Quali limiti valgono per i neopatentati su velocità e potenza?
Guida completa ai limiti di velocità e potenza per neopatentati, con riferimenti al Codice della strada e alle principali conseguenze sanzionatorie
I neopatentati sono una categoria di conducenti particolarmente tutelata dal Codice della strada, con regole specifiche su limiti di velocità e potenza dei veicoli. Comprendere bene queste limitazioni è fondamentale non solo per evitare sanzioni, ma anche per adottare uno stile di guida più prudente nei primi anni di esperienza. In questo articolo analizziamo in modo sistematico chi è considerato neopatentato, quali sono i limiti di velocità e di potenza per la patente B, le eccezioni previste e le conseguenze in caso di violazioni, facendo riferimento diretto alle norme del Codice della strada.
Chi è considerato neopatentato secondo il Codice della strada
Nel linguaggio comune si definisce neopatentato chi ha conseguito da poco la patente, ma il Codice della strada collega questa condizione a specifiche limitazioni che operano per un determinato periodo di tempo. L’articolo 117 del Codice della Strada stabilisce che alcune restrizioni si applicano “per i primi tre anni dal conseguimento della patente” per determinate categorie, tra cui la categoria B. Questo significa che, ai fini delle limitazioni di guida, è considerato neopatentato chi si trova entro i primi tre anni dal superamento dell’esame di guida per la categoria interessata, con decorrenza automatica dalla data di superamento dell’esame, come chiarito dal comma 4 dello stesso articolo.
La nozione di neopatentato, quindi, non dipende dall’età anagrafica del conducente, ma dal tempo trascorso dal conseguimento della patente. Un conducente che ottiene la patente B a 40 anni sarà soggetto alle stesse limitazioni di un diciottenne, per i primi tre anni. L’articolo 117 specifica che le limitazioni riguardano le patenti di categoria A2, A, B1 e B, collegando così la condizione di neopatentato non solo alle autovetture, ma anche ad altre categorie di veicoli per cui è richiesta una patente di guida.
È importante sottolineare che les limitazioni previste per i neopatentati sono “automatiche” e non richiedono un provvedimento specifico: il comma 4 dell’articolo 117 precisa infatti che le limitazioni alla guida e alla velocità decorrono dalla data di superamento dell’esame di cui all’articolo 121. Il conducente non può quindi invocare la mancata conoscenza di queste regole, perché esse sono parte integrante del regime giuridico della patente appena conseguita e sono richiamate anche nella disciplina generale dei limiti di velocità e delle sanzioni.
Questa impostazione normativa si inserisce nella logica generale del Codice della strada, che mira a graduare responsabilità e libertà di guida in base all’esperienza. I primi tre anni sono considerati un periodo particolarmente delicato, in cui il conducente deve consolidare le proprie capacità tecniche e la consapevolezza dei rischi connessi alla circolazione. Le limitazioni su velocità e potenza, come vedremo, sono quindi strumenti di prevenzione, pensati per ridurre l’esposizione a situazioni di guida più impegnative, soprattutto su strade ad alta velocità e con veicoli più prestazionali.
Limiti di velocità specifici per i primi tre anni di patente
Per i neopatentati, il Codice della strada prevede limiti di velocità più restrittivi rispetto a quelli ordinari. Il comma 2 dell’articolo 117 del Codice della Strada stabilisce che, per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B, non è consentito il superamento della velocità di 100 km/h per le autostrade e di 90 km/h per le strade extraurbane principali. Si tratta di un limite speciale, che si affianca ai limiti generali fissati dall’articolo 142 per la generalità dei conducenti.
L’articolo 142 del Codice della Strada definisce infatti i limiti massimi di velocità ordinari: 130 km/h per le autostrade, 110 km/h per le strade extraurbane principali, 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e locali, 50 km/h nei centri abitati, con alcune possibilità di elevazione o riduzione da parte degli enti proprietari della strada. Per i neopatentati, però, sulle autostrade e sulle extraurbane principali il tetto massimo è più basso, indipendentemente da eventuali limiti più elevati indicati dalla segnaletica.
È essenziale comprendere che il limite speciale per neopatentati opera come un “tetto personale”: anche se il limite generale per tutti gli altri conducenti è, ad esempio, 130 km/h in autostrada, il neopatentato non può comunque superare i 100 km/h. Lo stesso vale per le strade extraurbane principali, dove il limite ordinario è 110 km/h, ma per chi ha conseguito la patente da meno di tre anni resta fissato a 90 km/h. Questo comporta che il conducente neopatentato deve sempre tenere conto sia della segnaletica sia delle proprie limitazioni personali derivanti dalla patente.
Al di fuori delle autostrade e delle strade extraurbane principali, il Codice non introduce, in questo articolo, limiti di velocità specifici per i neopatentati: valgono quindi i limiti generali dell’articolo 142 e quelli eventualmente stabiliti dagli enti proprietari della strada, purché correttamente segnalati. Resta comunque fermo l’obbligo generale di adeguare la velocità alle condizioni della strada, del traffico e della visibilità, principio che si integra con le limitazioni speciali per i primi tre anni di guida e che contribuisce a definire un quadro complessivo di prudenza per i conducenti meno esperti.
Limiti di potenza e potenza specifica per la categoria B
Oltre ai limiti di velocità, il Codice della strada introduce per i neopatentati di categoria B anche restrizioni sulla potenza dei veicoli che possono essere guidati. Il comma 2-bis dell’articolo 117 del Codice della Strada stabilisce che, ai titolari di patente di guida di categoria B, per i primi tre anni dal rilascio, non è consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 75 kW/t.
La norma precisa inoltre che, nel caso di veicoli di categoria M1, anche elettrici o ibridi plug-in, si applica un ulteriore limite di potenza massima pari a 105 kW. In pratica, per un neopatentato con patente B, il veicolo deve rispettare contemporaneamente il limite di potenza specifica (rapporto kW/t) e, se rientra nella categoria M1, anche il limite di potenza massima assoluta. Questo doppio vincolo è pensato per evitare che conducenti con poca esperienza si trovino alla guida di veicoli particolarmente prestazionali, che richiedono maggiore capacità di controllo, soprattutto in situazioni di emergenza.
La potenza specifica riferita alla tara è un parametro tecnico che mette in relazione la potenza del motore con la massa del veicolo a vuoto. Il Codice della strada demanda al regolamento e alla documentazione di circolazione le modalità con cui questi dati devono essere indicati: il comma 3 dell’articolo 117 prevede infatti che nel regolamento siano stabilite le modalità per l’indicazione sulla carta di circolazione dei limiti di cui ai commi 2 e 2-bis, nonché le norme per i veicoli già in circolazione alla data di entrata in vigore della disciplina.
Per il neopatentato, questo si traduce nella necessità di verificare attentamente le caratteristiche tecniche del veicolo che intende guidare, in particolare quando si tratta di autovetture di categoria M1 con motorizzazioni più potenti o con alimentazioni alternative come l’elettrico o l’ibrido plug-in. La violazione di questi limiti non è una semplice irregolarità formale, ma un’infrazione alle limitazioni di guida previste dall’articolo 117, con conseguenze sanzionatorie specifiche che si aggiungono alle eventuali responsabilità in caso di incidente o di altre violazioni del Codice.
Eccezioni e casi particolari previsti dall’art. 117
L’articolo 117 del Codice della Strada non si limita a fissare limiti rigidi, ma prevede anche alcune eccezioni e casi particolari, soprattutto in relazione ai veicoli al servizio di persone invalide e alla presenza di un istruttore a fianco del conducente. Il comma 2-bis stabilisce che le limitazioni relative alla potenza non si applicano ai veicoli adibiti al servizio di persone invalide, autorizzate ai sensi dell’articolo 188, purché la persona invalida sia presente sul veicolo. In questo caso, l’esigenza di mobilità della persona invalida prevale sulla limitazione standard prevista per i neopatentati.
La stessa disposizione prevede un’ulteriore eccezione quando, a fianco del conducente neopatentato, si trova, in funzione di istruttore, una persona di età non superiore a sessantacinque anni, munita di patente valida per la stessa categoria, conseguita da almeno dieci anni, oppure valida per la categoria superiore. In presenza di queste condizioni, le limitazioni di potenza non si applicano, consentendo al neopatentato di condurre veicoli altrimenti preclusi, ma sempre sotto la guida di un conducente esperto che svolge un ruolo di affiancamento.
Un ulteriore profilo particolare riguarda i soggetti destinatari del divieto di cui all’articolo 75, comma 1, lettera a), del testo unico sugli stupefacenti (D.P.R. 309/1990). Per queste persone, il comma 2-bis dell’articolo 117 stabilisce che il divieto relativo alle limitazioni di potenza ha effetto per i primi tre anni dal rilascio della patente di guida. In questo modo, la disciplina dei neopatentati si intreccia con quella relativa all’uso di sostanze stupefacenti, rafforzando il controllo sui conducenti che presentano profili di rischio aggiuntivi.
Infine, il comma 3 dell’articolo 117 prevede che il regolamento stabilisca le modalità per l’indicazione sulla carta di circolazione dei limiti di velocità e di potenza specifica, nonché le norme per i veicoli già circolanti alla data di entrata in vigore della disciplina. Questo aspetto tecnico-organizzativo è importante perché consente agli organi di controllo di verificare in modo immediato, attraverso i documenti del veicolo, se esso rientra o meno nei parametri consentiti per la guida da parte di un neopatentato, rendendo più efficace l’applicazione pratica delle limitazioni previste dalla legge.
Sanzioni per chi viola i limiti per neopatentati
La violazione delle limitazioni previste per i neopatentati rientra nel sistema generale delle sanzioni del Codice della strada, che distingue tra sanzioni pecuniarie e sanzioni amministrative accessorie. L’articolo 142 del Codice della Strada disciplina in dettaglio le sanzioni per il superamento dei limiti di velocità, graduandole in base all’entità dell’eccesso rispetto al limite applicabile, che per i neopatentati è quello speciale di 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle extraurbane principali.
Quando il neopatentato supera questi limiti, si applicano le stesse fasce sanzionatorie previste per tutti i conducenti dall’articolo 142, ma con possibili conseguenze più rilevanti in termini di sospensione della patente, anche in relazione alla disciplina generale delle sanzioni accessorie. L’articolo 210 del Codice della Strada chiarisce che, quando una norma del Codice dispone che ad una sanzione amministrativa pecuniaria consegua una sanzione accessoria non pecuniaria (come la sospensione o la revoca della patente), quest’ultima si applica di diritto secondo le modalità previste.
Nel caso delle limitazioni di potenza e potenza specifica previste dall’articolo 117, la guida di un veicolo non consentito al neopatentato integra una violazione delle condizioni di utilizzo della patente, con possibili riflessi anche sulla valutazione dell’idoneità alla guida in caso di incidenti o di recidiva. In situazioni particolarmente gravi, la reiterazione di comportamenti che violano le limitazioni di guida può portare all’applicazione di misure come la revisione della patente, prevista dall’articolo 128 del Codice della Strada quando sorgono dubbi sulla persistenza dei requisiti fisici, psichici o dell’idoneità tecnica del conducente.
È quindi evidente che, per un neopatentato, il rispetto delle limitazioni di velocità e di potenza non ha solo la funzione di evitare una multa, ma incide direttamente sulla stabilità del proprio titolo di guida. Le sanzioni accessorie, come la sospensione o la revisione della patente, possono compromettere la possibilità di continuare a guidare e comportano ulteriori oneri, come la necessità di sottoporsi a nuovi esami o visite mediche. Per questo motivo, conoscere e rispettare le regole dettate dall’articolo 117 e dalle norme collegate è un elemento centrale di responsabilità nella fase iniziale della propria esperienza di guida.
Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.