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Quali sono le regole del Codice della Strada sui segnali orizzontali e sulle strisce a terra?

Spiegazione delle regole del Codice della Strada sui segnali orizzontali, funzioni delle strisce a terra e rapporto con precedenze e segnaletica

Quali sono le regole del Codice della Strada sui segnali orizzontali e sulle strisce a terra?
diEzio Notte

I segnali orizzontali – le classiche “strisce a terra” – sono uno degli strumenti più importanti per regolare i flussi di traffico, guidare i conducenti e proteggere gli utenti più vulnerabili. Il Codice della Strada ne disciplina funzione, tipologie e modalità di utilizzo, definendo obblighi chiari per chi guida e per gli enti che gestiscono la strada. Conoscere bene queste regole significa non solo evitare sanzioni, ma anche ridurre concretamente il rischio di incidenti, soprattutto in corrispondenza di incroci e attraversamenti.

Tipologie di segnali orizzontali previste dal Codice della Strada

I segnali orizzontali sono espressamente regolati dall’articolo 40 del Codice della Strada, che chiarisce come essi siano tracciati sulla pavimentazione per regolare la circolazione, guidare gli utenti e fornire prescrizioni o indicazioni utili sui comportamenti da tenere. La norma specifica che questi segnali non hanno una mera funzione estetica, ma rappresentano vere e proprie regole di comportamento, da rispettare al pari della segnaletica verticale. In questo quadro rientrano tutte le principali marcature che il conducente incontra quotidianamente lungo il proprio percorso, dalla suddivisione delle corsie fino alle indicazioni di sosta.

Lo stesso articolo elenca le principali tipologie di segnaletica orizzontale previste: strisce longitudinali, strisce trasversali, attraversamenti pedonali o ciclabili, frecce direzionali, iscrizioni e simboli, strisce di delimitazione degli stalli di sosta (compresa la sosta riservata), isole di traffico o di presegnalamento di ostacoli entro la carreggiata, strisce di delimitazione delle fermate dei mezzi pubblici e altri segnali stabiliti dal regolamento. Ognuna di queste categorie ha una funzione specifica e impone comportamenti diversi ai conducenti.

La funzione regolatoria dei segnali orizzontali si inserisce all’interno del sistema generale della segnaletica stradale, che comprende anche segnali verticali, luminosi e attrezzature complementari, come chiarito dall’articolo 38 sulla segnaletica stradale. Gli utenti sono tenuti a rispettare le prescrizioni rese note dalla segnaletica anche quando sembrano in difformità con altre regole di circolazione, nel rispetto tuttavia della gerarchia tra i diversi tipi di segnale, che incide direttamente sull’interpretazione corretta delle strisce a terra.

Un aspetto spesso sottovalutato è che, oltre a delimitare corsie e aree di sosta, i segnali orizzontali contribuiscono a canalizzare le correnti di traffico. Il Codice definisce la “carreggiata” come la parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli, generalmente pavimentata e delimitata da strisce di margine, mentre la “corsia” è la parte longitudinale idonea al transito di una sola fila di veicoli. In pratica, la presenza o meno di determinate strisce influenza come i veicoli devono disporsi nello spazio stradale, soprattutto nei tratti di preselezione in prossimità delle intersezioni.

Il Codice introduce inoltre la nozione di “zona di attestamento” e di “zona di attestamento ciclabile” come tratti di carreggiata, immediatamente a monte delle linee di arresto, destinati all’accumulo dei veicoli in attesa del via libera, generalmente suddivisi in corsie specializzate separate da strisce longitudinali continue. Si tratta di aree dove le strisce a terra giocano un ruolo decisivo nella gestione ordinata delle fermate ai semafori, soprattutto laddove sia previsto uno spazio specifico per i velocipedi.

Strisce longitudinali continue e discontinue: cosa si può e non si può fare

Le strisce longitudinali, che corrono parallele all’asse della carreggiata, sono una delle categorie più importanti di segnaletica orizzontale e sono espressamente disciplinate dall’articolo 40. La norma precisa che tali strisce possono essere continue o discontinue: le strisce continue, ad eccezione di quelle che delimitano le corsie di emergenza, indicano il limite invalicabile di una corsia di marcia o della carreggiata; le strisce discontinue delimitano le corsie di marcia o la carreggiata stessa. Per chi guida questo si traduce in un obbligo di particolare attenzione nel momento in cui intende cambiare corsia o effettuare sorpassi.

L’articolo 40 prevede espressamente il caso in cui una striscia longitudinale continua affianchi una striscia discontinua: in questa configurazione, le due strisce indicano ai conducenti che marciando alla destra di quella discontinua è consentito oltrepassarle, mentre chi procede dal lato della continua non può valicarle. Questa disposizione è fondamentale nella lettura corretta delle linee di mezzeria o delle delimitazioni di corsia in tratti con divieti di sorpasso asimmetrici, perché vincola il comportamento a seconda del senso di marcia.

Lo stesso articolo stabilisce poi in modo chiaro che le strisce longitudinali continue non devono essere oltrepassate, mentre quelle discontinue possono essere oltrepassate, a condizione che siano comunque rispettate tutte le altre norme di circolazione. È quindi espressamente vietato valicare le strisce longitudinali continue, salvo dal lato in cui è eventualmente affiancata una discontinua, come nel caso visto sopra. La violazione di questo divieto si collega alle sanzioni previste dalle norme generali sulle inosservanze della segnaletica, con riflessi anche sulla responsabilità in caso di sinistro.

Particolare attenzione merita il ruolo delle strisce di margine continue, che delimitano il bordo esterno della carreggiata. L’articolo 40 precisa che tali strisce possono essere oltrepassate solo dai veicoli in attività di servizio di pubblico interesse e da quelli che devono effettuare una sosta di emergenza. Inoltre, la stessa disposizione vieta la sosta sulle carreggiate i cui margini sono evidenziati da una striscia continua, vieta la circolazione sopra le strisce longitudinali (salvo per il cambio di corsia) e vieta la circolazione dei veicoli non autorizzati sulle corsie riservate. Chi parcheggia in corrispondenza di queste strisce o utilizza impropriamente corsie delimitate commette quindi un’infrazione specifica, che si somma ai divieti generali di fermata e sosta previsti dall’articolo 158.

Strisce di arresto, attraversamenti pedonali e zone di attestamento ciclabile

Le strisce trasversali sono quelle tracciate perpendicolarmente (o quasi) all’asse della strada e, secondo l’articolo 40, hanno un ruolo centrale nel definire i punti in cui il conducente deve eventualmente arrestare il veicolo. Una striscia trasversale continua indica il limite prima del quale il conducente ha l’obbligo di arrestare il veicolo per rispettare le prescrizioni semaforiche, il segnale di “fermarsi e dare precedenza”, un segnale manuale del personale di polizia stradale, nonché in corrispondenza dei passaggi a livello dotati di dispositivi luminosi o del segnale “fermarsi e dare precedenza”. Questo significa che la linea di arresto non è solo un riferimento visivo, ma il punto esatto oltre il quale non si deve procedere quando il segnale impone lo stop.

Diversa è la funzione della striscia trasversale discontinua, che indica il limite prima del quale il conducente ha l’obbligo di arrestarsi, se necessario, per rispettare il segnale “dare precedenza”. In questo caso non c’è un obbligo automatico di fermata, ma il conducente deve essere pronto ad arrestarsi se sopraggiungono altri veicoli a cui va riconosciuta la priorità. La presenza di questa striscia, abbinata alla segnaletica verticale di precedenza, contribuisce a rendere chiaro dove ci si deve fermare per non invadere l’area di conflitto in intersezione.

L’articolo 40 contiene poi una disciplina specifica per le cosiddette zone di attestamento ciclabile. In queste aree, la prima striscia trasversale continua, nel senso di marcia, indica il limite prima del quale i conducenti dei veicoli diversi dai velocipedi hanno l’obbligo di fermarsi, mentre la seconda striscia indica il limite per i soli velocipedi, sempre ai fini del rispetto delle prescrizioni semaforiche. In pratica, tra le due linee si crea uno spazio dedicato accumulo e alle manovre dei ciclisti, coerente con la definizione di “zona di attestamento ciclabile” come tratto di carreggiata compreso tra due linee di arresto, destinato all’accumulo e alla manovra dei velocipedi in attesa di via libera.

Per quanto riguarda gli attraversamenti, la norma stabilisce che in corrispondenza degli attraversamenti pedonali i conducenti dei veicoli devono dare la precedenza ai pedoni che si accingono ad attraversare la strada o che hanno iniziato l’attraversamento; analogo comportamento è dovuto nei confronti dei ciclisti in corrispondenza degli attraversamenti ciclabili. Viene inoltre richiamata l’esigenza che gli attraversamenti pedonali siano sempre accessibili anche alle persone non deambulanti su sedia a ruote e che, a tutela delle persone non vedenti, possano essere collocati appositi segnali a pavimento o altri segnali di pericolo nelle loro vicinanze. In questo quadro si comprende anche il divieto, previsto dall’articolo 158, di fermata e sosta sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle stesse.

Rapporto tra segnaletica orizzontale e rispetto delle precedenze

Il rapporto tra segnali orizzontali e precedenze va letto alla luce dell’articolo 38, che definisce la segnaletica stradale nel suo complesso e ne stabilisce una precisa gerarchia. Gli utenti della strada devono rispettare le prescrizioni rese note dalla segnaletica, anche quando esse appaiono in difformità con altre regole di circolazione, ma le prescrizioni dei segnali semaforici (esclusa la luce gialla lampeggiante di pericolo) prevalgono su quelle dei segnali verticali e orizzontali che regolano la precedenza; le prescrizioni dei segnali verticali, a loro volta, prevalgono su quelle dei segnali orizzontali. In ogni caso, prevalgono sempre le segnalazioni degli agenti preposti al servizio di polizia stradale.

In pratica, questo significa che, quando si affronta un’intersezione, il conducente deve prima di tutto attenersi al semaforo, se presente; in sua assenza, osservare i segnali verticali di precedenza; infine, rispettare le indicazioni date dalla segnaletica orizzontale, come linee di arresto, frecce direzionali, isole di traffico e strisce di canalizzazione. La striscia trasversale continua associata a un semaforo indica il punto esatto in cui fermarsi in caso di luce rossa, mentre la striscia discontinua associata a un “dare precedenza” definisce il limite fino al quale il veicolo può avanzare prima di arrestarsi, se necessario, per garantire il diritto di precedenza agli altri flussi.

La segnaletica orizzontale è inoltre fondamentale nelle zone di preselezione, dove le strisce di corsia e le frecce direzionali guidano i conducenti verso le traiettorie corrette in prossimità degli incroci. Il Codice definisce la “zona di preselezione” come il tratto di carreggiata, opportunamente segnalato, ove è consentito il cambio di corsia affinché i veicoli possano incanalarsi nelle corsie specializzate. In queste aree, circolare sopra le strisce longitudinali oltre il necessario per la manovra di cambio corsia, o occupare corsie canalizzate in modo improprio, può tradursi in una violazione delle prescrizioni della segnaletica orizzontale, con rilevanti conseguenze sul rispetto delle precedenze.

Va ricordato, infine, che l’uniformità e la correttezza della segnaletica – inclusa quella orizzontale – è garantita dall’articolo 45, che vieta la fabbricazione e l’impiego di segnaletica non prevista o non conforme al Codice, al regolamento o alle direttive ministeriali, nonché la collocazione in modo diverso da quello prescritto. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti può imporre agli enti proprietari o gestori delle strade di sostituire, integrare, spostare, rimuovere o correggere i segnali non conformi. Per chi guida, questo significa poter contare su un linguaggio di strisce e simboli tendenzialmente omogeneo su tutto il territorio, il che rende più prevedibili i comportamenti legati alla precedenza e riduce i margini di incertezza nelle situazioni critiche.

Fonti normative

 

Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.