scorta, kit gonfia e ripara e sensori TPMS

Lo pneumatico non è solo quello montato sulle quattro ruote, soprattutto in vista di un viaggio lungo. Spesso la ruota di scorta vive dimenticata sotto il piano del bagagliaio per anni: risultato, arriva il giorno in cui ti serve e la trovi sgonfia o addirittura con il battistrada screpolato. Prima di caricare mezza casa per le vacanze, vale la pena sollevare il tappeto del baule, controllare che la ruota sia presente, in buono stato visivo e con una pressione almeno dignitosa.

Molte auto ormai non hanno più la ruota di scorta ma un kit gonfia e ripara. Qui il controllo è diverso: il compressore deve funzionare (basta attaccarlo per qualche secondo alla presa da 12V per capire se si accende) e la bomboletta di sigillante ha una data di scadenza. Se il sigillante è vecchio di anni, è molto probabile che non faccia il suo lavoro nel momento del bisogno. Ancora peggio: rischi di perdere tempo sul bordo strada per scoprire che non riesce a chiudere il foro.

Ultimo punto, spesso ignorato: i sensori TPMS, cioè il sistema che ti segnala le gomme sgonfie sul cruscotto. Se da tempo giri con la spia accesa, “tanto so che sono a posto”, durante l’esodo stai guidando alla cieca. Meglio sistemare il problema prima del viaggio (che sia un sensore guasto, una gomma che perde lentamente o una semplice mancata calibrazione), così se la spia si accende in autostrada saprai che qualcosa è cambiato davvero e dovrai rallentare e fermarti per controllare, invece di ignorarla per abitudine.

Se ti organizzi con qualche giorno di anticipo e fai questi controlli con calma sotto casa, l’area di servizio prima dell’autostrada diventa solo un punto per un ultimo rabbocco pressione, non il momento in cui scopri che una gomma è al limite o che il kit di emergenza non funziona più.