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Quali sono oggi i limiti di velocità previsti dal Codice della strada?

Spiegazione tecnica dei limiti di velocità previsti dal Codice della strada, delle deroghe locali, delle categorie soggette a restrizioni e delle principali conseguenze sanzionatorie

Quali sono oggi i limiti di velocità previsti dal Codice della strada?
diEzio Notte

Un limite di velocità sbagliato o ignorato può trasformare un semplice spostamento in una sanzione pesante, con perdita di punti e sospensione della patente. Molti conducenti danno per scontato che “in città sia sempre uguale” o che in autostrada basti seguire il flusso, ma il Codice della strada prevede regole precise, deroghe locali e limiti specifici per alcune categorie. Conoscere come funzionano davvero i limiti aiuta a evitare errori costosi e a leggere correttamente i segnali lungo il percorso.

Chi decide i limiti di velocità e quali norme si applicano nel 2026

I limiti di velocità in Italia sono fissati innanzitutto dal Codice della strada, in particolare dall’art. 142, che stabilisce i valori generali per le diverse tipologie di strada e le condizioni in cui possono essere aumentati o diminuiti. Il testo aggiornato dell’articolo è consultabile su Normattiva, che rappresenta il riferimento ufficiale per la normativa vigente. A questi limiti “di base” si aggiungono poi quelli fissati dai singoli enti proprietari delle strade, come Comuni, Province, Regioni e concessionari autostradali.

Gli enti locali possono modificare i limiti generali, ma solo entro i margini e per le motivazioni previste dal Codice: esigenze di sicurezza, caratteristiche geometriche della strada, presenza di scuole, ospedali, cantieri o particolari condizioni di traffico. La riduzioni devono essere motivate da appositi atti amministrativi e rese note tramite segnaletica verticale conforme alle norme tecniche. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con direttive come la direttiva n. 4620/2024, fornisce indicazioni su come impostare correttamente limiti e controlli, in particolare per l’uso degli autovelox, richiamando gli enti al rispetto di criteri di omogeneità e proporzionalità.

Tabella dei limiti di velocità per tipo di strada in Italia

Per orientarsi tra i diversi limiti è utile partire dai valori generali previsti dall’art. 142 del Codice della strada, che distinguono tra centri abitati, strade extraurbane e autostrade. A questi si sovrappongono poi eventuali limiti specifici indicati dalla segnaletica, che prevalgono sempre sul valore “standard”. Quando si incontra un cartello con un limite diverso, quel valore si applica fino al successivo segnale di modifica o di fine limitazione, salvo diversa indicazione tramite pannelli integrativi.

Tipo di stradaCaratteristiche generaliLogica del limite
Centro abitatoPresenza di incroci, pedoni, attività commerciali e accessi laterali frequentiLimitazione pensata per ridurre il rischio di investimento e consentire spazi di arresto compatibili con la visibilità ridotta
Strade extraurbane secondarieCarreggiata unica, possibili accessi diretti a proprietà, incroci a rasoCompromesso tra scorrevolezza e necessità di gestire immissioni e manovre di svolta
Strade extraurbane principaliCarreggiate separate, accessi controllati, intersezioni a livelli sfalsatiConsentono velocità più elevate grazie alla separazione dei flussi e alla riduzione dei punti di conflitto
AutostradeTracciati progettati per alta velocità, corsie multiple, aree di sosta dedicateVelocità ammessa più alta, ma condizionata da condizioni meteo, traffico e segnaletica variabile

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i tratti con limiti temporanei, ad esempio in presenza di cantieri o condizioni particolari. In questi casi i limiti possono essere ridotti anche in modo significativo rispetto a quelli ordinari, ma devono essere segnalati con cartelli ben visibili e, se necessario, ripetuti lungo il tratto interessato. La Polizia di Stato, nelle sue pagine dedicate a “viaggiare informati”, richiama l’attenzione proprio sulla necessità di adeguare la velocità non solo ai limiti formali, ma anche alle condizioni reali di traffico e meteo, sottolineando che il limite massimo non coincide sempre con la velocità prudente (approfondimento Polizia di Stato).

Limiti di velocità specifici per neopatentati e altre categorie

I limiti di velocità non sono uguali per tutti i conducenti: alcune categorie, come i neopatentati, sono soggette a restrizioni ulteriori rispetto ai valori generali. Per chi ha conseguito da poco la patente, il Codice della strada prevede limiti più bassi su alcune tipologie di strade, con l’obiettivo di ridurre il rischio durante la fase di minore esperienza alla guida. Questo significa che, anche se il limite generale per una certa strada è più alto, il neopatentato deve attenersi al valore ridotto previsto per la sua categoria, quando applicabile.

Oltre ai neopatentati, esistono limiti specifici per veicoli particolari (ad esempio mezzi pesanti, autobus, veicoli che trainano rimorchi) e per alcune situazioni di trasporto, come il trasporto di merci pericolose. In un tipico scenario, un conducente con patente da molti anni che guida un’auto privata può attenersi al limite generale indicato dalla segnaletica, mentre un autotrasportatore o un neopatentato sullo stesso tratto deve rispettare un valore inferiore. Se si condivide l’auto con un neopatentato e gli si affida la guida in autostrada, è fondamentale verificare prima quali limiti specifici si applicano alla sua posizione, per evitare infrazioni involontarie.

Sanzioni, punti patente e sospensione per eccesso di velocità

Le sanzioni per eccesso di velocità dipendono dallo scostamento rispetto al limite vigente sul tratto percorso e possono comportare non solo una sanzione pecuniaria, ma anche la decurtazione di punti dalla patente e, nei casi più gravi, la sospensione del titolo di guida. L’ACI, nella pagina dedicata all’art. 142 del Codice della strada, riepiloga le diverse fasce di superamento del limite e le relative conseguenze, evidenziando come l’aumento della velocità oltre il consentito comporti un incremento progressivo della gravità delle sanzioni, anche in termini di punti e sospensione.

Un errore frequente è sottovalutare l’effetto cumulativo delle violazioni: chi supera ripetutamente i limiti, anche di poco, rischia di esaurire rapidamente il proprio “capitale” di punti, con conseguenze sulla necessità di frequentare corsi di recupero o, nei casi estremi, di sottoporsi a revisione della patente. Per comprendere meglio quali infrazioni incidono di più sulla patente, può essere utile consultare un quadro aggiornato delle violazioni che comportano la perdita di un maggior numero di punti, come illustrato nell’approfondimento dedicato alle infrazioni che fanno perdere più punti e portano più spesso al ritiro. In ogni caso, il rispetto dei limiti rimane uno degli elementi centrali per preservare sia la sicurezza sia la validità della patente nel tempo.

Come verificare i limiti aggiornati e contestare eventuali multe

Per verificare quali limiti di velocità siano effettivamente in vigore su un determinato tratto, il primo riferimento resta sempre la segnaletica verticale presente lungo la strada, che può introdurre deroghe rispetto ai valori generali. In ambito urbano, molti Comuni stanno introducendo zone con limiti ridotti, come le cosiddette “zone 30”, che modificano in modo significativo la velocità consentita rispetto al resto del territorio comunale. Un esempio è rappresentato dalle informazioni fornite dal Comune di Milano sulle proprie zone 30 e nuovi limiti di velocità, utili per capire come le amministrazioni locali possano rimodulare i limiti in funzione della sicurezza e della vivibilità.

Se si riceve una multa per eccesso di velocità e si ritiene che il limite non fosse correttamente segnalato, o che il controllo non sia stato effettuato nel rispetto delle norme (ad esempio per posizionamento dell’autovelox o mancanza di taratura), è possibile valutare un’eventuale contestazione. In questo caso è importante raccogliere documentazione fotografica della segnaletica, verificare gli atti dell’ente proprietario della strada e controllare la trasparenza delle amministrazioni nell’uso dei dispositivi di controllo. Per quanto riguarda i sistemi di rilevazione automatica, un utile riferimento è l’analisi su come i cittadini possano controllare la trasparenza dei Comuni nell’uso dei photored, che offre spunti metodologici applicabili anche ai controlli di velocità. In ogni caso, prima di procedere con un ricorso è consigliabile confrontare la situazione concreta con le indicazioni ufficiali fornite da fonti istituzionali, come le pagine di educazione stradale dell’ACI o le informazioni del Ministero sulle modalità di utilizzo degli autovelox.