Quali sono le multe che comportano la decurtazione dei punti dalla patente?
Spiegazione delle regole sulla patente a punti, quando scatta la decurtazione e quali multe incidono sul saldo dei punti di guida
Molti automobilisti scoprono di aver perso punti solo quando arriva una comunicazione della Motorizzazione o una nuova multa più pesante. Capire quali violazioni fanno scattare la decurtazione, e in quali casi si rischia anche la sospensione, permette di evitare errori costosi, come sottovalutare un verbale “minore” o non indicare correttamente chi era alla guida, con conseguenze pesanti sul saldo punti.
Come funziona la patente a punti e quando scatta la decurtazione
La patente a punti si basa su un principio semplice: ad ogni titolare viene attribuito un punteggio iniziale, che si riduce quando vengono commesse determinate infrazioni previste dal Codice della strada. Secondo quanto indicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il punteggio iniziale è pari a 20 punti, che rappresentano il “capitale” da preservare nel tempo. La perdita di punti non è automatica per ogni multa, ma solo per le violazioni espressamente elencate nella tabella ministeriale collegata all’articolo 126‑bis.
La decurtazione scatta solo quando la sanzione diventa definitiva, cioè dopo il pagamento senza contestazioni oppure dopo l’eventuale rigetto del ricorso. Questo significa che, se si presenta opposizione nei termini di legge, i punti non vengono sottratti fino alla decisione sull’impugnazione. L’articolo 126‑bis del Codice della strada stabilisce inoltre che, quando più violazioni con decurtazione vengono accertate contemporaneamente, la somma dei punti sottratti non può superare 15 punti, salvo i casi che comportano sospensione o revoca della patente, come riportato su Normattiva.
Un aspetto spesso trascurato riguarda la trasmissione delle violazioni all’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Il MIT ha chiarito che solo le infrazioni per cui il Codice prevede espressamente la decurtazione possono essere comunicate tramite il sistema informativo della Motorizzazione, come illustrato nella guida tecnica per gli enti accertatori disponibile sul sito ministeriale. Questo evita che multe prive di sanzione accessoria incidano erroneamente sul saldo punti. Se sul verbale non è indicata la decurtazione, di norma non vi sarà sottrazione di punti, ma è sempre opportuno verificare la corretta compilazione.
Elenco delle principali multe che tolgono punti e quanti punti si perdono
Le multe che comportano la perdita di punti riguardano soprattutto comportamenti considerati pericolosi per la sicurezza stradale. La dottrina collegata ad ACI ricorda che rientrano tra queste, in particolare, eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza, uso del cellulare alla guida, mancato uso delle cinture, mancato rispetto di semafori e precedenze. La tabella ufficiale dei punteggi, scaricabile dal sito istituzionale dedicato al Codice della strada, indica per ciascuna violazione il numero di punti da decurtare, come richiamato anche dalla Rivista Giuridica ACI.
Per avere un quadro sintetico delle principali categorie di infrazioni che comportano decurtazione, può essere utile uno schema orientativo. I valori esatti in punti sono fissati dalla tabella ministeriale, ma le tipologie di comportamenti sono ricorrenti:
| Tipo di violazione | Esempi tipici | Effetto sui punti |
|---|---|---|
| Velocità | Superamento dei limiti oltre determinate soglie | Decurtazione crescente in base all’eccesso |
| Segnali e semafori | Passaggio con rosso, mancato stop, mancata precedenza | Decurtazione fissa prevista dalla tabella |
| Dispositivi di sicurezza | Cinture non allacciate, seggiolini non utilizzati correttamente | Decurtazione per ogni occupante non in regola |
| Uso di dispositivi | Cellulare in mano alla guida, auricolari non consentiti | Decurtazione associata alla distrazione alla guida |
| Stato psico-fisico | Guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti | Decurtazione elevata, spesso con sospensione |
| Comportamenti pericolosi | Sorpassi vietati, inversioni pericolose, mancato rispetto distanza | Decurtazione proporzionata alla gravità |
Un errore frequente è pensare che tutte le multe “importanti” tolgano automaticamente punti. In realtà, solo le violazioni tassativamente elencate nella tabella ministeriale comportano decurtazione. Per verificare se una specifica infrazione incide sul punteggio, è possibile consultare il testo coordinato del Codice della strada e la tabella dei punteggi resa disponibile online, come indicato nella sezione dedicata al Codice della strada e tabella punti. Se sul verbale è riportata la dicitura relativa alla perdita di punti, è un segnale chiaro che la sanzione avrà effetti anche sul saldo.
Per chi vuole prevenire la decurtazione, è utile conoscere in anticipo quali comportamenti sono più “costosi” in termini di punteggio. Ad esempio, se si è soliti usare il telefono in auto, conviene informarsi sulle alternative consentite e sulle sanzioni previste, anche in termini di punti, così da modificare le proprie abitudini. Un approfondimento pratico sulle strategie per evitare la perdita di punti è disponibile nella pagina dedicata a come non farsi togliere i punti dalla patente, utile per impostare una guida più attenta.
Infrazioni che comportano anche sospensione o ritiro della patente
Non tutte le decurtazioni di punti si esauriscono con la semplice sottrazione dal saldo: alcune violazioni, considerate particolarmente gravi, comportano anche sospensione o addirittura revoca della patente. Nel testo coordinato del Codice della strada pubblicato dalla Polizia di Stato sono elencate le ipotesi in cui la sanzione accessoria si affianca alla multa e alla decurtazione, ad esempio per guida in stato di ebbrezza oltre determinate soglie, guida sotto l’effetto di stupefacenti, gare di velocità non autorizzate o recidiva in specifiche infrazioni.
In questi casi, la perdita di punti può essere molto elevata e, se il saldo arriva a zero, scatta la revisione della patente con obbligo di sottoporsi a nuovi esami. Un dossier comparativo sui sistemi a punti europei, come quello pubblicato da ADAC, cita l’Italia tra i Paesi in cui le infrazioni più gravi possono comportare fino a 10 punti di decurtazione per singola violazione, con revisione in caso di azzeramento del punteggio, confermando la severità del sistema. È quindi fondamentale valutare ogni comportamento a rischio non solo in termini di multa, ma anche di possibili conseguenze sulla validità stessa del titolo di guida.
Un caso concreto aiuta a capire l’impatto: se un conducente viene sorpreso a velocità molto elevata in centro abitato, con passaggio con semaforo rosso e mancato uso delle cinture, tutte infrazioni accertate nello stesso momento, la somma dei punti teoricamente previsti potrebbe superare il limite massimo decurtabile. In base all’articolo 126‑bis, però, la decurtazione complessiva non potrà superare i 15 punti, salvo che una di queste violazioni comporti anche sospensione o revoca. In tale scenario, oltre alla perdita di punti, il conducente rischia di restare senza patente per un periodo, con ricadute immediate sulla vita lavorativa e familiare.
Regole speciali per neopatentati e professionisti nella perdita di punti
Per i neopatentati il sistema della patente a punti è più severo. Le informazioni fornite da enti locali, come il Comune di Milano, ricordano che per chi ha conseguito la patente da poco tempo la decurtazione prevista dalla tabella ministeriale viene raddoppiata rispetto ai valori ordinari. Questo significa che la stessa infrazione pesa di più sul saldo punti di un neopatentato rispetto a un conducente esperto. L’obiettivo è scoraggiare comportamenti rischiosi nei primi anni di guida, quando l’esperienza è ancora limitata e la probabilità di errore è più alta.
Per chi rientra nella categoria dei neopatentati, è quindi essenziale conoscere con precisione quanti punti possono essere persi per ciascuna violazione e quali limiti di velocità e di comportamento sono più stringenti. Un supporto utile è rappresentato dalle risorse che spiegano quanti punti tolgono ai neopatentati, che aiutano a valutare il rischio prima di assumere condotte azzardate. Se, ad esempio, un neopatentato viene sanzionato per uso del cellulare alla guida, la perdita di punti potrebbe incidere in modo decisivo sul mantenimento del titolo, rendendo necessaria una guida estremamente prudente nei mesi successivi.
Regole particolari si applicano anche ai conducenti professionali, come autisti di autobus, taxi o veicoli per cui è richiesto un certificato di abilitazione professionale (C.A.P. o analoghi). Nel materiale per i quiz delle abilitazioni professionali, pubblicato tramite i canali istituzionali, viene ricordato che alcune violazioni commesse con questi veicoli possono comportare la decurtazione dei punti sia dalla patente sia dal certificato di abilitazione. Questo raddoppia, di fatto, l’impatto della sanzione sulla vita lavorativa del conducente, che rischia non solo di perdere il diritto a guidare, ma anche di non poter esercitare la professione per un certo periodo.
Per chi guida per lavoro, monitorare il proprio saldo punti diventa quindi una vera e propria esigenza professionale. Sapere qual è il massimo di punti sulla patente e come si possono recuperare crediti con la guida virtuosa o con i corsi autorizzati aiuta a pianificare meglio la propria attività, evitando di trovarsi improvvisamente impossibilitati a svolgere il servizio per esaurimento del punteggio.
Come controllare, contestare e recuperare i punti persi
Controllare il saldo punti è il primo passo per evitare sorprese. Secondo quanto riportato da associazioni di tutela dei consumatori, la verifica può essere effettuata tramite i servizi online messi a disposizione dal Ministero o tramite canali telefonici dedicati. È importante effettuare questo controllo periodicamente, soprattutto se si ricevono più verbali in un arco di tempo ristretto. In un caso tipico, un automobilista che ha preso due multe per eccesso di velocità e una per mancato uso delle cinture potrebbe non rendersi conto di essere vicino all’azzeramento, se non consulta il proprio estratto punti.
Se si ritiene che una multa con decurtazione sia ingiusta o viziata da errori formali, è possibile presentare ricorso nei termini previsti dalla legge. La guida alla trasmissione delle violazioni che prevedono decurtazione, predisposta dal MIT per gli enti accertatori, sottolinea l’importanza di indicare correttamente i dati del conducente e la norma violata, proprio perché da queste informazioni dipende la corretta sottrazione dei punti. In caso di errori evidenti, contestare il verbale può evitare una decurtazione illegittima. È fondamentale, però, rispettare i termini e le modalità di impugnazione indicati sul verbale stesso.
Per quanto riguarda il recupero dei punti, il sistema prevede sia meccanismi automatici, legati alla guida senza infrazioni per determinati periodi, sia la possibilità di frequentare corsi presso autoscuole o centri autorizzati. Le modalità e i limiti di recupero sono disciplinati dal Codice della strada e dai relativi regolamenti attuativi, e possono variare in base alla categoria di patente e alla situazione del conducente (ad esempio, se è già stata disposta la revisione). Per chi ha subito decurtazioni consistenti, è utile conoscere anche qual è il massimo di punti che possono essere tolti in caso di più violazioni, così da valutare se sia opportuno attivarsi subito per il recupero.
Un accorgimento pratico consiste nel verificare sempre, appena ricevuto un verbale, se è prevista la decurtazione e quanti punti sono indicati. Se si è proprietari del veicolo ma non si era alla guida, è essenziale comunicare nei tempi previsti i dati del conducente effettivo, altrimenti la decurtazione potrebbe essere imputata al soggetto sbagliato, con conseguenze anche sulla possibilità di recupero. Mantenere traccia delle comunicazioni inviate, dei pagamenti effettuati e delle eventuali decisioni sui ricorsi aiuta a ricostruire la propria “storia punti” e a prevenire situazioni critiche, come l’azzeramento improvviso del punteggio con obbligo di revisione della patente.