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Quali sono i segnali di prescrizione nella segnaletica stradale?

Spiegazione dei segnali di prescrizione nella segnaletica stradale, con significato, ambito di applicazione e differenze rispetto ai segnali di pericolo e di indicazione

Quali sono i segnali di prescrizione nella segnaletica stradale?
diEzio Notte

Molti automobilisti confondono i segnali di prescrizione con quelli di pericolo o di indicazione, rischiando manovre sbagliate o multe evitabili. Capire quali obblighi impongono, dove iniziano e dove finiscono, aiuta a scegliere la corsia giusta, regolare la velocità e dare le precedenze corrette, evitando di affidarsi all’intuito o “a quello che fanno gli altri” nel traffico.

Cosa sono i segnali di prescrizione e quando si applicano

I segnali di prescrizione sono quei cartelli che impongono un obbligo o un divieto alla circolazione: non si limitano a dare informazioni, ma stabiliscono come il conducente deve comportarsi. Il Codice della Strada li colloca tra i segnali verticali e ne disciplina forma, colori e significato, distinguendoli nettamente dai segnali di pericolo e da quelli di indicazione. In pratica, quando un segnale di prescrizione è presente, il comportamento del conducente non è più una scelta, ma un dovere giuridico.

Questi segnali si applicano di norma a partire dal punto in cui sono installati e restano validi fino a quando non incontrano un segnale di fine prescrizione, un’intersezione che ne interrompe l’efficacia o un’altra indicazione che modifica l’obbligo. Un esempio tipico è il divieto di sorpasso che vale per un certo tratto di strada, oppure l’obbligo di svolta che si applica immediatamente all’incrocio successivo. Se il conducente ignora la prescrizione, può essere sanzionato anche se ritiene che “non desse fastidio a nessuno”.

Elenco dei principali segnali di prescrizione e loro significato

I principali segnali di prescrizione si dividono in due grandi famiglie: quelli di divieto e quelli di obbligo. I segnali di divieto sono generalmente circolari con bordo rosso e fondo bianco e indicano ciò che non si può fare: ad esempio, divieto di transito, divieto di sorpasso, divieto di sosta o di fermata, divieto di accesso a determinate categorie di veicoli. I segnali di obbligo, invece, sono circolari a fondo blu e indicano un comportamento da tenere, come l’obbligo di proseguire diritto, di svoltare a destra o sinistra, di seguire una determinata corsia o di usare catene da neve in presenza di particolari condizioni.

Accanto a questi, rientrano tra i segnali di prescrizione anche quelli che regolano la precedenza, come “dare precedenza” e “fermarsi e dare precedenza”, che impongono un comportamento preciso all’incrocio. Un automobilista che, ad esempio, incontra il segnale di “dare precedenza” deve rallentare e cedere il passo ai veicoli che transitano sulla strada principale, anche se ritiene di avere spazio per “infilarsi”. Per chi vuole approfondire la classificazione ufficiale, l’art. 39 del Codice della Strada, consultabile sul sito dell’ACI, definisce in modo puntuale le categorie dei segnali verticali, compresi quelli di prescrizione (articolo 39 del Codice della Strada).

Segnali di prescrizione per i limiti di velocità e fine prescrizione

I segnali di limite di velocità sono tra i più frequenti e rientrano a pieno titolo nei segnali di prescrizione. Impongono una velocità massima da non superare in un determinato tratto di strada e sono riconoscibili dal pannello circolare con bordo rosso e il valore numerico al centro. Il limite inizia dal punto in cui il segnale è posto e, salvo indicazioni diverse, resta valido fino a un segnale di fine limite o fino a una modifica della regolazione (ad esempio un nuovo limite o l’ingresso in un diverso tipo di strada). Se, per esempio, si entra in una “zona 30” correttamente segnalata, il conducente deve adeguare la velocità fin da subito, non solo “quando vede un autovelox”.

La fine della prescrizione è indicata da appositi segnali di “fine” (ad esempio fine limite di velocità, fine divieto di sorpasso, fine di tutte le prescrizioni precedenti). Questi cartelli sono fondamentali per capire quando si può tornare a un comportamento meno restrittivo, come aumentare la velocità o riprendere i sorpassi. In contesti urbani moderni, come le aree a velocità ridotta, la corretta combinazione tra cartelli verticali e pittogrammi a terra è essenziale per non creare confusione: un approfondimento utile riguarda proprio come si dovrà segnalare una zona 30 tra cartelli e pittogrammi, tema trattato in dettaglio su segnalazione delle zone 30.

Come distinguere i segnali di prescrizione da pericolo e indicazione

Distinguere i segnali di prescrizione da quelli di pericolo e di indicazione è fondamentale per reagire correttamente alla guida. I segnali di pericolo hanno di solito forma triangolare con bordo rosso e avvisano di una situazione rischiosa (curva pericolosa, incrocio, attraversamento pedonale), lasciando al conducente la scelta di come adeguare la condotta, pur nel rispetto delle norme generali. I segnali di prescrizione, invece, impongono un comportamento preciso: non basta “prestare attenzione”, ma occorre rispettare un divieto o un obbligo ben definito, come non superare un certo limite di velocità o non effettuare sorpassi.

I segnali di indicazione, infine, hanno forme e colori diversi (spesso rettangolari o quadrati) e servono a orientare il conducente, fornendo informazioni su direzioni, servizi, percorsi consigliati o caratteristiche della strada. Un errore frequente è considerare facoltativi alcuni segnali blu, scambiandoli per semplici indicazioni, quando in realtà si tratta di obblighi (come l’obbligo di seguire una determinata direzione). Per chi desidera un quadro sistematico delle diverse categorie di segnali e del loro significato, l’art. 38 del Codice della Strada, disponibile sul portale ACI, chiarisce la funzione dei segnali stradali e la loro classificazione generale (articolo 38 del Codice della Strada).

Errori comuni sui segnali di prescrizione e possibili sanzioni

Gli errori più comuni sui segnali di prescrizione riguardano la sottovalutazione della loro portata e della durata dell’obbligo. Molti conducenti, ad esempio, rispettano il limite di velocità solo in prossimità di un autovelox o di un controllo visibile, ignorando che il limite vale per tutto il tratto indicato dal segnale. Altri scambiano i segnali di obbligo per semplici suggerimenti, come nel caso dell’obbligo di corsia o dell’obbligo di svolta, e cambiano direzione all’ultimo momento, creando situazioni di pericolo. Un altro errore frequente è non considerare che i segnali temporanei di prescrizione in presenza di cantieri hanno la stessa forza di quelli permanenti, come ricordato anche nelle analisi sulla segnaletica di cantiere e safety car.

Dal punto di vista sanzionatorio, la violazione di un segnale di prescrizione può comportare multe, decurtazione di punti dalla patente e, nei casi più gravi, sospensione del titolo di guida. Le conseguenze variano in base al tipo di prescrizione violata: non è la stessa cosa superare un limite di velocità, ignorare un divieto di sorpasso o non rispettare un “fermarsi e dare precedenza”. In ogni caso, le forze dell’ordine possono contestare la violazione anche se non si è verificato un incidente, perché il semplice mancato rispetto del segnale costituisce già un illecito. Un buon esercizio pratico è quello di osservare, durante i propri spostamenti, dove iniziano e dove terminano le prescrizioni, chiedendosi sempre: “Se qui c’è un cartello, quale comportamento mi è imposto e fino a dove vale?”.