Cerca

Quali sono i limiti di velocità per i neopatentati?

Limiti di velocità, potenza del veicolo, alcol e sanzioni previsti dal Codice della Strada per i conducenti neopatentati in Italia

Limiti di velocità per neopatentati: cosa prevede il Codice della Strada
diEzio Notte

Essere neopatentato in Italia significa dover rispettare regole particolari su velocità, potenza dell’auto e consumo di alcol, pensate per aumentare la sicurezza nei primi anni di guida. Conoscere con precisione questi limiti è fondamentale non solo per evitare sanzioni pesanti, ma anche per costruire da subito abitudini di guida responsabili. In questo articolo analizziamo cosa prevede il Codice della Strada per i neopatentati, con un focus specifico sui limiti di velocità, sul divieto di alcol, sulle sanzioni e su alcuni consigli pratici per affrontare al meglio i primi anni al volante.

Chi è considerato neopatentato secondo il Codice

Nel linguaggio comune si definisce “neopatentato” chi ha conseguito da poco la patente, ma per capire davvero quali limiti si applicano occorre guardare alle norme sulle limitazioni nella guida. L’articolo 117 del Codice della Strada stabilisce che alcune restrizioni valgono “per i primi tre anni dal conseguimento della patente” per determinate categorie, in particolare A2, A, B1 e B. Questo significa che, ai fini delle limitazioni previste dalla legge, è neopatentato chi rientra in questo arco temporale di tre anni dalla data di superamento dell’esame di guida, indipendentemente dall’età anagrafica del conducente.

Lo stesso articolo precisa che le limitazioni decorrono automaticamente dalla data di superamento dell’esame di idoneità alla guida, richiamando il collegamento con la procedura di rilascio della patente disciplinata dall’esame di cui all’articolo 121. In pratica, non è necessario alcun atto ulteriore: dal giorno in cui si supera l’esame pratico iniziano a valere i vincoli specifici per i neopatentati, sia in termini di velocità massima consentita sia in termini di caratteristiche tecniche del veicolo che si può guidare.

Per quanto riguarda la categoria di patente B, particolarmente rilevante per chi guida autovetture, l’articolo 117 introduce anche un limite sulla potenza specifica del veicolo: per i primi tre anni dal rilascio non è consentita la guida di autoveicoli con potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 75 kW/t. Per i veicoli di categoria M1, anche elettrici o ibridi plug-in, è previsto inoltre un limite di potenza massima pari a 105 kW. Questo inquadramento tecnico serve a evitare che chi ha poca esperienza si metta alla guida di veicoli particolarmente prestazionali.

Lo stesso articolo prevede alcune eccezioni alle limitazioni sulla potenza: non si applicano ai veicoli adibiti al servizio di persone invalide autorizzate, purché la persona invalida sia presente a bordo, e non si applicano quando, accanto al conducente neopatentato, si trovi una persona con specifici requisiti (età non superiore a 65 anni, patente valida per la stessa categoria conseguita da almeno dieci anni o patente di categoria superiore). In questo modo il Codice bilancia l’esigenza di sicurezza con situazioni particolari in cui è presente un conducente esperto in funzione di istruttore.

Limiti di velocità generali e limiti specifici per neopatentati

Per comprendere quali siano i limiti di velocità dei neopatentati è necessario partire dai limiti generali validi per tutti i conducenti. L’articolo 142 del Codice della Strada stabilisce che, ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana, la velocità massima non può superare i 130 km/h in autostrada, i 110 km/h sulle strade extraurbane principali, i 90 km/h sulle strade extraurbane secondarie e locali, e i 50 km/h nei centri abitati, con possibilità di elevare quest’ultimo limite fino a 70 km/h su alcune strade urbane che presentino determinate caratteristiche.

All’interno di questo quadro generale, l’articolo 117 del Codice della Strada introduce limiti più restrittivi per i neopatentati: per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B non è consentito il superamento della velocità di 100 km/h in autostrada e di 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Questo significa che, anche se il limite generale in autostrada è di 130 km/h, il neopatentato deve attenersi al tetto di 100 km/h, mentre sulle extraurbane principali non può superare i 90 km/h, pur in presenza di un limite generale di 110 km/h.

È importante notare che l’articolo 142 consente agli enti proprietari delle strade di fissare limiti diversi, sia massimi sia minimi, entro i limiti generali, in base alle caratteristiche del tracciato e alle esigenze di sicurezza, prevedendo l’obbligo di adeguare i limiti quando vengono meno le cause che avevano giustificato restrizioni particolari. In ogni caso, per il neopatentato resta fermo il vincolo dei 100 km/h in autostrada e dei 90 km/h sulle extraurbane principali, anche se la segnaletica indicasse limiti più elevati, perché la sua condizione personale comporta un ulteriore limite rispetto a quello della strada.

Le limitazioni di velocità per i neopatentati hanno natura automatica e decorrono dalla data di superamento dell’esame di guida, come chiarito dall’articolo 117. Questo comporta che il conducente deve essere consapevole della propria posizione di neopatentato e adeguare la velocità non solo ai limiti indicati dalla segnaletica, ma anche ai limiti personali previsti dalla legge. In caso di dubbio, è sempre prudente mantenersi su valori di velocità inferiori, ricordando che il Codice impone comunque a tutti i conducenti di regolare la velocità in funzione delle condizioni della strada, del traffico e della visibilità, oltre che dei limiti numerici fissati.

Divieto assoluto di alcol per i neopatentati

Il tema del consumo di alcol alla guida è disciplinato in modo specifico per alcune categorie di conducenti, tra cui i neopatentati. Il Codice della Strada prevede una disciplina particolare per lo stato di ebbrezza dei conducenti neopatentati, richiamata negli indici sistematici che collegano questa materia all’articolo 186-bis, dedicato proprio alle categorie per le quali è previsto un limite di tasso alcolemico pari a zero.

In questo quadro, il neopatentato rientra tra i conducenti per i quali vige un divieto assoluto di assunzione di alcol quando si mette alla guida. La logica della norma è quella di ridurre al minimo i fattori di rischio in una fase in cui l’esperienza di guida è ancora limitata, imponendo un livello di attenzione e di lucidità massimi. Il tasso alcolemico consentito è quindi pari a zero, e qualsiasi presenza di alcol nel sangue rilevata dagli accertamenti può integrare una violazione della disciplina specifica prevista per questa categoria di conducenti.

La disciplina sullo stato di ebbrezza si coordina con le norme generali che regolano gli accertamenti da parte degli organi di polizia, le modalità di verifica e le conseguenze in termini di sospensione o revoca della patente. In particolare, le disposizioni che riguardano i controlli e gli accertamenti sanitari, come quelli richiamati dall’articolo 119 in tema di requisiti fisici e psichici, si applicano anche ai neopatentati, con la possibilità per il prefetto di disporre visite mediche e provvedimenti cautelari sulla patente in presenza di guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti.

Per i neopatentati, il rispetto del divieto di alcol assume anche un valore educativo: la norma non si limita a punire la guida in stato di ebbrezza, ma mira a consolidare fin dall’inizio l’abitudine a non associare mai il consumo di alcol alla conduzione di un veicolo. In questo senso, la scelta di prevedere un tasso alcolemico pari a zero per i primi anni di guida rappresenta uno strumento di prevenzione, oltre che di repressione delle condotte pericolose, e si affianca alle altre limitazioni (come quelle di velocità e di potenza del veicolo) per costruire un quadro di maggiore sicurezza complessiva.

Sanzioni e conseguenze in caso di violazioni

Le violazioni dei limiti di velocità sono sanzionate dall’articolo 142 del Codice della Strada, che prevede una serie di scaglioni di sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie in funzione dell’entità del superamento del limite. A queste si aggiunge l’articolo 195 del Codice della Strada, che disciplina in generale l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, stabilendo che l’importo è determinato tra un minimo e un massimo in base alla gravità della violazione, alla personalità del trasgressore e alle sue condizioni economiche, e prevedendo un aumento di un terzo per alcune violazioni, tra cui quelle dei limiti di velocità, se commesse nella fascia oraria notturna tra le 22 e le 7.

Per i neopatentati, il mancato rispetto dei limiti specifici di velocità previsti dall’articolo 117 comporta l’applicazione delle stesse sanzioni previste per il superamento dei limiti generali, con la particolarità che il limite di riferimento è quello ridotto (100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle extraurbane principali). In caso di violazioni gravi o reiterate, oltre alle sanzioni pecuniarie possono essere disposte sanzioni accessorie come la sospensione della patente, secondo le regole generali del titolo VI del Codice, che disciplinano le misure accessorie alle violazioni e ai reati stradali.

Per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, le norme specifiche prevedono sanzioni particolarmente incisive, che possono comprendere la sospensione o la revoca della patente e l’obbligo di sottoporsi a visita medica per la verifica dell’idoneità alla guida. L’articolo 187, ad esempio, stabilisce che il prefetto dispone la sospensione della patente fino all’esito dell’esame di revisione quando il conducente ha guidato dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope, con la possibilità di revoca della patente se viene accertata l’inidoneità alla guida, e il divieto di conseguire una nuova patente per un periodo di anni.

Le conseguenze delle violazioni per i neopatentati non si esauriscono nell’immediato: la sospensione o la revoca della patente nei primi anni di guida può incidere in modo significativo sulla possibilità di spostarsi, lavorare o proseguire il proprio percorso di autonomia. Inoltre, la presenza di sanzioni gravi può comportare, in prospettiva, ulteriori controlli o limitazioni, ad esempio attraverso l’apposizione di codici specifici sulla patente che impongono condizioni particolari di guida, come il divieto di alcol o l’obbligo di dispositivi di blocco dell’avviamento in caso di tasso alcolemico superiore a zero, secondo quanto previsto dall’articolo 125 in tema di codici unionali e nazionali relativi alle limitazioni dell’uso.

Consigli pratici per i primi anni di guida

Nei primi anni di guida, rispettare i limiti di velocità e le altre prescrizioni del Codice non è solo un obbligo formale, ma un modo concreto per ridurre il rischio di incidenti e di sanzioni. Tenere sempre presente che, in autostrada, il limite personale del neopatentato è di 100 km/h e che sulle strade extraurbane principali non si possono superare i 90 km/h aiuta a impostare uno stile di guida più prudente. È utile abituarsi a controllare spesso il tachimetro e a considerare i limiti indicati dalla segnaletica come valori massimi, non come obiettivi da raggiungere, ricordando che la velocità va comunque adeguata alle condizioni reali della strada e del traffico.

Un altro aspetto fondamentale è l’organizzazione degli spostamenti in modo da evitare situazioni che possano indurre a violare il divieto di alcol. Sapere che, in quanto neopatentato, il tasso alcolemico deve essere pari a zero significa programmare in anticipo come rientrare a casa se si prevede di consumare bevande alcoliche, scegliendo mezzi alternativi o accordandosi con persone che non bevono e che non siano soggette alle stesse limitazioni. Questa pianificazione preventiva consente di rispettare la legge e di evitare di trovarsi in situazioni di rischio, sia per la propria sicurezza sia per quella degli altri utenti della strada.

È consigliabile, inoltre, scegliere nei primi anni veicoli che rientrino agevolmente nei limiti di potenza specifica previsti dall’articolo 117 per la patente B, evitando auto particolarmente potenti o con caratteristiche sportive che potrebbero rendere più difficile mantenere una guida moderata. Valutare con attenzione la potenza del veicolo e la sua potenza specifica rispetto alla tara permette di evitare situazioni in cui, pur rispettando i limiti di velocità, si violano comunque le limitazioni sulla categoria di veicolo guidabile dal neopatentato.

Infine, è utile considerare i primi tre anni di guida come un periodo di formazione continua, in cui consolidare le conoscenze del Codice della Strada e sviluppare abitudini di guida responsabili. Rileggere periodicamente le norme più rilevanti, come quelle sui limiti di velocità, sulle condizioni psicofisiche del conducente e sulle sanzioni, aiuta a mantenere alta l’attenzione e a prevenire comportamenti rischiosi. In questo modo, al termine del periodo di neopatente, il conducente avrà acquisito non solo maggiore esperienza pratica, ma anche una solida cultura della sicurezza stradale, che resterà un patrimonio utile per tutta la vita di automobilista.

 

Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.