Cerca

Quando arriva il bonus revisione auto e come viene erogato?

Guida pratica su requisiti, tempi di accredito e controlli per richiedere correttamente il bonus revisione auto e non perdere il rimborso previsto

Bonus revisione auto: quando arriva il rimborso e come controllarlo
diRedazione

Molti automobilisti che hanno già pagato la revisione attendono ancora il rimborso promesso dal cosiddetto bonus revisione auto e rischiano di perdere il diritto per errori banali nella richiesta o nei tempi. Capire esattamente quando arriva il contributo, come viene erogato e quali controlli fare sullo stato della domanda permette di evitare solleciti inutili, doppie richieste respinte e soprattutto di non restare esclusi dal rimborso per un semplice dettaglio formale.

Che cos’è il bonus revisione auto e a chi spetta

Il bonus revisione auto, tecnicamente denominato “buono veicoli sicuri”, è un contributo economico pensato per compensare l’aumento della tariffa ministeriale della revisione. La Legge di Bilancio 2021 ha istituito questo buono riconoscendo ai proprietari di veicoli a motore un rimborso collegato a una revisione regolarmente effettuata, entro i limiti e le condizioni fissate dalla norma, per un solo veicolo e per una sola volta. Il riferimento ufficiale è il supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale che ha introdotto l’aumento tariffario e la relativa misura compensativa.

L’importo del buono è pari a 9,95 euro, cioè all’incremento della tariffa di revisione stabilito dalla legge, come chiarito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella comunicazione dedicata alla piattaforma online per il rimborso “Buono veicoli sicuri”. Il contributo spetta, di norma, al proprietario del veicolo che ha sostenuto il costo della revisione dopo l’entrata in vigore dell’aumento, a condizione che la revisione sia stata effettuata presso un centro autorizzato o in Motorizzazione e che la richiesta venga presentata correttamente sulla piattaforma ministeriale.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il fatto che il buono è riconosciuto solo una volta per ciascun proprietario, indipendentemente dal numero di veicoli intestati. Se, ad esempio, una persona possiede due auto e un furgone, potrà ottenere il rimborso solo per una revisione, scegliendo il veicolo per cui presentare domanda. Inoltre, il decreto ministeriale che disciplina le modalità di concessione del contributo specifica che il buono è concesso nei limiti delle risorse disponibili, quindi le richieste vengono accolte fino a esaurimento del fondo.

Per chi sta programmando les prossime scadenze di officina, è utile ricordare che il bonus non sostituisce né riduce gli obblighi di revisione periodica previsti dal Codice della Strada. Rimangono invariati sia la frequenza dei controlli sia le verifiche tecniche da superare. Per organizzare al meglio tempi e costi, può essere utile approfondire come evolveranno le tariffe e i possibili rincari consultando l’analisi su quanto costerà davvero la revisione auto dal 2026, così da non confondere il buono con eventuali futuri aumenti.

Quando viene accreditato il bonus revisione auto

Il momento in cui il bonus revisione auto viene effettivamente accreditato dipende da due passaggi distinti: la corretta presentazione della domanda sulla piattaforma “Buono veicoli sicuri” e la successiva lavorazione da parte del sistema ministeriale e del circuito bancario. Dal 3 gennaio 2022 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso operativa la piattaforma informatica dedicata, come indicato nella propria comunicazione ufficiale sull’attivazione del rimborso di 9,95 euro, e da quel momento le richieste vengono gestite in ordine di arrivo e nei limiti delle risorse stanziate.

In pratica, dopo aver inserito i dati richiesti (codice fiscale del proprietario, targa del veicolo, data della revisione, IBAN intestato o cointestato al richiedente e gli estremi del versamento della revisione), la domanda viene registrata nel sistema. Se non emergono errori formali o incongruenze, il buono viene autorizzato e avviato il pagamento tramite bonifico sul conto indicato. I tempi effettivi possono variare in base al carico di richieste e alle verifiche automatiche, per cui è normale che trascorra un certo intervallo tra l’invio della domanda e la visualizzazione dell’accredito sul conto corrente.

Un errore frequente è aspettarsi l’accredito immediatamente dopo la revisione, senza aver ancora presentato la richiesta online o senza aver completato correttamente tutti i campi. In realtà, il bonus non viene riconosciuto in automatico dal centro revisioni o dalla Motorizzazione: è sempre necessario l’invio della domanda sulla piattaforma ministeriale. Se, ad esempio, la revisione è stata effettuata a inizio mese ma la domanda viene caricata solo settimane dopo, il conteggio dei tempi di pagamento parte dal momento dell’invio della richiesta, non dalla data della revisione.

Come verificare lo stato del rimborso e i tempi di pagamento

Per verificare lo stato del rimborso del bonus revisione auto occorre innanzitutto accertarsi di aver completato correttamente la procedura sulla piattaforma “Buono veicoli sicuri”. Il decreto ministeriale 24 settembre 2021 n. 366, che disciplina le modalità di concessione del contributo, prevede che la gestione avvenga tramite un sistema informatico centralizzato, con controlli automatici sui dati inseriti e sul rispetto dei requisiti previsti dal DM 366/2021. Se uno di questi controlli non va a buon fine, la domanda può risultare respinta o sospesa.

In concreto, la prima verifica da fare è controllare di avere una ricevuta o conferma dell’invio della domanda, con il relativo identificativo. Senza questa prova, è possibile che la procedura non sia stata completata (ad esempio per un errore di connessione o per aver chiuso la pagina prima del termine). In secondo luogo, è utile confrontare i dati inseriti con quelli riportati sulla ricevuta della revisione e sui documenti del veicolo: una cifra errata nella targa, una data invertita o un IBAN non intestato al proprietario possono bloccare l’erogazione del buono.

Per avere un quadro più chiaro dei tempi, conviene anche verificare i movimenti del conto corrente su cui è stato indicato l’IBAN, tenendo presente che il bonifico potrebbe comparire con una descrizione generica legata al Ministero o al rimborso. Se dopo un periodo ragionevole dalla presentazione della domanda non compare alcun accredito, è opportuno recuperare la documentazione (ricevuta della revisione, conferma della domanda, coordinate bancarie) e prepararsi a un eventuale contatto con l’assistenza o con i canali informativi messi a disposizione dal Ministero.

Un controllo pratico che molti trascurano riguarda la corrispondenza tra il soggetto che ha pagato la revisione e l’intestatario del conto corrente indicato per il rimborso. Se, ad esempio, la revisione è stata pagata da un familiare ma il veicolo è intestato a un’altra persona, il buono spetta comunque al proprietario del mezzo, e l’IBAN indicato deve essere intestato o cointestato a lui. In caso contrario, il sistema può non riconoscere la corretta titolarità del rimborso e rallentare o impedire il pagamento.

Cosa fare se il bonus revisione auto non arriva

Se il bonus revisione auto non arriva, il primo passo è ricostruire con precisione la sequenza degli eventi: data della revisione, data di invio della domanda, eventuali comunicazioni ricevute dalla piattaforma o dal Ministero. In molti casi, il problema dipende da un errore materiale nella compilazione (targa sbagliata, IBAN incompleto, codice fiscale non coincidente con l’intestatario del veicolo) o da una domanda mai completata fino alla conferma finale. Rivedere con calma ogni passaggio consente spesso di individuare l’anomalia senza dover subito ricorrere a reclami formali.

Se, dopo queste verifiche, la situazione resta poco chiara, è utile controllare se il veicolo o il proprietario hanno già beneficiato del buono in passato. Poiché il contributo è riconosciuto per un solo veicolo e per una sola volta al proprietario, un tentativo di nuova richiesta può essere respinto proprio per questo motivo. In uno scenario tipico, un automobilista che ha già ottenuto il rimborso per una revisione precedente prova a richiederlo di nuovo per un altro veicolo intestato a suo nome e scopre che il sistema non consente l’erogazione di un secondo buono.

Un altro elemento da considerare è il limite delle risorse stanziate. Il fondo destinato al buono veicoli sicuri non è illimitato e, come ricordato anche dalle comunicazioni istituzionali, il contributo viene riconosciuto nei limiti delle disponibilità. Se la domanda è stata presentata in una fase in cui le risorse risultano esaurite, il rimborso potrebbe non essere più erogabile. In questo caso, anche una domanda formalmente corretta può non tradursi in un accredito effettivo, e l’unica strada è monitorare eventuali rifinanziamenti o nuove misure che il legislatore dovesse introdurre.

Per evitare di trovarsi nuovamente in questa situazione con le prossime revisioni, conviene pianificare con anticipo sia la data del controllo sia la gestione dei costi complessivi, considerando che il buono copre solo una parte dell’aumento tariffario. Valutare, ad esempio, se effettuare la revisione in Motorizzazione o in un centro privato, e quali differenze di servizio e organizzazione comporti, può aiutare a ottimizzare tempi e spese; a questo proposito può essere utile l’approfondimento su quando conviene fare la revisione in Motorizzazione e quando in un centro privato, così da non affidarsi solo al bonus per contenere i costi.

Domande frequenti su importo, scadenze e cumulabilità

Una delle domande più frequenti riguarda l’importo del bonus revisione auto: il valore del buono è fissato in 9,95 euro, pari all’aumento della tariffa di revisione stabilito dalla normativa, come confermato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella nota dedicata alla piattaforma di rimborso sul rimborso di 9,95 euro. Non si tratta quindi di una percentuale del costo totale della revisione, ma di un importo fisso che viene accreditato tramite bonifico sul conto indicato dal richiedente, se la domanda viene accolta.

Un altro dubbio ricorrente riguarda le scadenze e il periodo di validità del buono. La Legge di Bilancio 2021 e il successivo decreto attuativo hanno definito il perimetro temporale entro cui le revisioni possono beneficiare del contributo, mentre successivi interventi hanno previsto rifinanziamenti e proroghe entro determinati anni, sempre nei limiti delle risorse disponibili. Per avere un quadro aggiornato su requisiti e finestre temporali, molti automobilisti si sono affidati anche a fonti specialistiche che hanno riassunto le condizioni di accesso al bonus e le modalità di richiesta tramite il portale dedicato, come nel caso dell’approfondimento di alVolante su requisiti e richieste del bonus revisione auto per le revisioni effettuate nel periodo di validità della misura.

Sul fronte della cumulabilità, molti si chiedono se il buono veicoli sicuri possa essere sommato ad altri incentivi o agevolazioni legate all’auto, come bonus rottamazione, incentivi all’acquisto di veicoli a basse emissioni o detrazioni fiscali per spese di mobilità. In linea generale, il bonus revisione è un rimborso specifico collegato all’aumento della tariffa ministeriale e non incide su altre misure che hanno finalità diverse (acquisto, rottamazione, transizione ecologica). Tuttavia, è sempre opportuno verificare caso per caso se eventuali nuove norme introducano limiti o condizioni particolari di cumulabilità, soprattutto quando si accede a più agevolazioni nello stesso periodo.

Un’ultima questione pratica riguarda chi può materialmente presentare la domanda: la richiesta deve essere effettuata dal proprietario del veicolo, o da un suo delegato, ma sempre indicando i dati dell’intestatario del mezzo e un IBAN a lui intestato o cointestato. Se, ad esempio, un figlio gestisce per conto del genitore anziano la pratica online, dovrà comunque inserire i dati del genitore come proprietario e un conto corrente riconducibile a quest’ultimo. Una verifica preliminare di questi dettagli, prima di accedere alla piattaforma, riduce il rischio di errori che potrebbero ritardare o impedire l’erogazione del rimborso.