Quali sono gli importi delle multe?
Guida pratica agli importi delle multe, aggiornamenti, riduzioni e conseguenze accessorie previste dal Codice della Strada
Molti automobilisti scoprono quanto può costare una multa solo quando trovano il verbale sul parabrezza o nella cassetta della posta, rischiando di pagare più del necessario per errori o ritardi. Conoscere come funzionano gli importi, gli aggiornamenti e le possibili riduzioni aiuta a valutare se la cifra indicata è corretta, quando conviene pagare subito e come evitare contestazioni o sanzioni aggiuntive.
Cosa dice il Codice della Strada
La prima cosa da chiarire è che gli importi delle multe non sono decisi “a piacere” dal singolo Comune o dall’agente accertatore: derivano dal Codice della Strada e dalle sue tabelle di aggiornamento. Ogni violazione è collegata a un articolo specifico, che prevede un minimo e un massimo della sanzione amministrativa pecuniaria. A questi importi base si applicano poi gli aggiornamenti periodici e, se del caso, maggiorazioni o riduzioni in base alle modalità e ai tempi di pagamento.
Il Codice prevede anche un meccanismo di adeguamento automatico degli importi in funzione dell’andamento dell’inflazione, tramite l’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI). Questo significa che le cifre riportate nel testo originario del Codice non coincidono necessariamente con quelle effettivamente applicate al momento della violazione: per sapere quali importi sono in vigore occorre fare riferimento ai decreti di aggiornamento e alle circolari applicative, che sostituiscono di fatto i valori originari.
Un altro aspetto spesso sottovalutato è la distinzione tra sanzione pecuniaria e sanzioni accessorie. Oltre alla somma da pagare, alcune violazioni comportano la decurtazione di punti dalla patente o la sospensione del titolo di guida, oppure il fermo o la confisca del veicolo. Anche queste conseguenze sono disciplinate dal Codice e non possono essere applicate in modo discrezionale. Se nel verbale compaiono sia un importo da pagare sia una misura accessoria, è importante verificare che entrambe siano previste dall’articolo richiamato.
Importi dettagliati delle sanzioni
Per conoscere gli importi dettagliati delle sanzioni occorre guardare non solo al Codice della Strada, ma anche ai decreti che ne aggiornano periodicamente le tabelle. Un decreto del Ministero della Giustizia del 31 dicembre 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha ad esempio aggiornato i valori minimi e massimi delle sanzioni amministrative pecuniarie sulla base di una variazione ISTAT pari a -0,2% per il biennio di riferimento, come indicato nella tabella allegata al provvedimento. Questo adeguamento ha inciso in modo generalizzato sugli importi, sostituendo quelli precedenti.
Secondo quanto riportato dalla Rivista Giuridica ACI, gli importi indicati nel Codice devono essere letti alla luce di questi aggiornamenti biennali: in pratica, la cifra che il conducente trova nel verbale corrisponde al valore risultante dall’ultimo adeguamento applicabile alla data della violazione. Per questo motivo, tabelle riassuntive non aggiornate o basate solo sul testo originario del Codice possono risultare fuorvianti e portare a ritenere errata una multa che invece è correttamente calcolata.
Nel caso di violazioni particolarmente frequenti, come il superamento dei limiti di velocità o il mancato rispetto della segnaletica, gli importi sono spesso articolati per fasce di gravità, con sanzioni crescenti al crescere dell’infrazione. In alcuni casi sono previste maggiorazioni in determinate fasce orarie o in presenza di specifiche circostanze (ad esempio, violazioni commesse in orario notturno o in aree particolarmente sensibili). Per avere un quadro preciso, è sempre necessario verificare l’articolo del Codice richiamato nel verbale e confrontarlo con le tabelle aggiornate richiamate dai decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale.
Riduzioni e agevolazioni
Gli importi delle multe non sono sempre “fissi”: la legge prevede meccanismi di riduzione in presenza di determinate condizioni, che possono rendere economicamente conveniente il pagamento rapido rispetto alla contestazione. In genere, se il trasgressore paga entro un termine breve dalla notifica o dalla contestazione immediata, ha diritto a una riduzione percentuale dell’importo. Questo sistema è pensato per incentivare la definizione rapida dei procedimenti e ridurre il contenzioso, ma richiede attenzione alle scadenze indicate nel verbale.
Un altro elemento da considerare è la possibilità di rateizzare la sanzione in presenza di particolari condizioni economiche, quando l’importo supera determinate soglie. In questi casi, il conducente può presentare un’istanza all’ente accertatore, allegando la documentazione richiesta. Se l’istanza viene accolta, la multa viene suddivisa in più rate, con un piano di pagamento definito. Se invece si ritiene che la multa sia illegittima o contenga errori (ad esempio, targa sbagliata, luogo o orario non corretti, mancata indicazione di elementi essenziali), è possibile proporre ricorso, ma in questo caso si perde la possibilità di usufruire della riduzione per pagamento rapido.
Secondo le circolari del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, gli uffici di polizia applicano gli importi aggiornati e le relative riduzioni sulla base delle tabelle allegate ai decreti interministeriali, come richiamato anche nella documentazione pubblicata sul sito della Polizia di Stato. Per il conducente, questo significa che eventuali dubbi sull’importo ridotto o sulle modalità di pagamento possono essere chiariti consultando il verbale, le istruzioni allegate e, se necessario, le informazioni rese disponibili dagli enti accertatori o dalle forze di polizia.
Multe frequenti a cui prestare attenzione
Le multe più frequenti riguardano comportamenti quotidiani che molti automobilisti sottovalutano. Il superamento dei limiti di velocità, anche di poco, è tra le violazioni più comuni, soprattutto in presenza di autovelox fissi o tutor. In questi casi, gli importi variano in base all’eccesso rispetto al limite e possono aumentare sensibilmente al crescere della velocità rilevata. Un altro ambito critico è la sosta: divieti, disco orario scaduto, mancato pagamento del parcheggio o sosta in aree riservate possono generare sanzioni ripetute, che sommate incidono in modo significativo sul bilancio familiare.
Un esempio concreto: se si parcheggia abitualmente in una zona a pagamento senza esporre il ticket, confidando in un controllo saltuario, si rischia di accumulare in pochi mesi diverse multe, ciascuna con il proprio importo e le eventuali maggiorazioni per ritardato pagamento. Se poi non si aggiorna l’indirizzo di residenza, le notifiche possono arrivare in ritardo o non arrivare affatto, con il risultato che il conducente viene a conoscenza della sanzione solo quando l’importo è già aumentato per effetto di interessi e spese di riscossione. In questi casi, la mancata attenzione alle regole di base e agli adempimenti anagrafici può trasformare una singola infrazione in un problema economico rilevante.
Negli ultimi anni hanno assunto particolare rilievo anche le sanzioni legate all’uso del telefono cellulare alla guida, al mancato uso delle cinture di sicurezza e al transito non autorizzato in ZTL o corsie riservate. Queste violazioni, oltre all’importo pecuniario, spesso comportano la decurtazione di punti dalla patente. Se si commettono più infrazioni di questo tipo in un arco di tempo limitato, il rischio concreto è di esaurire i punti disponibili e dover affrontare corsi di recupero o, nei casi più gravi, la revisione della patente.
Consigli per evitare le multe
Per ridurre il rischio di multe non basta conoscere gli importi: è fondamentale adottare abitudini di guida e di gestione del veicolo orientate alla prevenzione. Un primo passo è prestare attenzione alla segnaletica, soprattutto in aree urbane dove limiti di velocità, ZTL, corsie preferenziali e zone a traffico limitato possono cambiare nel giro di pochi metri. Se si guida spesso nella stessa zona, è utile verificare periodicamente eventuali modifiche alla viabilità o all’accesso alle aree riservate, perché un cambiamento recente può trasformare un percorso abituale in una fonte di sanzioni ripetute.
Un altro consiglio pratico riguarda la gestione dei documenti e dei pagamenti. Mantenere aggiornati i dati anagrafici presso l’anagrafe e la motorizzazione, conservare le ricevute di pagamento e controllare con regolarità la propria situazione (ad esempio tramite i servizi online messi a disposizione dagli enti) permette di intercettare eventuali verbali non recapitati o errori di registrazione. Se si riceve una multa e non si è certi della correttezza dell’importo o della dinamica dell’infrazione, è opportuno verificare subito i dati riportati, le foto o le prove allegate e, se necessario, chiedere chiarimenti all’ente accertatore prima che scadano i termini per il pagamento ridotto o per il ricorso.
Secondo quanto riportato da alcune analisi di settore, gli importi delle multe sono soggetti a un meccanismo di adeguamento biennale legato all’inflazione, ma negli ultimi anni vi sono stati interventi normativi che hanno sospeso o rinviato questi aumenti, mantenendo le sanzioni ai livelli fissati da precedenti aggiornamenti. Una sintesi di questo quadro è disponibile, ad esempio, nell’approfondimento di L’Automobile ACI, che evidenzia come gli importi possano restare stabili per effetto di decisioni del Governo. Per il conducente, la regola pratica resta la stessa: verificare sempre, al momento della violazione, quali importi risultano applicabili dalle fonti ufficiali e adottare comportamenti di guida prudenti per evitare che la questione si ponga.