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Quali sono oggi le auto elettriche davvero economiche in Italia?

Confronto tra modelli di auto elettriche economiche in Italia, costi di acquisto e gestione, risparmi e fattori da valutare prima della scelta

Quali sono oggi le auto elettriche davvero economiche in Italia?
diRedazione

Molti automobilisti stanno riscoprendo le auto elettriche “entry level” perché i costi dell’energia e dei carburanti rendono decisivo capire quanto si spende davvero nel tempo. Il rischio è fermarsi al prezzo di listino senza valutare autonomia, ricarica e spese di gestione, finendo con un’auto poco adatta all’uso quotidiano o più costosa del previsto.

Quali sono oggi le auto elettriche più economiche davvero acquistabili in Italia

Quando si parla di auto elettriche economiche in Italia, il primo riferimento è la Dacia Spring, che con un prezzo indicativo di 17.900 € nella versione base da 45 CV è tra le più accessibili sul nuovo. La batteria da 26,8 kWh offre circa 220 km di autonomia WLTP, valori che la rendono adatta soprattutto a uso urbano e spostamenti brevi, meno a chi percorre spesso lunghe tratte extraurbane o autostradali.

Salendo di prezzo ma anche di contenuti, la Citroën ë-C3 parte da 23.900 € nell’allestimento You, con batteria LFP da 44 kWh e autonomia fino a 320 km WLTP. La ricarica rapida dal 20 all’80% in circa 26 minuti (in DC fino a 100 kW) la rende più versatile nei viaggi. In fascia simile si colloca la MG4 Electric Standard, a 24.490 € con batteria da 51 kWh e 350 km WLTP, pensata come compatta “tuttofare”. Più in alto, ma comunque tra le opzioni relativamente accessibili, ci sono la Fiat 500e (29.950 € per la Action con batteria piccola, fino a 320 km WLTP con la 42 kWh) e la BYD Dolphin, che parte da 29.990 € con batteria da 44,9 kWh e, nelle versioni superiori, arriva a 427 km WLTP. Sul fronte usato, una Renault Zoe 2020 con batteria da 52 kWh si trova indicativamente intorno ai 17.000 €, con autonomia reale spesso sufficiente per chi fa molta città e tangenziali.

Quanto si risparmia davvero tra ricarica, bollo e manutenzione rispetto a benzina e diesel

Il vantaggio principale delle elettriche economiche non è solo il listino, ma il costo chilometrico. Con un prezzo medio dell’energia domestica di 0,23 €/kWh, per un’utilitaria elettrica si stimano circa 4,5 € per percorrere 100 km, contro i 10,8 € di un’auto a benzina che consuma 6 l/100 km a 1,8 €/l. Su 15.000 km annui, il risparmio stimato è di 945 € solo di “carburante”, a parità di percorrenza e stile di guida.

A questo si aggiunge l’esenzione dal bollo auto per molti anni (in genere 5 per le elettriche nuove in diverse regioni) e una manutenzione ordinaria più semplice: niente olio motore, meno parti soggette a usura, freni che durano di più grazie alla rigenerazione. Se si vive in città con ZTL e parcheggi a pagamento, i vantaggi possono aumentare ulteriormente: in molti contesti urbani le elettriche accedono più facilmente alle zone a traffico limitato e possono godere di agevolazioni sulla sosta, aspetti che incidono sul bilancio complessivo rispetto a benzina e diesel. Per chi vuole un quadro più ampio, è utile confrontare quanto conviene davvero l’auto elettrica se vivi in città con ZTL e parcheggi a pagamento.

I costi nascosti da controllare: assicurazione, ricarica pubblica, svalutazione

Prima di scegliere un’elettrica economica è essenziale valutare i costi nascosti. L’assicurazione RC può essere simile a quella di un’auto termica di pari valore, ma alcune compagnie applicano condizioni diverse per potenza e valore del veicolo; conviene quindi richiedere più preventivi specificando sempre versione e allestimento. Un altro punto critico è la ricarica pubblica: se non si dispone di un box o posto auto con presa privata, basarsi quasi solo su colonnine rapide può far salire molto il costo per kWh rispetto alla ricarica domestica.

Un elemento spesso sottovalutato è la svalutazione. Modelli molto economici o con autonomia limitata possono perdere valore più velocemente, soprattutto se nel frattempo arrivano sul mercato nuove generazioni con batterie più capienti a prezzi simili. Se, ad esempio, si acquista oggi una citycar elettrica con 200–220 km WLTP e tra pochi anni si diffondono utilitarie da oltre 300 km allo stesso prezzo, la rivendibilità potrebbe risentirne. Chi compra usato deve invece verificare con attenzione lo stato della batteria e le condizioni di garanzia residua, perché un eventuale degrado marcato può annullare il vantaggio del prezzo d’acquisto più basso.

Quando conviene comprare subito un’elettrica economica e quando è meglio aspettare

Conviene acquistare subito un’elettrica economica se si ha un profilo d’uso favorevole: molti chilometri annui, possibilità di ricarica domestica o aziendale, percorrenze quotidiane compatibili con l’autonomia del modello scelto. In questo scenario, il risparmio di circa 945 € l’anno sui 15.000 km, sommato all’esenzione dal bollo per diversi anni, può compensare rapidamente il prezzo d’acquisto, soprattutto se si riesce ad accedere agli incentivi statali e regionali disponibili per i veicoli a zero emissioni.

Potrebbe invece essere più prudente aspettare se si dipende quasi totalmente dalla ricarica pubblica, se si percorrono pochi chilometri l’anno o se il budget è molto vicino al limite massimo per accedere agli incentivi, rendendo rischioso un acquisto affrettato. In questi casi è utile valutare anche le offerte sull’usato recente e monitorare le novità annunciate, come le citycar elettriche con target di prezzo intorno ai 20.000 €. Per chi vuole massimizzare il rapporto tra prezzo e aiuti disponibili, è importante capire dove conviene comprare un’auto elettrica sommando incentivi nazionali e regionali e come cambia il costo di gestione di un’auto elettrica tra Nord e Sud Italia, così da scegliere il momento e il modello più adatti alla propria situazione.